mercoledì, novembre 14

Trump e gli Usa sotto il fuoco di Russia e Cina Catalogna, Puigdemont rilasciato dal carcere di Neunmuenster: 'Spagna, niente scuse, è ora di fare politica'

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Gli Usa hanno emesso sanzioni nei confronti di 24 russi, inclusi dirigenti di governo e sette oligarchi, e 14 entità in risposta alle interferenze elettorali di Mosca nelle presidenziali americane. Continua così l’azione di Donald Trump nei confronti della Russia, in quello che ormai sembra essere un botta e risposta ma soprattutto un muro contro muro preoccupante.

Dall’altra parte Trump ha intrapreso una guerra di dazi e controdazi con la Cina. Un portavoce del ministero del Commercio di Pechino ha affermato:  «La Cina lotterà a ogni costo e prenderà contromisure ad ampio raggio» se gli Usa continuano ad adottare pratiche unilaterali all’insegna del protezionismo. In particolare il presidente ha chiesto al Rappresentante del Commercio Usa di mettere a punto dazi addizionali sull’import dalla Cina per 100 miliardi di dollari. «Sull’interscambio sino-americano, la Cina ha definito una posizione molto chiara: non vogliamo una guerra commerciale, ma non ne abbiamo paura», ha affermato il portavoce cinese.

Andiamo in Germania, l’ex leader catalano Carles Puigdemont è stato rilasciato dal carcere di Neunmuenster, nel Land tedesco dello Schleswig-Holstein. Pagata una cauzione di 75mila euro. All’uscita dal carcere, Puigdemont ha chiesto la liberazione immediata dei nove leader indipendentisti in carcere in Spagna: «E’ una vergogna per l’Europa che ci siano dei detenuti politici. La democrazia è a rischio in Spagna. E’ ora di fare politica, non ci sono scuse perché le autorità spagnole non avviino un dialogo con quelle catalane per cercare di trovare una soluzione politica».

Ancora tensione in Cisgiordania. Un dimostrante palestinese è stato ucciso dall’esercito israeliano al confine nel nord della Striscia di Gaza. Sono 81 invece i feriti durante gli scontri, secondo quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa. Il ministero della Sanità a Gaza parla tuttavia di 40 feriti, di cui 5 gravi. Sono stati sventati dai soldati israeliani dislocati lungo il confine con Gaza diversi tentativi da parte di dimostranti palestinesi di danneggiare i recinti di confine. Il grosso dei manifestanti per la ‘Marcia per il ritorno’ appoggiata da Hamas è atteso alla fine delle preghiere del venerdì.

In Siria, la tregua è stata violata. Lo denunciano attivisti dell’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), segnalando raid su Douma, città in mano ai ribelli nella regione della Ghouta orientale. Da due giorni erano state interrotte le operazioni di evacuazione dei miliziani del gruppo Jaish al Islam per dissidi nelle trattative in corso con le forze russe. Secondo l’agenzia governativa ‘Sana‘, i raid sono avvenuti in risposta a bombardamenti con mortai compiuti da Jaish al Islam su un quartiere di Damasco.

La questione del doppio passaporto per i sudtirolesi di lingua tedesca e ladina «è un tema sensibile per il quale cerchiamo il consenso con l’Italia. Non va comunque dimenticato che l’Italia da tempo concede la doppia cittadinanza, il tema perciò non dovrebbe suscitare stupore». A dirlo il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, che ricorda anche che l’accordo di coalizione del suo governo prevede il doppio passaporto anche per i discendenti delle vittime del nazionalsocialismo e per gli austriaci all’estero colpiti dalla Brexit.

Andiamo in Brasile, perché Lula da Silva non andrà oggi a Curitiba per consegnarsi alla polizia, come ha richiesto ieri il giudice Sergio Moro. Lo ha detto Ricardo Kotscho, ex addetto stampa di Lula durante la sua prima presidenza.

In Corea del Sud invece l’ex presidente della Repubblica Park Geun-hye è stata riconosciuta colpevole di abuso di potere e coercizione dalla Corte centrale distrettuale di Seul dove è alle battute finali il primo grado del processo avviato dopo lo scandalo di corruzione costatole prima l’impeachment a marzo 2017 e subito dopo anche l’arresto. L’ex presidente è stata condannata a 24 anni di carcere, mentre la procura aveva chiesta una pena detentiva di 30 anni. 

Chiudiamo con la Malesia, dove il primo ministro Najib Razah ha annunciato lo scioglimento delle Camere, una decisione attesa che spiana la strada verso le prossime elezioni legislative, previste nella prima metà di maggio. Lo stesso premier, in carica dal 2009, è il favorito nella sfida elettorale contro la coalizione di opposizione guidata dall’ex premier Mahathir Mohamad (92 anni).

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