domenica, Giugno 20

Tunisia, un'altra primavera araba?

0
1 2 3


Come è noto, la Tunisia è stato l’unico Paese tra quelli coinvolti nel fenomeno delle rivolte arabe, a ridefinire un quadro istituzionale e politico sufficientemente stabile e tenendo conto, anche se parzialmente, dalle rivendicazioni dei rivoluzionari. Inoltre nel 2014 ha votato la sua nuova Costituzione, nella quale l’Islam è presente ma in una veste moderata, condivisa da gran parte del Parlamento. Negli ultimi giorni questo ‘Paese modello’ è scosso da una nuova ondata di proteste, molto simile nei modi e nelle rivendicazioni a quelle cominciate alla fine del 2010.

In realtà il quadro tunisino presentava già da qualche mese segnali che mettevano a rischio la sua stabilità. Due sono i fattori che incidevano e incidono sulla stabilità interna del Paese. Il primo è stato il risultato uscito dalle urne nelle ultime elezioni politiche. Il risultato elettorale ha visto la predominanza del Partito secolarista Nidaa Tounes, che è riuscito anche ad eleggere il Presidente della Repubblica, Béjid Caid Essebi, ma non sufficiente per la formazione di un Governo autonomo.

La composizione dell’attuale Governo ha infatti registrato un lungo periodo di trattative per la sua formazione e il risultato è stato la convergenza di diverse forze politiche, tra cui gli islamisti di Ennhada, per raggiungere la maggioranza necessaria alla sua approvazione. Ovviamente questa situazione ha richiesto anche una spartizione variegata dei vari Ministeri e una politica governativa difficile da portare avanti considerata la diversificazione delle sue componenti, nonché una maggioranza risicata in Parlamento, che ha reso difficile puntare su una ripresa economica da molto annunciata, tema molto sentito in campagna elettorale, e mai intravista.

Il secondo fattore che ha minato la stabilità interna della Tunisia è dato dai ripetuti attacchi terroristici, i quali oltre a minare ulteriormente la fragile economia, soprattutto turistica, hanno portato il Governo a dichiarare lo Stato di Emergenza e l’approvazione di una legge antiterrorismo, il primo sospende le garanzie costituzionali, mentre la legge aumenta il potere delle forze dell’ordine.

E’ evidente che questi provvedimenti, seppur possano sembrare o essere necessari, in realtà possono risultare dannosi aumentando facilmente il grado d’incertezza della popolazione, favorendo una maggior penetrazione terroristica. E’ bene sottolineare che la Tunisia è la Nazione con il più alto numero di Foreing Fighter che combattono per l’ISIS, seppur alcune associazioni tunisine lavorino costantemente per permettere ai combattenti espatriati di tornare a casa in condizioni di sicurezza sufficientemente accettabili.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->