sabato, ottobre 20

Trump ancora nel mirino del NYT GB, Theresa May: 'Il Paese non ha paura di Brexit no deal'

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«Il fallimentare New York Times ha fatto qualcosa che non ho mai visto prima». Così su Twitter Donald Trump commenta l’inchiesta del quotidiano secondo cui il tycoon negli anni ’90 avrebbe aiutato i genitori ad eludere le tasse per ereditare più soldi. In particolare il giornale parla di vere e proprie frodi che hanno aumentato enormemente la fortuna ereditata dal tycoon alla morte di Fred Trump nel 1999. E proprio lo  stato di New York vuole vederci chiaro e ha deciso di indagare per approfondire la questione.

Come se non bastasse, poi dall’Aia arriva un nuovo colpo per Trump. La Corte internazionale di Giustizia infatti ha indicato in via provvisoria che «gli Stati Uniti devono sopprimere ogni ostacolo all’esportazione verso l’Iran di medicine, derrate alimentari e prodotti agricoli, e equipaggiamenti necessari alla sicurezza dell’aviazione civile».

Ma non è tutto: una busta contenente una sostanza che si sospetta sia ricina, molto tossica e letale per l’uomo, è stata indirizzata al presidente. A confermare tutto questo anche il Secret Service, l’agenzia federale che vigila sulla sicurezza del presidente Usa. Ieri due buste simili indirizzate al segretario alla Difesa, James Mattis, e al capo della Us Navy, John Richardson, erano state scoperte al Pentagono. E si pensa che i vari episodi siano collegati.

In Gran Bretagna, parla chiaro la premier Theresa May: «Il Paese non ha paura di Brexit ‘no deal’ se necessaria», ha detto, avvertendo poi l’Ue che Londra pretende rispetto e non accetterà mai un accordo che divida l’Irlanda del Nord dal resto del Regno o che tradisca il referendum del 2016. Poi però, a pochi minuti dal suo discorso di chiusura al congresso Tory di Birmingham, ecco il colpo di scena: un deputato del suo partito, James Duddridge, ha infatti formalizzato la prima mozione ufficiale di sfiducia contro la leadership della premier, inviando una lettera al comitato 1922, l’organismo del Partito incaricato di convocare l’elezione del leader in caso di raggiungimento di un quorum minimo di deputati richiedenti. Quorum che per ora non risulta.

In Francia invece il presidente Emmanuel Macron si è dovuto arrendere: accettate nella notte le dimissioni rassegnate ieri dal ministro dell’Interno, Gérard Collomb e affidato l’incarico ad interim al premier Edouard Philippe, in attesa di nominare un successore. Ma Macron ha provato a tranquillizzare la stampa:  «Nulla di quello che succede da 48 ore è assimilabile a una crisi politica. Lo stato funziona, il governo è perfettamente operativo».

Parole dure di Vladimir Putin nei confronti dell’ex spia avvelenata con la figlia lo scorso 4 marzo a Salisbury: «Alcuni media vogliono dipingere Serghei Skripal come un attivista ma in realtà lui è solo una spia, un traditore della patria, una canaglia. I giochetti fra i servizi segreti non sono iniziati ieri, lo spionaggio, come la prostituzione, è uno dei mestieri più importanti del mondo e nessuno riesce a fermarlo».

La Ue mette nel mirino la Romania. «Seguiamo con preoccupazione gli ultimi sviluppi sulle recenti riforme giudiziarie ed il loro impatto sulla separazione dei poteri», ha detto il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans aprendo a Strasburgo  il dibattito sullo stato di diritto e l’indipendenza della magistratura nel Paese, alla presenza del primo ministro romeno Viorica Dancila. «La lotta alla corruzione è essenziale, ora le cose stanno andando indietro. La Commissione è sempre pronta a collaborare e siamo fiduciosi che il dialogo andrà avanti», ha sottolineato Timmermans, precisando che la Commissione «sarà meticolosa e decisa».

Chiudiamo con la Malaysia, perché la moglie dell’ex primo ministro Najib Razak, Rosmah Mansor, è stata arrestata oggi dalla polizia nell’ambito delle indagini relative al fondo sovrano 1MDB, istituito dal marito e sospettato dagli inquirenti di essere stato utilizzato per riciclaggio di denaro e corruzione.

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