domenica, Settembre 19

Trump, impeachment all’orizzonte non lontano

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E’ ‘ostruzione al corso della giustizial’accusa che rischia il Presidente Donald Trump, se fosse vero che a febbraio chiese a James Comey, all’epoca direttore dell’Fbi, di abbandonare l’inchiesta sul suo ex Consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn.
L’ostruzione alla giustizia è un reato federale dai contorni piuttosto ampi, che penalizza chiunque tenti di «influenzare, intralciare o impedire», anche corrompendo, la corretta amministrazione della legge in un procedimento in corso; e prevede la rimozione dei funzionari del ramo esecutivo che hanno abusato del loro potere. Nessun Presidente americano è stato rimosso per ostruzione alla giustizia, anche se Andrew Johnson, nel 1868, fu accusato e poi si salvò per un solo voto dall’essere rimosso dal Senato; Richard Nixon, travolto dallo scandalo Watergate, si dimise per evitare il voto; Bill Clinton fu assolto, dopo esser stato messo sotto accusa.
Secondo alcuni giuristi, il fatto che la settimana scorsa Trump abbia licenziato Comey costituisce un’ostruzione alla giustizia. Ma non tutti sono concordi, anche perchè non è chiaro cosa sia effettivamente scritto in quel memo, se cioè Trump abbia solo espresso un punto di vista. Il Presidente del comitato di supervisione della Camera dei Rappresentanti, il repubblicano, Jason Chaffetz, appena qualche ora dopo la pubblicazione dell’articolo del ‘New York Times‘, ha comunque chiesto all’Fbi che gli vengano consegnati i ‘memo’ con i resoconti di Comey sui suoi incontri con Trump. Vari deputati democratici hanno anche chiesto alla Casa Bianca che consegni le registrazioni di quei colloqui (se effettivamente ci sono, come è sembrato emergere dal ‘tweet’ della scorsa settimana di Trump).

Per la prima volta da quando Donald Trump è diventato Presidente, gli americani a favore dell’impeachment sono più numerosi di quelli che si oppongono. Secondo un sondaggio condotto da una società di sondaggi che orbita in area democratica, Public Policy Polling, il 48% degli intervistati si è detto favorevole alla messa in stato di accusa del Presidente, contro il 41% che si oppone a un simile scenario. Numeri che, come fa notare il giornale ‘The Hill‘, sono in linea con il grado di approvazione di cui gode Trump, stabile ormai intorno al 40%, una delle cifre più basse della storia della presidenza Usa. Lo stesso sondaggio indica poi che solo il 43% crede che il tycoon riuscirà a portare a termine il mandato.

 

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