domenica, Agosto 1

Trump pensa all’intervento militare in Siria

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta considerando la possibilità di un’azione militare in Siria. A dirlo lo stesso presidente a membri del Congresso, secondo alcune fonti anonime. Le parole arrivano proprio a poche ore dall’inizio dei colloqui con Xi Jinping, con il quale dovrà affrontare un’altra questione calda come la Corea del Nord.

Ma centrale rimane la questione Siria e l’attacco con armi chimiche a Idlib. La Russia fa sapere che il suo supporto al presidente Bashar al Assad non è incondizionato. A dirlo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Sulla vicenda e sulla mancata risoluzione Onu si è espressa anche Angela Merkel, che parla di vergogna. Intanto sono saliti a 86 i morti per l’attacco di martedì, fa sapere l’Osservatorio Siriano per i diritti umani, aggiungendo che tra le vittime ci sono 30 bambini e 20 donne. E il presidente turco Recep Tayyip Erdogan accusa: «Con le armi chimiche, Assad ha ucciso 150 civili. Allah li vendicherà. Anche noi faremo la nostra parte». E il ministro della Giustizia turco, Bekir Bozdag, conferma che le prime autopsie hanno confermato l’uso di armi chimiche.

Da Israele attacca anche il ministro della Difesa Avigdor Lieberman: «I due attacchi avvenuti a Idlib, quello chimico omicida sui civili e quello all’ospedale locale, sono stati condotti su ordine diretto e dietro progettazione del presidente siriano Bashar Assad, mediante aerei da combattimento siriani».

Passiamo all’attentato di San Pietroburgo, dove gli investigatori stanno esaminando la versione secondo cui il presunto attentatore Akbarzhon Jalilov non intendeva farsi esplodere ma al contrario è stato ridotto a bomba ambulante dai suoi complici. Una fonte fa sapere che «molti indizi indicano che avrebbe dovuto solo piazzare gli ordigni, innescati poi da una telefonata».  Inoltre gli investigatori russi fanno sapere che «sono stati identificati alcuni cittadini delle repubbliche dell’Asia centrale che avevano avuto contatti con Jalilov».

La questione della sovranità di Gibilterra è esclusa dai negoziati sulla Brexit. A dirlo la premier britannica Theresa May nel corso dell’incontro a Londra col presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Ci sono state «discussioni positive per entrambe le parti», fanno sapere i due, che hanno sottolineato la necessità di «ridurre le tensioni».

Passiamo alla Francia, dove un sondaggio Harris Interactive per le tv conferma in testa alle intenzioni di voto Emmanuel Macron (25%) e Marine Le Pen (24%). Staccato e al 18% Francois Fillon, candidato della destra dei Republicains, mentre sale al 17% Jean-Luc Melenchon. Crolla infine al 9% il socialista Benoit Hamon, che sprofonda al 9%.

Torniamo velocemente in Russia, dove la Corte suprema sta valutando la richiesta del ministero della Giustizia di vietare l’attività dei Testimoni di Geova definendo la loro organizzazione religiosa come estremista. I Testimoni di Geova hanno presentato ricorso alla corte denunciando di essere vittime di repressione politica, mentre l’Onu parla di azione ‘estremamente preoccupante’.

Negli Usa invece altri guai per Trump: i democratici hanno bloccato la conferma del giudice Neil Gorsuch per la Corte Suprema. I repubblicani al Senato hanno votato il cambiamento di regole sul voto per la conferma del giudice, attivando la cosiddetta ‘opzione nucleare’ per superare l’ostruzionismo dei democratici volto a bloccare la scelta di Trump per la massima corte.

In Argentina invece primo sciopero generale convocato contro il presidente Mauricio Macri e la sua politica economica dalla Cgt. Forte adesione nel settore dei trasporti. Polemiche a distanza fra le parti, con il governo che ha segnalato come alcuni dirigenti sindacali abbiano minacciato apertamente di usare violenza contro chi non segue lo sciopero.

Chiudiamo con il Mali, dove un soldato francese è rimasto ucciso vicino alla frontiera del Burkina Faso in uno scontro con terroristi. Il presidente della Repubblica Francois Hollande ha «espresso la sua grande tristezza e salutato il sacrificio di questo soldato francese nello svolgere la sua missione». I militari francesi uccisi nel Paese dal gennaio 2013 salgono così a 19.

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