venerdì, Settembre 17

Tunisia: un Nobel pericoloso

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Bruxelles – Per l’Unione Europea il modo migliore per celebrare il Nobel per la Pace al Quartetto di associazioni tunisine -il sindacato dei lavoratori UGTT e quello degli industriali, commercianti e artigiani tunisini UTICA, la lega per la difesa dei diritti umani LTDH e l’Ordine Nazionale degli Avvocati di Tunisiache si sono prodigate per riportare l’armonia in un Paese dilaniato da violenze interne e dall’immobilismo seguito alla ‘rivoluzione dei gelsomini’ del gennaio 2011, è sostenere lo sviluppo economico del Paese nell’ottica del percorso democratico.

Così, mentre il Commissario europeo allo sviluppo Neven Mimica ricordava, dopo l’annuncio arrivato da Stoccolma, nel suo blog, il sostegno offerto dall’Europa alle quattro associazioni premiate (circa € 3 milioni) per rafforzare il dialogo sociale, la Commissaria al commercio internazionale Cecilia Malmstroem è partita per la Tunisia per avviare un nuovo negoziato tra l’UE e la Tunisia, il DCFTA, che permetterà di creare una zona di libero commercio tra la Tunisia e l’Unione europea. L’Unione europea, ha detto la Commissaria prima di partire, «è al fianco della Tunisia per sostenere le sue riforme economiche e politiche, e aiutare il Paese a progredire. Oggi sono lieta di annunciare che porteremo le nostre relazioni commerciali con la Tunisia a un altro livello». L’Unione Europea «vuole celebrare il suo sostegno alle riforme politiche ed economiche del Paese con la creazione di un partenariato ambizioso in materia di commercio e investimenti».

Nel corso della sua visita la Commissaria ha incontrato il Primo Ministro Habib Essid e il Ministro del Commercio Ridha Lahouel e, ovviamente, i rappresentanti delle quattro associazioni vincitrici del Nobel.

Al di là del Quartetto del Dialogo Nazionale Tunisino, anche i martiri tunisini, tutti coloro che sono stati malmenati, incarcerati e torturati per decenni fino ai nostri giorni meriterebbero tutti il Premio Nobel!” È il commento del giornalista tunisino Mourad Teyeb, fondatore del Maghreb Media Forum alla notizia dell’assegnazione del Premio Nobel. Il premio, a suo avviso, va dato a tutti coloro che hanno sofferto, che sono stati malmenati, torturati e incarcerati durante il lungo regime di Zine El-Abidine Ben Ali e di quelli che lo hanno preceduto. A tutti loro dovrebbe andare l’ambito riconoscimento mondiale. Un premio che, secondo Teyeb, non contribuirà al miglioramento della difficile situazione del Paese; anzi, dice, “penso che il premio rischi di rafforzare l’infiltrazione delle istituzioni finanziarie internazionali (Banca Mondiale, FMI ecc.) nelle scelte economiche della Tunisia. Non ho incontrato nessuno che pensi che il premio Nobel servirà a rafforzare la sicurezza del Paese o contribuirà ad attenuare le tensioni che si avvertono sulla scena politica”.

Commenti positivi da parte delle istituzioni europee, prima fra tutti l’Alto Rappresentante europea per la Politica Estera e di Sicurezza Federica Mogherini secondo cui «il premio Nobel ricompensa gli artefici di una transizione democratica unica in cui la società civile ha avuto un ruolo decisivo per mantenere l’unità nazionale e la democrazia, permettendo l’adozione di una Costituzione che protegge i principi di una società pluralistica, dello stato di diritto e dei diritti dell’uomo». Mogherini ha poi rinnovato il suo «impegno a sostenere la società civile in Tunisia» per garantire che la Tunisia resti una «fonte di ispirazione e di speranza per tutti i popoli del mondo».

Anche il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha elogiato i valori di «moderazione, pace e consenso» che hanno ispirato le associazioni premiate. Il premio, ha aggiunto Schulz, «dovrà servire a tutti i tunisini a continuare sulla via della concertazione nazionale per consolidare le conquiste della rivoluzione e del processo di transizione come emerge dalla nuova Costituzione».

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