lunedì, Agosto 2

Trump-Putin, dopo le tensioni arrivano i primi segnali positivi La Cina ha deciso di ricorrere al Wto contro la minaccia di dazi degli Usa

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«Credo sia un buon inizio, un inizio molto buono»: così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo il faccia a faccia di oltre due ore da solo con Vladimir Putin a Helsinki. «Non siamo andati molto d’accordo negli ultimi anni, ma credo che avremo un buon rapporto in futuro: andare d’accordo con la Russia è una cosa positiva, non negativa», ha ribadito Trump. «Abbiamo parlato di questioni importanti, è stato aperto un dialogo produttivo e importante, tutto è andato molto bene. I disaccordi sono ben noti, risolveremo molti dei problemi, dovremo trovare dei modi per cooperare per difendere gli interessi dei nostri Paesi».

Prima dell’avvio dei colloqui, Trump aveva già esternato, come al solito su Twitter: «Il nostro rapporto con la Russia non è mai stato peggiore, grazie a molti anni di follia e stupidità degli Stati Uniti e ora, la caccia alle streghe!». Il tweet è stato condiviso dal Ministero degli Esteri russo che ha commentato «Siamo d’accordo». All’apertura del vertice, Trump ha anticipato che avrebbero discusso delle armi nucleari, spiegando che «Usa e Russia hanno il 90% dell’arsenale nucleare».

Putin che invece oggi ha annunciato che  i servizi di sicurezza russi e di altri Paesi hanno sventato 25 milioni di cyber-attacchi contro i campionati mondiali di calcio. In particolare i tentati agguati informatici avevano come obiettivo l’infrastruttura informatica collegata alla Coppa del mondo, ma non ha fornito altri dettagli.

Rimanendo agli Usa, la Cina ha deciso di ricorrere al Wto contro la minaccia di dazi aggiuntivi al 10% annunciati da Washington sull’import di beni made in China per 200 miliardi di dollari ex art.301 dello Us Trade Act. Mentre  presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha lanciato un appello: «E’ comune dovere di Ue, Cina, Usa e Russia non iniziare guerre commerciali. C’e’ ancora tempo per prevenire il conflitto e il caos».

Parlando di migranti, il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas ha confermato: «Confermiamo di avere ricevuto la lettera del premier Conte che è stata indirizzata ai presidenti Tusk e Juncker. Nella lettera chiede di dare attuazione immediata alle conclusioni raggiunte al Consiglio europeo e a breve risponderemo. In generale e senza entrare nei dettagli, la Commissione condivide pienamente il senso di urgenza ed è impegnata nel dare seguito velocemente alle conclusioni raggiunte del Consiglio per quanto ci compete».

Un referendum bis sulla Brexit non ci sarà. E’ lapidaria la replica di Downing Street a Justine Greening, ex ministra e prima esponente Tory che si è dichiarata favorevole all’ipotesi d’un secondo voto popolare sull’uscita dall’Ue. Una simile opzione è stata già esclusa e non ci sarà in nessuna circostanza, ha detto un portavoce di Theresa May.

Sette poliziotti sono rimasti uccisi ieri sera durante un attacco dei talebani contro un posto di blocco nel distretto di Ghani Kahil, nella provincia orientale di Nangarhar, in Afghanistan: lo ha reso noto oggi il capo della polizia provinciale, Ghulam Sanayee Stanikzai. Nell’attacco hanno perso la vita anche cinque combattenti talebani, mentre altri 20  sono stati uccisi la notte scorsa durante un raid aereo governativo sul distretto di Khogyani, nella stessa provincia di Nangarhar.

Chiudiamo con la Libia, dove otto migranti, tra cui sei bambini, sono morti nel cargo di un camion dove erano stipati, a causa delle esalazioni di benzina che veniva trasportata all’interno. Lo hanno detto le autorità della città di Zuwara.

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