sabato, ottobre 20

Turchia, elezioni anticipate: chi sfiderà Erdogan? Per capire le dinamiche di queste elezioni anticipate e le mosse dell’opposizione turca abbiamo intervistato Suha Bolukbasi, professore di Relazioni Internazionali ad Ankara, e Hakkı Uygur, vice-direttore di IRAM, think-tank turco

0

Crescono le tensioni politiche in Turchia tra il partito in carica, l’AKP, Adalet ve Kalkinma Partisi, e il maggior partito di opposizione, il CHP, Cumhuriyet Halk Partisi. Dopo che la scorsa settimana il Presidente Recep Tayyip Erdogan ha annunciato la convocazione di elezioni anticipate per il prossimo Giugno, i toni tra le parti politiche si sono molto alzati.

Lunedì 23 Aprile, durante la giornata Nazionale del Bambino, giorno di festa in Turchia, c’è stato un pesante scambio di parole, che ha visto il leader del CHP, Kemal Kılıçdaroğlu, criticare fortemente lo stato di emergenza. Kılıçdaroğlu, riporta Hurriyet Daily News, ha rivolto pesanti critiche all’AKP, affermando che il partito in carica avrebbe organizzato un finto colpo di stato civile facendo entrare in vigore lo stato di emergenza il 20 luglio 2016. Non sono però mancate risposte dai membri dall’AKP. Mustafa Elitaş, deputato capo gruppo dell’AKP, ha accusato Kılıçdaroğlu «di non essere stato capace di resistere» durante il tentato Colpo di Stato del luglio 2016.

Nel frattempo, in un clima elettorale che si fa sempre più teso, i partiti d’opposizione stanno cercando la strategia più efficace per contrastare il partito di Erdogan, nelle imminenti elezioni parlamentari e presidenziali. Proprio oggi, martedì 24 Aprile, durante l’assemblea del CHP, il partito Repubblicano del Popolo, dovrebbe annunciare il suo candidato premier per le votazioni di Giugno.

Negli ultimi giorni erano stati diffusi molti rumors in merito a possibili nomi. Alcuni aveva sottolineato la volontà, poi smentita, che il CHP e il neo formato Partito Buono, Iyi Parti, volessero presentare Meral Aksener come unico leader per entrambi i partiti. Tuttavia, Ozgur Ozel, deputato capo gruppo del CHP, ha confermato la volontà del partito di presentare un candidato diverso.

Il 22 Aprile, 15 membri del CHP hanno dato le loro dimissioni dal partito per unirsi al Partito Buono, una mossa che ha fatto pensare ad un’unione dei due gruppi. Tuttavia, ha ribadito Ozgur Ozel, «questo cambio è stato fatto per permettere al IYI Parti di partecipare alle elezioni». Infatti, secondo la legge turca, solo i partiti con almeno 20 membri possono presentare un candidato presidenziale senza limiti giuridici.

L’opposizione turca sembra non essere rimasta a guardare le ultime mosse del Presidente Erdogan, che con l’annuncio delle elezioni anticipate è pronto a dare il colpo di grazie ad un sistema democratico sempre più in bilico e diretto verso un’eliminazione sempre più concreta di forme di opposizione. Infatti, “l’AKP teme che più saranno  posticipate le elezioni, più il Partito della Giustizia e dello Sviluppo sarà indebolito”, ci chiarisce Suha Bolukbasi, professore di Relazioni Internazionali esperto in politica estera e domestica turca, presso la Middle East Technical University di Ankara. Negli ultimi anni i partiti d’opposizione si sono fatti molto più intelligenti, come dimostra l’ultima mossa del CHP che ha permesso a 15 dei suoi deputati di unirsi al Iyi Parti per partecipare alle elezioni. La politica turca è piena di queste sorprese”.

Anche Hakkı Uygur, vice-direttore di IRAM, think-tank specializzato in politica estera turca ed iraniana con sede ad Ankara, ci conferma il dinamismo dell’opposizione in merito a queste elezioni. “La possibilità di un’elezione anticipata è stata discussa per molti mesi sui media. La reazione iniziale dell’opposizione è stata molto pronta, infatti, sono totalmente pronti ad affrontare le elezioni di Giugno ed hanno, come abbiamo visto, iniziato negoziazioni per formare alleanze già dallo scorso anno”. Tuttavia, molti hanno commentato che questa decisione sia arrivata con sorpresa, impedendo, di fatto, ai partiti d’opposizione di reagire prontamente. “In realtà non è stata una mossa inaspettata. Alcuni leader dei partiti avevano già annunciato la loro candidatura per la presidenza. Quasi tutti i partiti, compreso l’AKP, e il maggior partito d’opposizione, il CHP, avevano organizzato dei congressi in precedenza. Perciò questi sviluppi indicano come avessero già previsto questa possibilità molto tempo prima”, ha commentato Hakki Uygur.

L’opposizione continua a rimanere fortemente critica dello stato di emergenza ancora in vigore, come dimostrano le recenti dichiarazioni di Kemal Kılıçdaroğlu, deputato capo gruppo del CHP. “Sinceramente penso che lo Stato di emergenza in Turchia non sia collegato ad alcun tentativo, da parte di Erdogan, di ottenere più potere. Come sappiamo, lo Stato di emergenza in Turchia è stato introdotto dopo il sanguinoso tentativo di Colpo di Stato del 2016. Da allora la Turchia ha continuano a eliminare dalle istituzioni tutti i seguaci di Fetullah Gulen, terroristi che hanno complottato per organizzare il colpo di Stato. Il Governo potrebbe pensare che lo Stato di emergenza sia necessario anche dopo le elezioni. Per esempio, anche in Francia, dopo gli attentati di Parigi, si è potuto notare come lo stato di emergenza sia stato esteso per due anni dal Governo francese” ha commentato Hakki Uygur.

Secondo Suha Bolukbasi invece, i motivi dietro alla prontezza di risposta dell’opposizione sarebbero da ricercare nell’excursus storico dell’AKP, giochi di potere che cui i vari partiti non allineati con Erdogan avrebbero imparato a prevedere:” Data la sua ben nota abilità di raggirare e manovrare la politica turca, l’opposizione era già pronta a questo tipo di sorprese”.

Se la necessità di anticipare l’opposizione nelle azioni di Erdogan rimane chiara, resta ancora da chiarire quale sia stato l’impatto della politica estera in relazione a queste elezioni anticipate. Negli ultimi mesi la Turchia è tornata a giocare un ruolo fondamentale in Siria, a seguito delle sue operazioni ad Afrin lanciate il 20 Gennaio scorso. “Dati i recenti sviluppi in Siria ed Iraq”, commenta Hakki Uygur, “possiamo prevedere che le organizzazioni terroristiche come il PYD e il YPG, che hanno sfruttato il vuoto di potere in Siria per stabilire un’autorità illegale al confine sud della Turchia, possano beneficiare da possibili scontri tra le potenze regionali e globali. Inoltre, in questo ambiente di conflitti, gli attacchi del PKK, riconosciuto come un’organizzazione terroristica dalla Turchia, Stati Uniti e UE, potrebbero aumentare. In questo senso, possiamo dire che il Governo turco abbia deciso di andare ad elezioni anticipate per prendere una più chiara, precisa e veloce posizione, come per esempio nuove operazioni militari, dirette a qualsiasi presenza che minacci la sicurezza del Paese”. Di tutt’altra opinione è invece il Professore Suha Bolukbasi, il quale riguardo alle operazioni nel nord della Siria ci ha dichiarato “Forse qualche mese fa Afrin era importante, ora non è più utile. Troppo tempo è passato e l’elettorato turco non ha una buona memoria. Infatti, qualche tempo fa il Primo Ministro e politico Mogul Süleyman Demirel usava ripetere frequentemente ‘Dün dündür, bugün bugündür’, ieri è ieri, oggi è oggi”.

Nonostante i tentativi di Erdogan, l’opposizione turca sembra non essere rimasta sorpresa, e appare sempre più pronta per provare a contrastare l’ormai quasi ventennale potere dell’AKP nelle prossime elezioni che si preannunciano un crocevia importante per il futuro della politica turca e della sua democrazia.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore