giovedì, Dicembre 2

Trump: ‘Con Russia condiviso info sul terrorismo’. Ma Mosca smentisce

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In Iran sale l’attesa per il primo turno delle presidenziali. Il primo vice presidente, Eshaq Jahangiri, ha comunicato il suo ritiro durante un incontro elettorale a Shiraz, invitando i suoi sostenitori a votare venerdì prossimo per il presidente Hassan Rouhani. Una mossa questa comunque attesa e da giorni nell’aria. Intanto secondo l’Organizzazione per le tecnologie dell’informazione circa duemila i sistemi informatici colpiti dal ‘cyberattacco’ con il virus Wannacry nel Paese. Il cyberattacco ha riguardato soprattutto strutture della sanità, delle comunicazioni e delle università nelle città di Teheran e Isfahan.

In Turchia invece la procura di Ankara ha emesso 85 nuovi mandati d’arresto per sospetti legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. 60 erano impiegati nelle strutture del ministero dell’Energia e delle Risorse naturali, mentre altri 25 lavoravano per quello dell’Educazione. Molti dei sospetti erano già stati allontanati dalle loro funzioni con la dichiarazione dello stato d’emergenza.

E’ salito a 53.912 il numero dei migranti e rifugiati giunti in Europa via mare dall’inizio del 2017 e a 1.316 il dato delle persone morte nel Mediterraneo durante la traversata. A dirlo l’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim), secondo cui quasi l’85% degli arrivi è stato registrato in Italia. Mentre Frontex fa sapere che il numero dei migranti arrivati illegalmente in Europa nei primi quattro mesi del 2017 sono stati 47.000, l’84% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016. L’Italia però va in controtendenza: ad aprile sono stati 12.900, con un aumento del 19% rispetto a marzo.

Intanto la Commissione Ue lancia il suo ultimatum: «Gli Stati che non hanno ancora accolto richiedenti asilo da Italia e Grecia, o quelli inattivi da quasi un anno, inizino i trasferimenti entro il prossimo mese». «Se non lo faranno, a giugno» la Commissione discuterà sulla possibilità di aprire le procedure di infrazione. A rischio le posizioni di Ungheria, Austria, Polonia e Repubblica Ceca.

In Gran Bretagna ora il 68% degli elettori si dice favorevoli alla Brexit. E’ quanto emerge da un sondaggio del Daily Telegraph. Un risultato che conforta le speranze in vista del voto politico dell’8 giugno del Partito Conservatore di Theresa May. In particolare un 23% che aveva scelto la permanenza nell’Ue ora pensa si debba rispettare il volere del popolo. Solo un 22% spera ancora di poter ribaltare il verdetto del 23 giugno.

Ancora tensioni in Venezuela. Un altro manifestante 17enne, ferito durante una protesta antigovernativa nello stato di Barinas è morto durante la notte scorsa. Lo ha reso noto su Twitter il deputato oppositore Freddy Superlano.

Guai, ulteriori, in Brasile, per l’ex presidente Lula. E’ stato accusato dalla polizia federale in un’inchiesta su versamenti al Partito dei Lavoratori (Pt) da parte di società di componentistica dell’industria dell’auto. Lula, che è sotto processo in altre cinque cause nelle indagini ‘Lava Jato’, è accusato di aver favorito agevolazioni fiscali alle società, i cui versamenti al PT ammonterebbero in totale a due milioni di dollari.

Chiudiamo con le vicende italiane e il ritorno del motopesca ‘Ghibli Primo‘, fermato due giorni fa dai miliziani libici. Ad annunciarlo in un tweet il ministro degli esteri Angelino Alfano. L’assessore regionale siciliano all’Agricoltura e Pesca mediterranea, Antonello Cracolici, è soddisfatto: «Ringrazio tutte le autorità nazionali e militari, e anche il distretto della pesca per l’opera di coordinamento che ha messo in campo in queste ore insieme a tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Quando la Sicilia, lo Stato, e tutte le istituzioni fanno sistema siamo pronti risolvere nell’arco di poche ore situazioni di crisi delicate e complesse nel Mediterraneo».

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