martedì, Aprile 13

Tsipras Italia, 4% a rischio? A sostegno del leader greco la sinistra radicale italiana ed esponenti del mondo della cultura

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Tsipras PRC 3

Alla domanda: «Ha deciso di presentare il suo partito sotto la lista ‘L’altra Europa con Tsipras’ per non misurarlo con l’elettorato?» fattagli da Lilli Gruber il governatore della Puglia e leader di Sinistra Ecologia e Libertà Nichi Vendola ha risposto piccato: «No, l’ho fatto per rispondere all’appello di Barbara Spinelli, figlia di Altiero Spinelli, uno dei padri dell’Europa».

Vendola avrà anche raccolto l’invito della Spinelli, giornalista de ‘La Repubblica‘ e candidata alle prossime europee, ma la sensazione è che la sua sia una vera e propria operazione di sopravivenza condotta assieme a ciò che rimane della cosiddetta sinistra radicale e (da ormai due legislature) extraparlamentare. Rifondazione Comunista di Paolo Ferrero, i Verdi del Sud Tirolo Alto Adige, il Partito Pirata Italiano (!), Azione civile di Antonio Ingroia, i Comunisti italiani di Oliviero Diliberto e alcune personalità di spicco della società civile e del mondo della cultura (Andrea Camilleri, Curzio Maltese, Moni Ovadia, Giuliana Sgrena, Paolo Flores D’Arcais e Luca Casalini) hanno individuato questa volta la figura del leader greco Alexis Tsipras (presidente di Syriza, coalizione della sinistra radicale greca) per sintetizzare ‘tutti i colori del rosso’ per dirla alla Fausto Bertinotti (ex Presidente della Camera dei deputati ed ex segretario di Rifondazione comunista), sostenendolo nella sua candidatura a Presidente della Commissione europea.

Come capitato alle elezioni politiche dello scorso anno (la sinistra antagonista si presentò sotto la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, senza SEL che si alleò con il Pd di Pierluigi Bersani), anche questa volta Ferrero e compagni decidono di farsi rappresentare da una figura esterna ai loro partiti (Ingroia era un magistrato) e, per l’occasione, esterna anche ai confini nazionali per cercare di far sedere tra i banchi di Bruxelles una loro ‘delegazione’ nel gruppo Sinistra Unitaria Europea.

Ma quali sono le reali possibilità di successo di questa operazione? A giudicare dai dati forniti dagli ultimi sondaggi queste possibilità sembrerebbero tutt’altro che alte. Secondo l’istituto di sondaggi Ipsos la lista ‘L’altra Europa con Tsipras’ si attesterebbe attualmente intorno al 3,5%, per Demopolis al 4%, per Euromedia al 3,4%, per altri istituti mediamente al 3,3%. Il raggiungimento della soglia del 4% che la legge elettorale per le europee prevede per poter dare rappresentanza ai partiti nell’Europarlamento quindi, è tutt’altro che scontato.

Basterà l’immagine nuova del giovane leader greco Tsipras con le sue posizioni contro ‘questa’ Europa, contro Angela Merkel e le sue politiche di austerità, contro il cosiddetto ‘fiscal compact’, contro le ricette economiche neoliberiste propinate dalla Commissione europea a scuotere quella fetta di elettorato di sinistra rifugiatasi ormai da tempo nell’area grigia dell’astensione o in quella di protesta del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo? Basteranno le proposte a favore dell’incremento delle risorse per la ricerca scientifica, della tassazione sulle rendite finanziarie e sulla tutela della biodiversità per cercare di intercettare almeno una parte di quegli elettori euroscettici momentaneamente collocati nei bacini elettorali delle altre forze politiche?

Sicuramente non gioverà alla causa il disorientamento di tutti quegli elettori di Sinistra Ecologia e Libertà che nel giro di qualche mese hanno visto il partito di Nichi Vendola prima alleato della sinistra moderata (con il Partito democratico alle elezioni politiche del 2013) poi all’opposizione dei governi Letta e Renzi, ora in coalizione con la sinistra radicale di Ferrero e compagni. Per non parlare dell’atteggiamento ondivago di Vendola nei confronti dell’attuale Presidente del Consiglio nonché segretario del Pd Matteo Renzi passando dall’iniziale endorsement: «E’ colui che attualmente incarna l’immagine vitalistica che maggiormente rappresenta la voglia di cambiamento e di rottura con il vecchio modo di fare politica» a dichiarazioni sempre più critiche sull’operato dell’attuale Premier.

Lo stesso dicasi per le recenti defezioni dalla Lista Tsipras da parte del Partito dei Comunisti italiani di Oliviero Diliberto (mancanza di suoi candidati nelle liste) e di sostenitori di peso come Camilleri e Flores D’Arcais (auto estromessi dal comitato dei garanti a causa di problemi legati alla composizione delle liste dei candidati) inizialmente presenti a pieno titolo nella compagine.

L’operazione ‘Tsipras Italia’ ha tutto il sapore dell’improvvisazione ai fini della sopravivenza. E gli elettori spesso puniscono questi raggruppamenti ad uso e consumo della tornata elettorale del momento. È già capitato altre volte, a tutti i livelli. Per esempio poco più di un anno fa, alle ultime politiche, quando tutti i partiti della sinistra estrema senza Sel e con l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro si sono raccolti a sostegno del magistrato Antonio Ingroia. Questa volta al posto di Di Pietro nelle liste dei candidati c’è un’ampia rappresentanza di esponenti del mondo della cultura (dalla Spinelli a Maltese, da Ovadia alla Sgrena). Basterà la loro prestigiosa e autorevole presenza per fare in modo che la sinistra radicale italiana possa superare la fatidica soglia del 4% ed evitare così di diventare anche ‘extraeuropea’ dopo essere diventata extraparlamentare?

 

 

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