domenica, Novembre 28

Trump e Clinton inarrestabili, Rubio cade in Florida

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In Ohio la Clinton inanella l’ennesima vittoria, lasciandosi alle spalle il brutto risultato in Michigan. Qui l’ex Segretario di Stato ha ottenuto il 56,5% dei voti, che le ha fruttato 88 delegati su 159 in palio. Il Senatore del Vermont si è invece dovuto accontentare del 52,7% dei voti e di 55 delegati. Se anche prima del voto c’era stata qualche ombra di apprensione tra i maggiori supporter della Clinton, i risultati hanno confermato le più rosee aspettative dell’ex First Lady, che è riuscita a vincere nello Stato in cui, storicamente, chi pianta la sua bandiera durante le elezioni generali poi siede alla scrivania dello Studio Ovale.

2.1

credits: politico

Dopo i problemi di sicurezza che l’avevano costretto a cancellare un raduno a Chicago, il magnate newyorchese Donald Trump ha conquistato lo Stato dell’Illinois, che con il 38,8% dei voti gli ha consegnato 24 delegati. Alle sue spalle, Cruz si è fermato al 30,3%, mentre in terza posizione Kasich non ha fatto meglio del 19,7%.
L’Illinois è uno degli ultimi Stati ad utilizzare un sistema di voto particolare:

  • 12 delegati sono legati al sistema “winner takes all” al candidato che ottiene il maggior numero di voti in tutto lo Stato. Essi non appaiono sulla scheda elettorale e sono scelti durante una Convention dello Stato.
  • i 3 leader del partito parteciperanno alla convention, destinando i delegati con la formula “winner takes all” al candidato che otterrà il numero maggiore di voti in tutto lo Stato.

Donald Trump si è presentato alle urne già con i 15 delegati in tasca. Per gli altri 54 delegati, assegnandone lo Stato ben 69, il cosiddetto sistema “loophole” entra in gioco: in cabina elettorale, l’elettore vota sia per il candidato che per i delegati. È dunque del tutto possibile che il voto popolare sia surclassato dalla conta dei delegati stessi. Nonostante questo sia comunque altamente improbabile, rimane una speranza per i conservatori dello Stato.

Sul fronte democratico, la Clinton riporta una vittoria non proprio scontata alle premesse. Certo, l’ex First Lady è cresciuta a Park Ridge, sobborgo di Chicago, ma non sembrava che questo particolare l’avesse posta in una schiacciante posizione di vantaggio, con vari sondaggi che la vedevano in una corsa quasi testa-testa con Sanders. E anche allo spoglio dei voti il divario tra i due non è di quelli profondi: la Clinton è in testa con il 50,5% dei voti, che di fatto le consegna 86 delegati, Sanders è al 48,7%, che gli frutta 64 delegati.

3.3

credits: politico

Infine, ieri si votava anche in North Carolina. Qui, altro Stato che assegna i suoi delegati su base proporzionale, il miliardario Donald Trump ha vinto con il 40,2%, assicurandosi 29 delegati. In seconda posizione, Cruz ne ottiene 26 grazie al 36,8% delle preferenze. Lo segue Kasich, fermo al 12,7% e con 9 delegati.

Per i democratici, è ancora la Clinton a registrare l’ennesima – e ampiamente prevista – vittoria. La Clinton si è assicurata 67 delegati con il 54,6% dei voti in suo favore. Il Senatore del Vermont si è dovuto accontentare del 40,8% delle preferenze e di 43 delegati.

5.15

credits: politico

In Missouri i giochi si sono svolti sul filo del rasoio per entrambi i partiti, al ritmo di “too close too call“.  Trump dovrebbe aggiudicarsi lo Stato con un sottilissimo vantaggio su Cruz. Al magnate newyorchese sono andate il 40,83% delle preferenze, a Ted Cruz il 40,65%.

Stesso copione sul fronte democratico. Qui la vittoria dovrebbe andare alla Clinton con il 49,61% dei voti, mentre Sanders ha ottenuto il 49,37%.

 

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