domenica, Aprile 11

Turchia abbatte jet russo: alta tensione con Putin

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E’ crisi diplomatica tra Russia e Turchia dopo che un caccia russo Sukhoi 24 è stato abbattuto dagli F-16 turchi al confine con la Siria. I due piloti sono riusciti a lanciarsi in territorio siriano prima dello schianto del velivolo, ma secondo i guerriglieri uno è stato trovato già morto mentre l’altro è stato ucciso dagli stessi, anche se le notizie non sono state confermate. Secondo fonti della sicurezza turca, i due sarebbero entrambi salvi e si starebbe trattando per portarli al sicuro. Colpito anche un elicottero russo che era intervenuto in loro soccorso: a centrarlo un missile anti-carro sparato dai miliziani: ci sono feriti ma tutti son ostati tratti in salvo da un secondo elicottero russo. Secondo il capo di Stato maggiore dell’Esercito libero siriano, Ahmed Berri, l’aereo «aveva appena bombardato dei civili nel villaggio di Jisr al-Shughur». Secondo i turchi, l’aereo aveva sconfinato più volte in Turchia e, dopo diversi richiami, è stato colpito.

Ankara ha convocato l’incaricato d’affari russo e ha ottenuto la convocazione d’urgenza per questo pomeriggio del Consiglio NATO: «È nostro diritto internazionalmente riconosciuto adottare tutte le misure necessarie contro chiunque violi il nostro spazio aereo o le nostre frontiere», ha affermato il premier turco Ahmet Davutoglu. Mosca ha negato lo sconfinamento e il presidente russo, Vladimir Putin, ha parlato di ‘un crimine’, di «una pugnalata alla schiena sferrata da complici dei terroristi», ma non solo: ha avvertito che l’incidente avrà ‘serie ripercussioni’ sui rapporti tra Russia e Turchia. Cancellata immediatamente la visita ad Istanbul del ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, mentre il ministero degli Esteri ha chiesto ai russi di non recarsi in Turchia. E ad aggravare la situazione le notizie pubblicate dal sito di Sabah, secondo cui l’ordine di abbattere il jet sarebbe giunto direttamente dal premier turco, informato della violazione dello spazio aereo dal capo di Stato maggiore, Hulusi Akar. La zona è da giorni al centro di un’offensiva del regime siriano, sostenuta dall’aviazione di Mosca, contro milizie ribelli che, tra l’altro, avrebbero ferito anche tre giornalisti russi al seguito delle truppe a Dagmashlia, nella provincia di Latakia.

https://youtu.be/jiBscHlZaQY

 

E’ cominciata invece a Washington la visita del presidente francese Francois Hollande, che ha avuto un incontro con Barack Obama per fare il punto della situazione dopo gli attentati di Parigi. Il presidente francese punta a rinforzare la cooperazione anti-ISIS e prova ad avvicinare il presidente americano a Putin. Proprio per cercare di serrare le fila contro lo Stato Islamico il vicepresidente Usa Joe Biden venerdì sarà a Roma per incontrare il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Intanto però il Dipartimento di Stato americano con un ‘alert’ su scala globale ha esortato i cittadini statunitensi alla massima attenzione almeno fino al 24 febbraio 2016. Secondo Washington, ISIS, al-Qaeda, Boko Haram e altri gruppi terroristici continuano a pianificare attacchi con l’utilizzo di armi convenzionali e non convenzionali e tutto il mondo è a rischio. Nel documento si parla di ‘lupi solitari’ che sarebbero pronti ad attaccare. L’avviso non è quello di evitare i viaggi ma di «esercitare la massima vigilanza quando si trovano nei luoghi pubblici o sui mezzi di trasporto. State attenti a tutto quello che vi sta intorno, evitate le concentrazioni di persone e i luoghi affollati». E le feste natalizie che si avvicinano sembrano essere quelle più a rischio.

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