sabato, Ottobre 23

Turchia, 450 km di muro al confine con la Siria Nuove misure di sicurezza di Ankara contro l’Isis, torrette e telecamere termiche

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Un altro Stato oltre alla Siria e all’Iraq sta subendo il contraccolpo delle battaglie contro l’Isis: il Kurdistan turco. In seguito all’attentato che ha ucciso a Suruc 32 volontari socialisti diretti a Kobane, un nuovo incrinarsi dei rapporti tra il Pkk e il governo centrale turco arriva a 3 anni dal “gettate le armi” di Ocalan. Dopo il blocco di twitter, resta in vigore l’impossibilità di organizzare cortei a sostegno delle vittime morte nella strage causata da una miliziana kamikaze dell’Isis. La risposta dei curdi è arrivata ieri con l’uccisione di due poliziotti, responsabili di aver in qualche modo coperto gli attentatori di Suruc. I militanti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) hanno infatti rivendicato l’attacco di Ceylanpınar Mentre ancora si cerca il fratello della donna suicida del centro culturale Amara di Suruc, un nuovo assalto armato ha preso di mira oggi la polizia turca nel sud-est. Come riporta il sito del quotidiano Hurriyet, uomini armati hanno ucciso un poliziotto e ferito un suo collega a Diyarbakir, città a maggioranza curda. Oggi Ankara ha fatto sapere di aver arrestato tre persone. Un membro dell’Isis che aveva combattuto in Siria è stato inoltre assassinato mercoledì sera a Istanbul da militanti curdi. La risposta di tutta questa instabilità, motivata dalle ripetute accuse verso la Turchia e il suo sostegno all’Isis, arriva nella decisione del Presidente Erdogan che ha subito preparato – in seguito a una telefonata con il presidente americano Obama – un piano contro i miliziani dello Stato Islamico: un muro lungo 450 km si aggiungerà a quello di 250 km già eretto e verrà costruito in altre zone porose del confine turco siriano.

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