venerdì, Luglio 30

Turismo cinese in aumento field_506ffbaa4a8d4

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Bangkok – Quando la crisi morde, solitamente l’Export ed il Turismo sono le prime due risposte che una Nazione contrappone in risposta. Esattamente quel che sta cercando di fare la Thailandia. Nell’Export tra alterne sorti, si cerca di riprendere le proprie posizioni di primato nel riso ed in altre materie prime soprattutto derrate ed alimenti. Per quanto riguarda il Turismo sta già avvenendo una specie di “riposizionamento”: lì dove una volta primeggiavano -in termini di presenze- americani, europei, australiani oggi il Turismo thailandese fa sempre più appello al Turismo di marca russa o cinese. Queste due entità nazionali a loro volta stanno sempre più caratterizzandosi per tipologia: i russi spendono più di quanto possono attualmente americani ed europei calcolati nel loro periodo d’oro (fino a prima dello scoppio della crisi globale), i cinesi -invece- si caratterizzano per un turismo più “mordi e fuggi” che però ha le sue esplicite e chiare esigenze. Questo vuol dire che i cinesi preferiscono avere una specie di “corsia preferenziale” nell’accedere al Turismo in Thailandia, soprattutto se si tratta di fascia alta, visto che il potere d’acquisto dei nuovi ricchi cinesi e di quella che potremmo ritenere una “classe media” cinese in relativa espansione.
Tutto ciò spiega perché sempre più gli investitori di nazionalità cinese oggi prediligono allocare i propri capitali investendoli in Thailandia acquisendo appartamenti, lotti interi, hotel, strutture ricettive, in special modo intorno e dentro la città di Chiang Mai https://en.wikipedia.org/wiki/Chiang_Mai, nel Nord della Thailandia, una zona nota per la sua ricchezza derivante dal commercio e dall’industria. Secondo calcoli dell’Associazione Commercio e Turismo https://www.facebook.com/Chiang-Mai-Tourism-Business-Association-340285052204/ della Provincia di Chiang Mai https://en.wikipedia.org/wiki/Chiang_Mai_Province, lo scorso anno i turisti cinesi hanno spesso in quella zona più del corrispettivo di 20 milioni di THB. I cinesi -affermano presso la Associazione Commercio e Turismo della Provincia di Chiang Mai, in loco sono soliti investire in leasing a lungo termine per appartamenti ed hotel che vengono poi convertiti in sedi ricettive giornaliere a fronte del crescente numero di cinesi che visitano in gruppo Chiang Mai e zone limitrofe. Operano senza particolari permessi e si collocano fuori gli hotel e nelle zone adibite ad area shopping già note al pubblico dei turisti internazionali e sono sotto stretta gestione cinese. Inoltre, la moneta corrente cinese viene veicolata ed accettata proprio per attrarre maggiormente la clientela cinese che viene sospinta ad acquistare pacchetti turistici alquanto cari da parte di agenzie viaggio cinesi, in gergo professionale, si tratta di un turismo che viene battezzato come turismo “zero dollari”. Secondo la  Associazione Commercio e Turismo della Provincia di Chiang Mai, attualmente vi sono 12 sedi dove i cinesi investono prendendo in leasing appartamenti oppure hotel per ospitare turisti cinesi. Tre di essi sono nel Distretto Muang di Chang Mai e molto probabilmente anche qui si opera senza aver alcun permesso di lavoro (conditio sine qua non per poter lavorare in Thailandia).

Le Autorità stanno effettuando i controlli sui documenti in possesso dei cinesi operativi in loco e soprattutto sulle transazioni finanziarie in atto al fine di identificare le strategie legali da adire nei loro confronti, non foss’altro che per offrire un chiaro deterrente in tal senso alla comunità cinese in modo da trattenere eventuali investitori cinesi che vogliano intraprendere attività economiche o commerciali di natura illegale o più semplicemente non in regola von la legislazione thailandese.

Il Dipartimento delle Ricerche Speciali DSI https://en.wikipedia.org/wiki/Department_of_Special_Investigation ha avuto degli incontri con esponenti degli operatori cinesi locali per analizzare insieme l’impatto dei cosiddetti turisti “zero dollari” anche per valutare al meglio l’impatto che essi potrebbero avere su usi e costumi -anche nel commercio e nel fare economia locale- perché si eviti che venga snaturata la natura specifica locale ovvero il Turismo. Le cittadinanze locali devono quindi stare in allerta ed informare passo dopo passo le Autorità locali nel caso in cui vengano ravvisate attività economiche della più disparata natura da parte della comunità cinese.

Il numero delle guide turistiche illegali che era un vero e proprio problema qualche anno fa, è stato drasticamente ridotto grazie ad una pervicace azione dell’Associazione Settore Economico del Turismo di Chiang Mai, la Associazione Guide Rak Lanna e tutto il mondo delle guide turistiche legali in modo da agire in modo omogeneo e coordinato contro questa piaga locale. In ogni caso, alcuni studenti cinesi -per arrotondare i propri introiti- hanno continuato a fare le guide turistiche sebbene si trattasse di un lavoro non ammesso dalla legislazione thailandese. Per gli osservatori economici locali gli investitori cinesi sono già coinvolti da tempo nel lucroso business dei ristoranti, per le Autorità locali sono sono operativi circa 1.000 ristoranti locali che hanno esposto insegne cinesi, così come è alto anche il numero degli ostelli specifici per accogliere l’utenza cinese il che potrebbe indurre investitori cinesi a investire notevoli somme di denaro in un campo che offre grandi e e vaste opportunità nell’immediato futuro.

Lo scorso anno, circa un milione di cinesi ha fatto visita a Chiang Mai e il denaro da loro immesso in circolo si è stimato fosse intorno ad un controvalore di 10 miliardi di Thai Baht. Si è stimato che il numero dei cinesi quest’anno possa crescere del 7-9 per cento, organizzati nel 60 per cento dei casi da tour operator specializzati. In ogni caso, il numero dei cinesi in visita turistica individuale si ritiene sia anch’esso in aumento per i prossimi anni dato che molti giovani cinesi che sanno parlare un po’ di inglese si appelleranno ad agenzie turistiche non necessariamente cinesi. Tutto lascia pensare, quindi, che la vicina Cina possa fare «ombra» attraverso la propria presenza anche in ambito turistico con tutto l’indotto che crescerà di pari passo, è il tipico modo di procedere cinese. Le Autorità thailandesi, però, non vorranno certamente che la Cina operi in territorio thailandese senza lasciare alcun provento utile che coinvolga direttamente gli interessi thailandesi, il che è proprio il «metodo thailandese» di agire in Economia.

 

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