venerdì, Maggio 14

TTIP: Che cosa sappiamo? A cosa ci opponiamo? Intervista a Michalis Mousourakis, capo economista della Federazione ellenica delle imprese

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Atene – L’opinione pubblica europea nei vari Stati membri reagisce in modo molto diverso al progetto di trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico (TTIP). Mentre il commercio è una competenza esclusiva europea sin dal Trattato di Roma nel 1957, l’impatto degli accordi commerciali sull’occupazione e la crescita crea dibattito in Europa, così come avviene negli Stati Uniti.

Il progetto TTIP riguarda gli standard europei e quindi, per estensione, lo stile di vita europeo, e richiede un dibattito che è allo stesso tempo tecnico e politico. Lo si è fortemente criticato per essere ‘non trasparente’, con una percentuale considerevole dei europei che non si fida del modo in cui i negoziati si svolgono (e si sono svolti).

Qualche giorno fa ad Atene si è tenuta una discussione pubblica organizzata da Vouliwatch, una piattaforma digitale che consente ai cittadini greci di comunicare con i rappresentanti del Parlamento greco e i responsabili (Parlamentari e Deputati) responsabili del Parlamento Europeo, e da Press Project, un sito di notizie. E rappresentanti del Governo greco, Deputati ed esperti commerciali hanno parlato proprio della questione.

Giorgos Stathakis, Ministro dell’Economia, Sviluppo e Turismo, ha chiarito che le principali obiezioni del Governo greco rispetto al TTIP. Prima di tutto, il Governo è in favore solo di un accordo misto, che deve essere ratificato anche dai membri dello Stato. In secondo luogo, l’istituzione giudiziaria deve essere permanente. In terzo luogo, gli Stati membri devono essere autorizzati a legiferare tenendo conto degli interessi dei propri cittadini.

Durante la discussione, molte opinioni controverse suggerivano che i possibili effetti del TTIP dovrebbero essere attentamente esaminati, dal momento che la posta in gioco, soprattutto per la parte europea, è davvero importante. Fortemente contrari alla TTIP, Irini Kareta, project manager e coordinatrice dei volontari della Fair Trade Hellas, che parla del trattato come di “una minaccia per la democrazia secondo la società civile”, scegliendo di parlare con i numeri.

In tutta Europa c’è una petizione di oltre 3 milioni di voti contro il TTIP. 44.000 voti sono dalla Grecia. Nella UE 1000 sostanze tossiche sono vietate, mentre negli Stati Uniti solo 8. Giudichiamo la TTIP come una minaccia contro il commercio internazionale e la sicurezza alimentare. Se il Trattato sarà firmato, la concorrenza sarà sleale per gli Stati Uniti e si avrà un minor numero di posti di lavoro”. La Kareta ha fatto anche riferimento al fatto che in Grecia non c’è una ricerca in corso per quanto riguarda gli effetti del TTIP, suggerendo che se ne dovrebbe fare almeno una.

L’Indro ha incontrato Michalis Mousourakis, capo economista della Federazione ellenica delle imprese.

 

In caso di ratifica del TTIP, quali saranno i vantaggi per l’Europa?

Il TTIP è un tentativo di creare ancora più barriere nel campo del commercio. Le barriere tariffarie non sono molto alte, ma se riuscissimo a superare gli interventi normativi esistenti da entrambi i lati dell’Atlantico, il commercio globale sarebbe più libero. Le grandi dimensioni delle imprese sono sempre in grado di superare tali difficoltà, ma non è il caso delle piccole e medie imprese. Una omogeneizzazione delle regole del commercio potrebbe aiutare queste imprese.

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