domenica, Luglio 25

Trump indagato per ostruzione alla giustizia

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Nel giorno del suo 71esimo compleanno, si apprende che Donald Trump è indagato per una possibile ostruzione alla giustizia, lo stesso reato che portò alle dimissioni di Richard Nixon. Lo scoop è del Washington Post, che cita le solite fonti anonime. Pronta la reazione del presidente Usa, che ha parlato nuovamente di «caccia alle streghe», definendola «la più grande della storia americana» e bollando come «fasulla» l’indagine sui suoi presunti rapporti con la Russia.

Il quotidiano scrive che il procuratore speciale Robert Mueller, che conduce l’inchiesta sul ruolo della Russia nelle elezioni del 2016, interrogherà alti dirigenti dell’intelligence come parte di una più ampia indagine che ora include anche l’ipotesi che Trump abbia tentato di ostacolare il corso dell’inchiesta. Secondo cinque fonti informate sui fatti, il capo della National intelligence Daniel Coats, il direttore della Nsa Mike Rogers e il suo ex vice Richard Ledgett hanno concordato di essere sentiti nei prossimi giorni da Mueller.
L’ipotesi di ostruzione alla giustizia si è profilata dopo che il tycoon ha licenziato a sorpresa l’allora capo dell’Fbi James Comey, che indagava sul Russiagate. Ipotesi che ha preso più corpo dopo la deposizione al Senato dello stesso Comey, che ha accusato Trump di avergli fatto pressioni per far cadere l’indagine sul suo ex consigliere per la Sicurezza nazionale Michael Flynn.

Al di qua dell’Atlantico, il governo di Londra e l’Unione europea hanno reso noto che i negoziati sull’uscita del Regno Unito dall’Unione inizieranno lunedì 19 giugno. Secondo una nota congiunta: «Il capo negoziatore della Commissione, Michel Barnier, ed il segretario di stato per l’uscita dall’Unione Europea, David Davis, hanno concordato oggi di lanciare lunedì 19 giugno il negoziato per l’Articolo 50».
Intanto i conservatori della premier britannica Theresa May hanno raggiunto accordo con gli unionisti nordirlandesi del Dup per ottenere il loro sostegno al suo programma di governo, che sarà presentato il 21 giugno, nel discorso programmatico che verrà pronunciato a Westminster dalla regina Elsabetta II. Alle elezioni dell’8 giugno scorso i Tories hanno ottenuto 317 seggi, pertanto hanno bisogno dei 10 conquistati dal Dup per avere la maggioranza assoluta dei Comuni sui 650 seggi totali.

Da Londra giunge anche la notizia delle dimissioni del leader dei liberaldemocratici, Tim Farron, dopo le recenti elezioni in cui il partito aveva incrementato i seggi ma perso punti percentuali. Farron ha parlato di un conflitto tra la sua vita come fedele cristiano e l’essere leader politico dei LibDem.

In Francia la neogollista Nathalie Kosciusko-Morizet, ex ministro e candidata alle primarie del partito Repubblicano, favorita per il ballottaggio di domenica, è stata aggredita a Parigi mentre si trovava in un mercato del quinto arrondissement. La donna, colpita da un uomo di 50 anni circa, ha perso coscienza per diversi minuti ed è stata quindi soccorsa dai vigili del fuoco.

Nuova crisi di governo in Romania, dove il partito socialdemocratico (Psd) ha fatto dimettere tutti i propri ministri aprendo una nuova fase di instabilità politica, la seconda negli ultimi sei mesi. Il premier, Sorin Grindeanu, in polemica con il segretario del partito, non intende dimettersi e ha detto che risponderà solo al Presidente della Repubblica e solo dopo il voto di sfiducia del parlamento.
Dietro l’accusa dei ritardi nell’attuazione del programma e della cattiva gestione dei rapporti con la Russia, si nasconderebbe però una faida interna. Il leader del Psd, Liviu Dragnea, non ha perdonato al premier di aver ceduto sul cosiddetto decreto ‘salva corrotti’ che gli avrebbe permesso di ritornare in corsa per la poltrona di premier. Dragnea è infatti è sotto processo per corruzione e frode elettorale e il presidente Iohannis si rifiutò di dargli l’incarico di formare il governo.

Tensioni anche in Giappone, dove il governo di Shinzo Abe è riuscito a far approvare una legge ‘anti cospirazione’ molto contestata dall’opposizione. La norma consentirà di indagare una persona o un gruppo di persone per la partecipazione alla preparazione di azioni terroristiche o reati. Ma, secondo le organizzazioni per i diritti dell’uomo, l’ordine degli avvocati e numerosi studiosi, se utilizzata in modo sbagliato aprirà la strada all’incriminazione di cittadini innocenti, mettendo a rischio le libertà fondamentali nel Paese nipponico.

È salito a 31 morti il bilancio dell’assedio ad un ristorante ieri a Mogadiscio, dove si era asserragliato un commando di cinque terroritsti legati ad Al Shabaab. L’assedio è terminato in mattinata grazie all’intervento delle forze della sicurezza, che nel loro blitz hanno ucciso tutti gli assalitori.

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