domenica, Luglio 25

Trump – Sanders: la rivincita dei radicali Il New Hampshire ribalta i risultati ottenuti in Iowa

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Tutto come da programma. Il verdetto delle urne ha confermato sostanzialmente le previsioni formulate alla vigilia da tutti i più autorevoli sondaggisti. Per i repubblicani, Donald Trump ha surclassato John Kasich, Ted Cruz, Marco Rubio, mentre i democratici hanno visto Bernie Sanders trionfare su Hillary Clinton con ampio margine.

Il New Hampshire è un piccolo Stato del New England a maggioranza bianca e indipendente, che conta al proprio interno un numero di elettori di fede evangelica molto contenuto. Per questa ragione, il devoto ultra-conservatore Ted Cruz non è riuscito a replicare l’impresa compiuta in Iowa. Trump può, invece, tirare un sospiro di sollievo, avendo ormai metabolizzato l’inaspettata batosta incassata una settimana fa con una vittoria (ha ottenuto il 34,5% dei voti, più del doppio di John Kasich, governatore dell’Ohio piazzatosi al secondo posto), che se fosse risultata meno netta ed inequivocabile sarebbe stata indubbiamente interpretata come una mezza sconfitta destinata ad influire sensibilmente sugli orientamenti dell’elettorato repubblicano negli altri Stati.

Nonostante il Partito Repubblicano abbia cercato in ogni modo di mettergli i bastoni fra le ruote (non esitando a fare ricorso alla stampa per trovare qualche scandalo sul suo conto), Trump sembra riuscire a raccogliere consensi attorno alle sue sparate demagogiche grazie all’appoggio dei potenti fratelli Koch e ad uno stile estremamente diretto che punta diritto allapanciadell’elettorato repubblicano più frustrato, la cui approvazione è facilmente guadagnabile con messaggi estremi ed inequivocabili  -«quando diventerò presidente, il trattamento che verrà riservato ai terroristi andrà molto oltre il waterboarding», ha affermato Trump durante una conferenza della scorsa settimana. Proporre soluzioni praticabili per risolvere i problemi che affliggono gli Stati Uniti non è certo un tratto distintivo della campagna di Trump, che con questa vittoria può sperare di continuare sulla strada degli show mediatici per ottenere il favore della maggior parte dell’elettorato repubblicano.

Il miliardario ha anche beneficiato della performance disastrosa di Marco Rubio, candidato conservatore con forti agganci nell’establishment che dopo essersi piazzato al secondo posto dietro Cruz nelle primarie dell’Iowa aveva cominciato ad attrarre le simpatie delle alte sfere del Partito Repubblicano, assai renitenti a lasciare campo libero a un personaggio eccentrico ed incontrollabile come Trump.
Durante il confronto di sabato, Rubio è apparso fiacco, spento completamente in balia degli avversari che lo hanno attaccato senza tregua dopo aver preso atto delle sua difficoltà ad affrontare in maniera costruttiva le questioni che gli venivano sottoposte. Il che spiega il flop elettorale in New Hampshire, che con ogni probabilità preannuncia un complesso rimescolamento di carte interno al Partito Repubblicano. L’eccessiva vicinanza di Ted Cruz, che pur gode del sostegno di Wall Street, agli evangelici gli preclude il sostegno sia della componente libertaria e non legata alla religione del Partito Repubblicano, sia di una parte più che preponderante dell’elettorato afro-americane che, specialmente in alcuni Stati occidentali, risulta solitamente decisiva. Con candidati di secondo piano come Ben Carson che usciranno quasi sicuramente di scena e Rubio  -senatore della Florida molto vicino agli ambienti neocon- sempre più in difficoltà a tener testa ai suoi rivali, l’establishment del partito potrebbe essere indotto ad appoggiare John Kasic, politico di lungo corso e posizioni piuttosto moderate rispetto agli avversari, anche se il buon risultato che è riuscito ad ottenere è imputabile soprattutto al suo ruolo di governatore del vicino Ohio. Anche perché la posizione di Jeb Bush sembra ormai irrimediabilmente compromessa.

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