mercoledì, Agosto 4

Trump: torna l’America gendarme in Siria

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Non è chiaro al momento se si sia trattato di un’azione isolata o dell’apertura di una campagna militare ad ampio respiro, di cui si ignorano i motivi e le strategie in uso.
Centinaia di soldati americani si trovano al nord del Paese, dove stanno accompagnando un gruppo di miliziani curdo-arabi verso la roccaforte dell’IS a Raqqa.
Il bombardamento apre scenari pericolosi per le truppe americane, che potrebbero finire sotto attacco da parte del Governo di Damasco, e allo stesso complica la situazione per i bombardieri che ne fanno da scorta aerea, che potrebbero finire sotto i colpi dell’artiglieria siriana o peggio dei caccia russi.

La condizione militare americana e le decisioni strategiche di queste ultime ore fanno pensare più ad un momento di sentimentalismo derivato dalle forti immagini dei bambini siriani vittime del gas Sarin.
Immagini forti, ma che dovrebbero portare ad una convergenza politica tra Russia e Stati Uniti più che ad azioni militari unilaterali, le quali rischiano di amplificare la già tesa e precaria situazione tattica nella lotta all’IS.

Le considerazioni politiche più forti sono sicuramente da imputarsi a chi giustifica il bombardamento di Trump, sostenendo che l’uso di gas sia stato mirato ad uccidere terroristi islamici.
Nonostante il terrorismo vada combattuto con il massimo sforzo è bene ricordare che da una mera analisi previsionale, l’uso di armi non convenzionali tende a ledere più la popolazione civile che i terroristi.
L’uso di gas nocivi verso obiettivi militari che, però, coinvolgono anche strutture civili è severamente proibito dalla Convenzione di Ginevra, un caso come quello di Idbil rientra a pieno titolo in una violazione profonda che andrebbe perseguita a livello internazionale con azioni congiunte.
Inoltre, l’uso di armi chimiche su territorio siriano avviene da diversi anni, bombe al cloro e gas tossici, sono impiegati contro la popolazione civile dove si nascondono i terroristi delle diverse fazioni. Nonostante ciò le azioni massive che saturano l’area d’operazione non discriminando tra soggetti pericolosi e civili, sono da ritenersi non applicabili per ovvi motivi umanitari.

Di fatto, dopo avere predicato la religione del neo isolazionismo anche Trump torna a recitare la parte delgendarme del mondo‘ che muove per fermare o per punire chi viola sfacciatamente i minimi standard delle norme internazionali, tuttavia il concetto di rappresaglia non è giustificato dalle convenzioni internazionali, nemmeno in caso di attacco chimico da parte di un Paese straniero e fino ad ora sovrano.

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