lunedì, Luglio 26

Troppi dubbi dal rubinetto

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Bangkok – Una Nazione in forte incremento e sviluppo com’è il Vietnam odierno, ha nel novero delle questioni da risolvere lungo il cammino del progresso, il tema spinoso della distribuzione dell’acqua pubblica. Ma ancor più spinoso è il tema dei controlli di qualità, in modo da rendere disponibile acqua pubblica che però non sia allo stesso tempo anche contaminata. Si tratta di argomenti di non lieve entità e che rappresentano –quasi si tratti di allegoria dell’intera area asiatica e sud est asiatica- tutto il contesto d’area.

Insomma, nel Vietnam lanciato ad alta velocità verso lo sviluppo ed il modernismo, oggi ci si chiede: dal rubinetto di casa che cosa mi giunge oggi, acqua che posso dare anche ai miei bambini oppure apro il rubinetto e faccio scivolare in casa germi, parassiti e patologie più o meno gravi per la mia famiglia?

Le Autorità hanno dovuto rilevare tristemente che ogni anno almeno un milione di vietnamiti subiscono un collassamento nell’accesso ai servizi di distribuzione di acqua potabile, il che è avvenuto la scorsa settimana in modo più ufficiale attraverso il portale istituzionale chinhphu.vn. Alla Conferenza tenutasi sotto la direzione del portale web ad Ha Noi, il Vice Primo Ministro Vu Duc Dam, il quale ha sottolineato la necessità di migliorare e rendere più stringenti i controlli della qualità dell’acqua potabile soprattutto nel contesto dell’uso di acqua potabile a fini domestici, ha ritenuto opportuno tornare sul tema al fine di restringere la vasta area di questioni tecniche che ancor oggi colpisce una così vasta fetta di popolazione. Una fetta amplissima di popolazione che teme, in questo modo, di incorrere in malattie o in forme tumorali a causa di acqua pubblica utilizzata normalmente dal rubinetto di casa.

Il Vice Ministro della Salute, Nguyen Thanh Long, durante la stessa Conferenza intitolata ‘Una più stretta interdisciplinarietà e collaborazione internazionale per il controllo dell’acqua potabile e della qualità dell’acqua a uso domestico’, ha sottolineato che l’80 per cento della popolazione urbanizzata ha accesso all’acqua pubblica nel novero dei controlli cui viene sottoposta dal Ministero stesso. «Nelle aree rurali, si constata che l’85 per cento della popolazione ha accesso ad acqua utilizzabile ma solo il 42 per cento ha nelle proprie disponibilità acqua che è stata sottoposta ai controlli del Ministero della Salute».

La sua relazione, letta in pubblico durante il corso della Conferenza alla quale hanno partecipato numerosi diplomatici giunti in rappresentanza di svariate Nazioni ed organizzazioni straniere, ha evidenziato anche la presenza di numerosi progetti di supporto nella implementazione della distribuzione di acqua pubblica sottoposta a più consoni livelli di controllo da parte delle Autorità pubbliche in Vietnam. Lo stesso report ha evidenziato pure che circa 250.000 persone contraggono diarrea acuta proprio a causa dell’acqua contaminate usata nel Paese ogni anno. «Negli ultimi quattro anni, circa sei milioni di persone hanno patito malattie o altre forme di patologie derivanti dalle cadute nelle forniture di acqua pubblica potabile», ha dovuto riconoscere lo stesso Nguyen Thanh Long.

Una ispezione tenutasi a livello internazionale lo scorso anno ha rilevato che il 21.6 per cento dei maggiori impianti di distribuzione idrica (il che corrisponde a più di 1.000 metri cubi/giorno-notte) ed il 27.4 per cento degli impianti di portata idrica minore (meno di 1.000 metri cubi) hanno messo a disposizione acqua di livello inferiore rispetto agli standard qualitativi di sicurezza, che è risultata essere contaminata da micro-organismi, sostanze organiche e contenuti in metalli superiori ai livelli consentiti dalla legge.

Il Vice Primo Ministro ha puntato l’attenzione sulla necessità di identificare il punto in cui l’acqua pubblica alla quale ognuno accede dal rubinetto di casa incontra una fonte di contaminazione, alla sua origine cioé alle fonti, nelle vasche di contenimento o nelle reti di distribuzione idraulica, sottolineando il fatto che le condotte idriche in molte città sono state già in uso da diversi decenni e potrebbero oggi essere in condizioni di dover essere sottoposte a complesse e profonde revisioni tecniche oppure essere finite in un regime fuori dai limiti tecnicamente consentiti per legge, il che potrebbe essere tra i motivi principali alla base della contaminazione dell’acqua pubblica. Ha anche imposto che i controlli siano condotti in modo più stringente e doveroso  in ognuno dei segmenti citati per verificare lo stato della qualità dell’acqua potabile pubblica (il che significa nell’intero flusso generale dell’acqua pubblica ad uso domestico), una ricerca ed un test nazionale i cui esiti saranno resi noti successivamente proprio per porre rimedio quanto più possibile tempestivo.

Il Vice Primo Ministro ha anche affermato che i laboratori ed i centri di verifica scientifica per l’acqua potabile pubblica sparsi per tutto il Paese siano al più presto capaci di mettere a disposizione test di qualità dell’acqua affidabili. «Ciò di cui più abbiamo bisogno oggi è una chiara direzione d’azione per la tematica specifica e non di ulteriori ed addizionali investimenti», ha aggiunto il Vice Primo Ministro.

Un diplomatico dell’Ambasciata d’Australia in Vietnam ha reso partecipi i partecipanti alla Conferenza vietnamita una buona pratica adottata attraverso un progetto finanziato dall’Australia ed introdotto nella Provincia di Vinh Phuc ove i residenti locali hanno ottenuto filtri per l’acqua ed hanno ricevuto un opportuno addestramento per sviluppare l’abitudine di prendere un campione di acqua per uso domestico da inoltrare ad un centro di verifiche chimiche ogni sei mesi. Il test e le abitudini positivamente indotte in quella popolazione locale si son rivelate di così vasta portata da essere adottate anche dalle popolazioni limitrofe che hanno voluto adeguarsi agli standard del test australiano ed introdurre abitudini similari nelle proprie attività domestiche.

Allo stesso tempo, rappresentanti della Organizzazione Mondiale della Sanità e del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia hanno proposto alle Autorità locali di condurre check di controllo regolari sull’acqua pubblica sia a livello di impianti sia a livello delle condotte idriche. Inoltre, hanno anche suggerito il coinvolgimento del settore privato nel sottoporre a controlli l’acqua pubblica, così come è stata suggerita la implementazione della disponibilità di kit di trattamento dell’acqua pubblica a livello domestico per un numero di famiglie quanto più esteso possibile.

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