martedì, 31 Gennaio
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Turchia: un vicino pericoloso

Ci ha molto colpito un saggio sulla Turchia, pubblicato da Giancarlo Elia Valori su ‘Formiche’, qualche giorno fa.

Nel 1970, ricorda l’autore, «nasce in Turchia il ‘Partito dell’Ordine Nazionale’ risorto l’anno seguente con il nome di ‘Partito della Salvezza Nazionale’. Si trattava di un movimento islamico di natura teocratica, che ai tempi non avrebbe fatto la paura di adesso, ma che già mostrava tutte le caratteristiche di rischio di chi tende a mischiare la politica con l’irrazionale. Del resto in Italia a quei tempi il Partitone imperava e in pochi avevano compreso l’anomalia, anche nel nostro Paese, di sovrapporre la Scienza di Dio alle fantasie dei fedeli. Ai nostri tempi poi non fa meraviglia dei danni compiuti dai portaborse eretti a capo di imprese? E che Nicolò Machiavelli non abbia insegnato proprio nulla a giuristi e politologi?

Ma forse la storia può anche essere diversa.

Il divenire della Turchia è stato molto complicato. Dopo un colpo di Stato costituzionale realizzato dai militari nel 1983 nasce il ‘Partito del Benessere’, che sarà poi venerato dalla dottrina di Recep Tayyip Erdogan, l’attuale presidente dell’impero ottomano».

Ora, non entriamo nella dotta narrazione di Elia Valori, che, forte di una conoscenza molto solida della geopolitica, si dilunga in una storia che invitiamo i nostri Lettori a leggere con cura.
Quando, però, si arriva al ‘Partito della Felicità’,
come non pensare al Partito dell’Amore inventato su quella falsariga in Italia, da una persona che ora sta lottano tra la vita e la morte in un ospedale e che ci rifiutiamo di tirare in ballo! Per rispetto umano, l’unico possibile.

Ebbene, quell’organizzazione aveva l’ideologia del Milli Gõruş, ovvero la prospettiva nazionale, che vede una nettissima separazione tra la civiltà occidentale, materialista, colonialista, repressiva verso i Paesi occidentali, destinati tutti ad una rapida morte, e la civiltà islamica, basata sulla giustizia.

Su queste argomentazioni gli accordi con i Paesi infedeli al culto islamico avrebbero dovuto azzerarsi, cosa che non è stata. E del resto lo stesso George Orwell nella sua ‘Fattoria degli Animali’ fa ammenda di accordi tra animali e umani, pur di poter sopravvivere. Ma quello che l’articolo di Giancarlo Elia Valori sottolinea è che se la politica della pesca in mare ha avuto un peso importante nelle relazioni tra Turchia e Italia, i collegamenti per internet e le postazioni di difesa sono ben più significative in uno scacchiere europeo dove anche le piccole Nazioni possono vantare capacità strategiche di alto livello politico e sociale.

La Turchia recentemente ha condotto delle esercitazioni navali in tutto il Mediterraneo orientale, con il prolungamento delle sue analisi sismiche del fondo marino e con la Grecia che considera queste osservazioni ed esercitazioni di netta competenza delle autorità militari. E’ più che mai importante tenere la massima attenzione alla nostra sicurezza, prima di imbattersi in un nemico che nessun alleato straniero è nella volontà di fronteggiare a nostra salvaguardia.

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