venerdì, Aprile 16

Turchia, Sinistra Italiana: ‘Si va verso dittatura’

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E’ appena rientrata a Roma una delegazione di parlamentari di Sinistra Italiana dopo una missione in Turchia, all’indomani del tentato golpe militare e delle dure decisioni messe in atto dal presidente Erdogan. Ad andare in Turchia il capogruppo Arturo Scotto insieme al vicepresidente della commissione esteri Erasmo Palazzotto e l’onorevole Franco Bordo. Presentata questa mattina a Montecitorio, insieme ad Elisa Marincola di Articolo 21 e a rappresentanti della Fnsi impegnati in un campagna a difesa dei diritti dei giornalisti turchi, il resoconto di questo viaggio in terra turca. E le notizie non sono delle migliori. «La situazione che emerge è drammatica, il Paese sta scivolando verso la dittatura», ammette Scotto, «i numeri degli arresti sono impressionanti, i calcoli del repulisti che vengono fatti parlano di oltre 400mila persone di qui alla fine di agosto, tra apparati dello Stato, insegnanti, militari e giornalisti. La cosa che balza all’occhio ad Istanbul sono le caserme sigillate dagli autocompattatori e dai pullman, i militari sono chiusi lì».

I tre hanno avuti colloqui con con i sindacati e con le associazioni per la difesa dei diritti umani: «Abbiamo costruito l’ipotesi di una proposta di un Primo Maggio europeo ad Istanbul, laddove è più difficile e più complicato sia organizzare sindacalmente i lavoratori sia contemporaneamente far rispettare i loro diritti. Anche i sindacalisti in questo momento sono l’oggetto del desiderio della repressione governativa. Abbiamo incontrato le associazioni dei diritti umani e i loro avvocati, da quelli di Amnesty ai legali di importanti figure politiche da anni in carcere, di militanti della causa curda a partire da quelli di Ocalan, di cui non si hanno più notizie da tempo, e a cui da 5 anni i legali non possono mettersi in contatto. E’ questo un tema che vogliamo mettere all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale, perché crediamo che sia giusto che Ocalan abbia un processo equo e che ci sia un’attenzione particolare verso il rispetto dei diritti umani fondamentali. Sbloccare il processo di pace con le forze curde è fondamentale e decisivo».

Ma forse l’incontro più importante è stato con l’Hdp e il suo leader Demirtas: «Abbiamo incontrato una delegazione del partito che oggi rappresenta forse l’unica opposizione politica e parlamentare al regime di Erdogan. Con loro abbiamo stabilito un accordo di gemellaggio: i deputati e le deputate di Sinistra Italiana faranno una sponsorship rispetto a ciascuno parlamentare dell’Hdp . Ciascun deputato seguirà un singolo dossier rispetto alla vicenda politica, giudiziaria del corrispondente parlamentare Hdp. Vorrei ricordare che uno dei punti su cui sta facendo leva Erdogan è l’eliminazione dell’immunità parlamentare per i deputati. In Paesi dove la democrazia è ancora un obiettivo da raggiungere l’immunità parlamentare è ancora fondamentale per evitare che chi dissente rispetto al potere dominante lo possa fare in Parlamento liberamente senza essere arrestato. Abbiamo condiviso con Demirtas che è fondamentale evitare che la Turchia scivoli verso un regime repressivo, è fondamentale che questo avvenga attraverso alcune scelte nette: da un lato la difesa del processo democratico in quel Paese e quindi evitare che passino leggi di modifica costituzionale che producono uno sfondamento ulteriore sul terreno presidenzialista. E’ fondamentale che in Turchia possano continuare a vivere quelle voci critiche sindacali, politiche e di associazioni che rischiano di essere schiacciate dalla stretta di Erdogan: dall’inizio della stretta repressiva i parlamentari dell’Hdp hanno ricevuto diverse notifiche da parte della magistratura, dopo il repulisti governativo, per comparire davanti ai tribunali, con rischi molto concreti per la loro incolumità».

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