sabato, Maggio 15

Trump attacca la Siria

0

Gli Stati Uniti hanno lanciato 59 missili da crociera verso una base aerea siriana, in risposta alla strage con armi chimiche nella provincia di Idlib. Si tratta di missili Tomahawk, ad alta precisione. Secondo il Pentagono, 59 missili hanno colpito la base di Shayrat, da dove gli americani ritengono che sia partito l’attacco con il gas contro i civili.
L’operazione sarebbe scattata quando in Siria erano le 4.40 del mattino. I missili, lanciati da due navi americane presenti nel Mediterraneo -la Uss Porter e la Uss Ross-, avrebbero colpito piste, velivoli e zone di rifornimento. Secondo fonti militari siriane le esplosioni avrebbero causato vittime. Il Pentagono, in una nota, affermando che la risposta americana è stata ‘proporzionata’ rispetto ‘all’odiosa azione’ di Assad contro la sua gente’, sostiene che il raid americano dalle prime indicazioni  avrebbe «severamente danneggiato o distrutto un aereo nonchè infrastrutture ed equipaggiamenti di supporto».

«Ho ordinato che venisse colpita la base dalla quale è partito il raid chimico», «Questa notte chiedo a tutte le Nazioni civilizzate di unirsi a noi per far cessare questo bagno di sangue e questi massacri in Siria e per porre fine al terrorismo di ogni tipo», ha detto Trump, annunciando il raid lanciato dagli Stati Uniti contro la Siria in risposta alla strage di civili con il gas attribuita al regime di Damasco. La possibilità di un attacco era trapelata poche ore prima.
Questo inaspettato attacco è la prima mossa militare di Donald Trump da Presidente degli Stati Uniti, contro una Siria che fino a pochi giorni prima non sembrava essere una sua priorità.
I raid missilistici lanciati dagli Stati Uniti sulla Siria, in risposta alla strage di civili con armi chimiche attribuita al regime di Damasco, sono nel «vitale interesse della sicurezza nazionale», ha detto il Presidente.

Dura reazione di Damasco all’attacco americano contro la Siria. La tv di Stato siriana ha definito il lancio di missili Usa contro target militari del regime «un’aggressione».
Il Governatore della provincia centrale di Homs, dove si trova la base di Al Shayrat, Talal Barazi, raggiunto telefonicamente dalla ‘France presse’, ha parlato di vittime: «Ci sono martiri, ma non conosciamo ancora il numero nè dei martiri, nè dei feriti».
Il Governatore ha precisato che parti della base sono andate a fuoco e che alcuni dei feriti hanno riportato ustioni. «Ci vorrà del tempo per definire l’entità dei danni, ovviamente noi condanniamo questo attacco, tutte le azioni che prendono di mira le basi militari siriane sono da condannare». Il Governatore ha ricordato che le forze presenti nella base colpita dagli americani «forniscono un sostegno importante» nella lotta contro i jihadisti dello Stato islamico (Isis) presenti nella regione di Palmira.

Il Segretario di Stato Rex Tillerson, aveva parlato ieri al telefono con il suo omologo russo, Sergei Lavrov, dell’attentato con il gas contro civili in Siria che gli Stati Uniti attribuiscono «senza alcun dubbio» al regime di Damasco. Lo ha riferito un funzionario del dipartimento di Stato. Tillerson sarà a Mosca la prossima settima, mentre Trump aveva detto, poche ore prima dell’attacco, di non aver ancora parlato con il suo omologo russo, Vladimir Putin, ma che potrebbe presto farlo.
«Quello che è successo in Siria è una disgrazia per l’umanità», il Presidente siriano Bashar al-Assad è la causa «quindi qualcosa dovrà succedere», così Trump parlando ai cronisti sull’Air Force One della crisi in Siria e Corea del Nord, mentre alle sue spalle scorrevono le immagini di Guerre Stellari. E’ il fatto curioso accaduto sul volo che portava il Presidente Usa all’incontro con il Presidente cinese Xi Jinping quando l’inquilino della Casa Bianca si è recato nella zona dell’aereo riservata ai media per rispondere alle loro domande sugli schermi veniva infatti proiettato il famoso film.

La Russia, che non ha ancora espresso la sua reazione, aveva avvertito gli Stati Uniti sulleconseguenze negativedi una eventuale azione militare in Siria. «Pensate alle conseguenze negative», tutta la responsabilità, in queste situazioni, resta «sulle spalle di quelli che iniziano», aveva detto ieri ai giornalisti l’Ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vladimir Safronkov, citando a titolo di esempio i casi di Iraq e Libia.
Un ‘avvertimento’ a tutti gli effetti, infatti tutte le diverse opzioni di intervento militare Usa contro obiettivi del regime siriano devono tenere presente un elemento chiave: la Russia, principale alleato di Damasco, ha il controllo totale dei cieli siriani.
Il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, il generale HR McMaster, ha spiegato che a Trump sono state presentate tre opzioni per rispondere alla strage con il gas in Siria. Il Presidente ha detto di concentrarsi su due di queste e poi ieri ha preso la decisione finale ordinando il raid.  Le batterie di sistemi missilistici S-300 e S-400 russe installate nella base aerea di Hmeimim, vicino Latakia, e nel porto di Tartus, sono in grado di abbattere qualsiasi aereo, tranne forse i bombardieri stealth (invisibili ai radar) americani, B-2 Spirit e i caccia F-22, sostengono gli esperti militari. Questa eventualità, secondo gli esperti, descriverebbe già uno scenario da III Guerra Mondiale: uno scontro diretto tra le forze armate russe e statunitensi.
Meno rischio per Washington colpire singoli obiettivi con missili da crociera come il Tomahawk, come accaduto oggi, che ha una gittata da 2.500 km, lanciati al sicuro, oltre la gittata (massimo 400 km) degli S-300 e S-400 russi. L’altra opzione, non tanto semplice secondo gli esperti, sarebbe stata quella di imporre una fly zone per gli aerei e gli elicotteri siriani. Anche in questo caso, però, con la protezione dei russi, che hanno anche decine di caccia Sukhoi SU-27 e SU-35 e altrettante batterie anti-aeree Pantsir-S1 in Siria, sarebbe un’alternativa rischiosa.
L’ambasciatrice americana all’ONU, Nikki Haley, aveva avvertito che il suo Paese avrebbe potuto optare per una qualche azione unilaterale se l’ONU non avesse preso una decisione in risposta all’attacco chimico.
Il raid americano contro la Siria mostra come Trump sia pronto «ad azioni decisive per rispondere ad atti odiosi», ha sottolineato il Segretario di Stato Rex Tillerson, parlando con i cronisti in Florida dove Trump ha ricevuto il Presidente cinese, Xi Jinping. E ora Trump, prima di altre azioni e della definizione di una chiara linea sulla Siria, attenderà le reazioni degli attori che si muovono sulla scena siriana. Secondo gli analisti, infatti, l’attacco di questa notte  -che sembra voler segnare l’avvio di una politica ‘tolleranza zero’ per l’uso di armi chimiche contro persone innocenti- non è l’espressione di una politica definita, le prossime ore potrebbero essere decisive.
Israele si è immediatamente pronunciata: appoggio incondizionato agli attacchi.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->