giovedì, 9 Febbraio
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Turchia, gommoni e giubbotti di salvataggio difettosi

Gommoni e imbarcazioni di scarsa affidabilità da vendere ai profughi diretti in Grecia: questa la produzione trovata dalla polizia turca, che ha sequestrato tre fabbriche illegali nella città di Smirne. Per i proprietari, al momento, nessuna incriminazione, ma solo una multa perché le aziende operavano senza licenza commerciale. Le 49 barche ritrovate negli stabilimenti sono state distrutte.

Non si tratta del primo caso di questo genere in Turchia, dove negli ultimi mesi perquisizioni simili sono state condotte in alcuni laboratori per la produzione di giubbotti di salvataggio difettosi che si appesantivano in acqua o scivolavano via. Erano imbottiti di materiale per imballaggio che in un istante, impregnandosi d’acqua, si appesantiva, provocando l’inevitabile affondamento del migrante. Questi giubbotti erano prodotti da profughi siriani, alcuni dei quali minorenni impiegati clandestinamente.

Poco lontano da queste fabbriche poste sotto sequestro, un tratto di mare diventato un cimitero. Su una spiaggia di Smirne sono sepolti 150 migranti senza nome, bambini compresi, annegati e riportati indietro dalle onde.

 

(video tratto dal canale YouYube Euronews)

 

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