lunedì, Ottobre 18

Trump e il retweet dei video anti-islamici La premier britannica May: 'Britain First cerca di dividere le comunità con l'uso di narrative dell'odio che fanno circolare bugie e alimentano tensioni'

0

Tre video anti-Islam pubblicati da un gruppo di estrema destra britannico, il Britain First, sono stati ritwittati dal presidente Usa Donald Trump. Si tratta di video che denunciano, secondo il gruppo, l’islamizzazione del Regno Unito. Una mossa criticata, in una nota, dal portavoce della premier britannica Theresa May che ha definito la condivisione dei video un errore: «Britain First cerca di dividere le comunità con l’uso di narrative dell’odio che fanno circolare bugie e alimentano tensioni. I britannici a grande maggioranza respingono la retorica frutto di pregiudizi dell’estrema destra, che è l’antitesi dei valori che questo Paese rappresenta: decoro, tolleranza e rispetto».

Gli ha fatto ecco un tweet del sindaco di Londra Sadiq Khan, secondo cui le opinioni di Britain First sono impregnate di odio e andrebbero condannate e non amplificate. A rincarare la dose il laburista Jeremy Corbyn, che ha chiesto, insieme ad altri colleghi, di annullare l’invito per la visita di stato di Trump nel Regno Unito in programma a gennaio. Anche il consiglio dei musulmani britannici ha condannato «il chiaro sostegno» dato da Trump «alla vile propaganda anti islamica».

Ma dall’ufficio stampa del presidente Trump, Sarah Huckabee Sanders ha voluto giustificare il gesto: «Io non parlo della natura del video, credo che vi stiate concentrando sulla cosa sbagliata. La minaccia è reale ed è di questo che sta parlando il presidente». Insomma l’ennesima gaffe del presidente.

(video tratto dal canale Youtube di France 24)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->