giovedì, Aprile 22

Trump, un anno di insulti Quello verso immigrati haitiani e africani è solo il primo del 2018. Ma il 2017 è stato costellato da parole al limite. Eccone una carrellata

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Negli Usa infiammano le polemiche sulle parole oltraggiose nei confronti degli immigrati haitiani e africani usate dal presidente americano Donald Trump durante una riunione nello Studio Ovale sul Daca. Il presidente ha poi negato di aver detto ‘Paesi di merda’, ossia le parole incriminate, ma il danno ormai è stato fatto.

Si tratta del primo insulto di Trump nel 2018. Ma il presidente americano viene da un 2017 pieno di gaffe e uscite al limite. Tanto che è entrato prepotentemente nella Top Ten delle Parolacce 2017, stilata anche quest’anno dal linguista Vito Tartamella.

«Tornare a parlare degli insulti di Donald Trump è utile perché un aspetto è rimasto in ombra: il turpiloquio gli sta dando un potere senza precedenti. Che forse potrebbe esplodergli fra le mani», ha detto il linguista, secondo cui il tycoon «non è solo un milionario eccentrico. Come presidente degli Stati Uniti d’America è una persona con un ruolo fortemente simbolico» e con i suoi continui insulti «cementa il consenso dei supporter ma aumenta anche il livore degli avversari, spaccando fortemente l’opinione pubblica Usa».

E avverte: «Con l’uso degli insulti, Trump sta aumentando il proprio potere perché lui è libero di insultare chi vuole, ma non vale il contrario. Dall’alto del suo potere, rompe tutti i tabù di una democrazia, infangando non solo gli avversari politici ma anche le altre istituzioni e la stampa».

(video tratto dal canale Youtube di IBTimes UK)

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