mercoledì, Aprile 21

Trump e il ‘Watergate’ di Obama e Hillary Clinton Il presidente ha tirato in ballo l'accordo, approvato nel 2010, con cui Rosatom diventava uno dei più grandi produttori di uranio del mondo

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«La vendita dell’uranio alla Russia e il modo in cui è stata realizzata è un Watergate dell’era moderna». Con queste parole qualche giorno fa Donald Trump ha aperto un nuovo capitolo del Russiagate. Il presidente ha tirato in ballo l’accordo, approvato nel 2010 dall’amministrazione Obama, con cui Rosatom diventava uno dei più grandi produttori di uranio del mondo.

Il presidente repubblicano della Commissione intelligence del Congresso, Devin Nunes, ha annunciato l’avvio di una indagine sui motivi per cui l’Fbi non informò il parlamento delle proprie perplessità riguardo al riuscito tentativo della russa Rosatom di mettere le mani sulla canadese Uranium One, quando era segretario di Stato Hillary Clinton. La decisione consentì a Rosatom di acquisire il 20% della produzione americana di uranio e fu presa, guarda caso, dopo che la Uranium One aveva effettuato diverse donazioni alla Clinton Foundation, presieduta da Bill, marito di Hillary.

Tra l’altro nelle scorse settimane erano emerse novità sul caso: si parla sui media nazionali di prove di passaggi di denaro in questa vicenda, con un testimone oculare che potrebbe provare che fosse proprio la fondazione presieduta da Bill Clinton il destinatario di milioni di dollari. E l’Fbi non informò il Congresso di tutto questo.

(video tratto dal canale Youtube di IBTimes UK)

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