lunedì, Maggio 10

Turchia, viaggio nel paradiso del trapianto di capelli Circa 65.000 stranieri si sono sottoposti all’intervento chirurgico nel 2016 a Istanbul. L'attrattiva è il costo.

0

Se avete visitato Istanbul negli ultimi anni sicuramente avrete notato gruppi di uomini che camminano tra la Moschea Blu e la Basilica di Santa Sofia o la Taksim Avenue con il cranio rasato e una fascia sulla testa. Alcuni turisti si sono chiesti se si tratta di una qualche strana setta islamica. Assolutamente no: sono semplicemente calvi. Uomini da tutto il mondo si recano nella metropoli turca per sottoporsi ad un intervento chirurgico in grado di risolvere i loro problemi di alopecia.

In questi ultimi anni, la Turchia si è convertita in uno dei leader mondiali in questo settore della chirurgia estetica: nel 2016 circa 65.000 stranieri si sono recati nelle cliniche turche per sottoporsi ad un trapianto di capelli. Arrivano per lo più da paesi arabi, ma sempre più europei scelgono la Turchia in particolare italiani e spagnoli. Le cliniche turche hanno aperto uffici di rappresentanza a Madrid, Barcellona e in altre città spagnole o lavorano con società di intermediazione.

Il motivo per cui si opta per le cliniche turche è fondamentalmente i ridotti costi di un trapianto di capelli, che si aggirano tra i 2.000 e 3.000 euro e che includono un paio di notti di permanenza in un hotel, (alcuni pacchetti prolungano il soggiorno in modo da poter visitare Istanbul), oltre a trasporti e un interprete.

«I prezzi possono essere cinque o sei volte inferiori rispetto a qualsiasi città europea o degli Stati Uniti. Il motivo è che non è un’operazione che richiede materiale costoso, ma soprattutto risorse umane, e siccome in Turchia i salari sono più bassi, il costo diminuisce. Un altro fattore molto importante è che c’è molta concorrenza e le società turche cercano di adattare i prezzi il più possibile», ha affermato Pau Vilanova, direttore della azienda CapilClinic, che si occupa di portare i pazienti a Istanbul. «Naturalmente, le strutture e le attrezzature mediche sono all’avanguardia, all’altezza di qualsiasi paese europeo».

La chirurgia plastica e la microchirurgia sono progredite enormemente negli ultimi decenni. Secondo il dottor Abdullah Etöz, dell’ospedale Acibadem Bakirköy, tale progresso «è legato ai numerosi infortuni sul lavoro e le ferite di guerra che gli ospedali turchi devono trattare ogni anno. Inoltre, possiamo contare su gran numero di giovani professionisti, ben formati e aperti alle nuove tecnologie».

Il chirurgo Zekerya Kul, che gestisce la sua clinica, aggiunge un altro motivo per cui le tecniche di trapianti di capelli in Turchia sono progredite a tal punto da essere considerate ancora più avanzate di quelle degli Stati Uniti: «Il settore ha iniziato a crescere molto considerata la domanda interna, proprio come la Russia si è specializzata in chirurgia oculare e l’Iran in rinoplastica». È innegabile in tale contesto il sostegno del governo, il cui obiettivo è rendere la Turchia «una delle tre maggiori destinazioni globali per il turismo della salute nel 2023», ha dichiarato una fonte del Ministero della Salute. A tal fine, le aziende sanitarie turche ricevono sussidi per la promozione e l’apertura di uffici anche all’estero.

Circa 750.000 stranieri si sono recati in Turchia nel 2016 per ricevere cure mediche che hanno portato alle casse statali circa 5.000 milioni di euro. «La chirurgia estetica è solo una delle tante aree di interesse», ha affermato Gökhan Izlisu, responsabile europeo del gruppo sanitario Acibadem. «Da 12 anni riceviamo pazienti stranieri, specialmente per trattamenti contro il cancro e per la fertilità e in neurochirurgia e trapianti di organi, perché abbiamo accordi con i sistemi sanitari di diversi paesi», spiega Izlisu.

Ma la grande concorrenza esistente tra le cliniche che offrono trattamenti contro l’alopecia in Turchia – solo a Istanbul ce ne sono più di 350 – presenta un lato oscuro. Si sono verificati casi di cliniche che operavano senza seguire le corrette norme igieniche o di operazioni eseguite da infermieri o personale senza un’adeguata preparazione.

«In Turchia è obbligatorio che un chirurgo specializzato si faccia carico dell’intervento, altrimenti viene punito con pene detentive», avverte il dottor Kul. Tuttavia, vi sono aziende che noleggiano camere in grandi ospedali e svolgono le loro operazioni senza la supervisione di un medico. «I pazienti credono di essere sotto la protezione e tutela dell’ospedale, ma non è così», continua il chirurgo.

Tale aspetto è stato confermato da una ex dipendente di una delle cosiddette cliniche “fantasma”, che racconta come, ogni volta che veniva eseguita un’ispezione sanitaria all’interno dell’ospedale, la camera che era servita per effettuare l’operazione di trapianto di capelli, veniva svuotata e chiusa. «Esistono cliniche che riducono di molto il prezzo ma non rispettano i regolamenti o le norme standard», spiega Vilanova, «quindi raccomandiamo ai pazienti di non considerare solo la variabile ‘prezzo’, ma di informarsi attentamente su ogni aspetto prima di decidere di sottoporsi all’operazione».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->