domenica, Settembre 19

Trump-Ue, è guerra commerciale

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Conclusa in Siria l’operazione militare turca ‘Scudo dell’Eufrate’. Ad annunciarlo il premier Binali Yildirim, dopo la riunione di ieri sera del Consiglio di sicurezza nazionale (Mgk). L’operazione, iniziata il 24 agosto scorso, era nata per mettere in sicurezza il confine dalla minaccia dell’Isis e frenare l’espansione dei curdi del Pyd e ha causato la morte di 70 militari turchi. Ma dal Paese arrivano nuovi allarmi. Secondo l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), il numero di uomini, donne e bambini in fuga dalla guerra sono ormai oltre 5 milioni: solo la metà dei 500.000 richiedenti asilo ha ottenuto un seguito. E il capo dell’Unhcr Filippo Grandi lancia un appello: «Abbiamo ancora una lunga strada da percorrere per accrescere il reinsediamento e i canali complementari per i rifugiati: sono necessari posti aggiuntivi e serve accelerare l’attuazione degli impegni esistenti». mentre del futuro di Assad hanno parlato il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, e il suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu: «La permanenza di Assad nel lungo termine dovrà essere decisa dal popolo siriano».

In Iraq invece il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres è tornato sulle notizie circolate nei giorni scorsi sull’uccisione di decine di civili a Mosul in raid aerei della Coalizione internazionale a guida Usa: «La protezione dei civili deve essere la priorità assoluta», ha detto arrivando a Baghdad, dove ha in programma colloqui con le massime autorità irachene.

In Germania nel frattempo è ancora allarme terrorismo. Il capo della polizia criminale federale (Bka) Holger Muench ha ribadito che «attacchi sono possibili in ogni momento». Ad aumentare i timori per nuove operazioni in Europa la perdita di territori da parte dell’Isis in Siria e Iraq. Secondo il capo della Bka in Germania le autorità stimano 616 estremisti pericolosi, cioè in grado di compiere un attacco, la metà dei quali si trova però attualmente all’estero.

Andiamo in America latina e precisamente in Venezuela, dove il Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj) ha assunto tutte le funzioni dell’Assemblea Nazionale, il Parlamento unicamerale in mano all’opposizione, lasciando la via libera al governo di Nicolas Maduro per governare senza alcun controllo. Il tutto è stato stabilito dalla Corte, secondo cui nel Parlamento regna ribellione e oltraggio alle sue decisioni.

In Francia,  a due settimane dal primo turno delle presidenziali, il 9 aprile, si preparano i comizi finali. Francois Fillon organizzerà il suo a Parigi a Porte de Versailles, nella stessa sala dove aveva concluso la campagna che lo ha portato a vincere le primarie della destra. Nel frattempo guai sul Web per il presidente Francois Hollande, il cui account Facebook è stato hackerato. Era stato infatti inviato un messaggio per partecipare il 7 maggio a un brindisi di commiato del presidente dall’Eliseo, ma l’invito era un fake.

Chiudiamo con la Malaysia, che ha accettato di far trasferire in Corea del Nord il corpo di Kim Jong-nam, il fratellastro del leader Kim Jong-un ucciso col gas nervino il 13 febbraio all’aeroporto di Kuala Lumpur. I due Paesi inoltre hanno anche rimosso il bando a partire deciso sui cittadini delle rispettive nazioni, nel pieno della crisi diplomatica che era scoppiata dopo l’omicidio.

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