martedì, ottobre 23

Trump all’Onu: ‘Pronti a mettere nuove sanzioni all’Iran’ Portogallo-Francia-Spagna, accordo per i migranti dell'Aquarius. Argentina ,nuovo sciopero contro Macri

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Dall’Onu, torna a parlare Donald Trump, che elogia il suo operato: «Un anno fa ero qui a dirvi cosa avremmo fatto, oggi sono qui davanti a voi per parlarvi degli straordinari progressi che l’America ha fatto. In meno di due anni la mia amministrazione ha fatto enormi progressi, quasi più di qualsiasi altra amministrazione. L’economia cresce come mai prima, abbiamo creato milioni di posti di lavoro. Gli Stati Uniti sono più forti, sicuri e ricchi di quando ho assunto l’incarico due anni fa».

Ma soprattutto il tycoon torna a lanciare messaggi minacciosi: «Gli Stati Uniti sono pronti a imporre nuove sanzioni sull’Iran che deve rimanere isolato fino a che continuerà a sostenere il terrorismo e finchè le sue aggressioni continueranno. I leader iraniani continuano a seminare caos, morte e distruzione», ha detto il presidente, tornando ad attaccare l’accordo sul programma nucleare di Teheran da cui gli Usa si sono ritirati in forte polemica con l’Europa.

Ma a lanciare un messaggio a Washington è anche l’Iran. Teheran ha infatti fatto sapere che prenderà in considerazione nuovi negoziati solo se l’amministrazione Trump farà marcia indietro e riprenderà a rispettare gli impegni dell’accordo sul nucleare.

Positive le parole del  segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres: «Nonostante il caos e la confusione vedo soffiare un vento di speranza nel mondo. La coraggiosa iniziativa del vertice di Singapore tra il presidente Usa Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un, insieme al recente incontro dei due leader coreani a Pyongyang, offre la speranza della possibilità di una denuclearizzazione completa e verificabile della penisola coreana». Ma lancia anche un avvertimento: «Il mondo è più connesso, ma le società stanno diventando più frammentate, il multilateralismo è sotto attacco proprio quando ne abbiamo più bisogno”. Il mondo soffre di un caso di ‘disturbo da deficit di fiducia’. Le persone stanno perdendo fiducia nell’establishment, il populismo è in marcia, e tra i paesi la cooperazione è più difficile».

Intanto nuove sanzioni Usa al Venezuela per le accuse di corruzione del regime di Nicolas Maduro: il ministero del tesoro ha messo nella blacklist la first lady Cilia Flores, il vice presidente Delcy Rodriguez, il ministro per le comunicazioni Jorge Rodriguez e il ministro della difesa Vladimir Padrino.

Il Portogallo ha annunciato un accordo con la Francia e la Spagna per l’accoglienza dei migranti dell’Aquarius: è quanto scrivono i media francesi. 58 saranno presi da Madrid e Parigi, 10 da Lisbona. La decisione, ha spiegato il ministero dell’Interno portoghese, «è stata presa in modo solidale e concertato con Spagna e Francia».

Nel frattempo nuovi dati Eurostat confermano: nel secondo trimestre del 2018 in Italia ci sono state 20.500 richieste di asilo in meno rispetto allo stesso periodo del 2017, e 4.500 in meno rispetto al primo trimestre 2018. E’ il Paese con il calo assoluto di domande più accentuato della Ue, scrive Eurostat. Invece in Spagna è salito di 6.600 e in Grecia di 5.800, sempre su base annua.

Passiamo alla Gran Bretagna, perché non ci saranno visti privilegiati rispetto agli extracomunitari per i cittadini Ue che entreranno nel Regno Unito dopo la Brexit e dopo il periodo di transizione indicato dalle intese preliminari sino alla fine del 2020. Lo ha stabilito il governo di Theresa May su proposta del ministro dell’Interno, Sajid Javid, accogliendo la recente raccomandazione fatta dal Migration Advisory Committee. Dopo il 2020 per tutti gli stranieri, europei compresi, varrà invece un sistema di facilitazioni riservato agli ingressi dei lavoratori a più alta qualificazione.

E’ cominciata nella notte in Argentina la seconda giornata di sciopero nazionale contro la politica del governo del presidente Mauricio Macri. Ieri la mobilitazione di 36 ore era stata promossa dalla Centrale dei lavoratori dell’Argentina (Cta), mentre oggi l’astensione del lavoro di 24 ore è stata decisa dalla Confederazione generale del lavoro (Cgt). Nel mirino le manovre di austerità e tagli alla spesa pubblica.

Andiamo in Svezia, perché il premier socialdemocratico Stefan Lofven è stato sfiduciato in Parlamento. In carica dal 2014, ora dovrà ora lasciare l’incarico. Il presidente del Parlamento dovrà indicare un nuovo candidato, in un iter che potrebbe durare settimane. Tra i papabili Ulf Kristersson, leader dei Moderati, esponente della coalizione di centrodestra appaiata al 40% con quella di centrosinistra nelle elezioni parlamentari di inizio mese.

Chiudiamo con lo Yemen, dove l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch (HRW) ha accusato le milizie Houthi di torture, sequestro di ostaggi e altre gravi violazioni dei diritti umani. HRW ha documentato 16 casi di detenzione illegale da parte delle milizie, in molti casi per estorcere soldi ai parenti dei reclusi.

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