venerdì, Settembre 24

Troppe violenze sessuali Il delicato ruolo dei media nel sensibilizzare la popolazione avvezza ad antichi stereotipi di genere

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Nepal violenze

Bangkok – I media nazionali trattano la materia delicata con più tatto che nel passato, fanno osservare le Organizzazioni Non Governative operative nella Nazione su questa tematica molto dolorosa, soprattutto per la numerosità dei casi che costellano praticamente la quotidianità del Nepal, non foss’altro che per la maggiore rappresentatività mediatica che il tema ha oggi nei media nepalesi rispetto al silenzio omertoso ed atavico che ammantava l’argomento fino a non molto tempo fa. Allo stesso tempo, le stesse ONG fanno notare –attraverso i media classici ed i nuovi media- che vi è molto lavoro da fare sul tema delle violenze sulle donne, ad esempio, si è compiuto qualche passo sulla denuncia dei fatti meritevoli di intervento sociale, giuridico e culturale ma non si è ancora compiuto alcun passo in materia di prevenzione e diffusione dei cardini base nel linguaggio del rispetto dei Diritti Umani fondamentali.

La progettualità delle ONG verte sulle modifiche di legge da apportare in materia, sul richiamo alle Forze di Polizia rendendole edotte sui dispositivi di legge che regolamentano la materia ma soprattutto sulle caratteristiche del fenomeno che spesso sfugge alle loro categorie interpretative in merito alla loro specifica operatività, spiegano a quante più persone possibile come riconoscere il rischio e persino come difendersi. In parole povere, il focus dell’azione delle ONG che operano in questo campo non è tanto quello di intervenire ex post quando la violenza sulle donne s’è esplicata quanto piuttosto agire nella direzione della prevenzione.

Per le ONG per quanto i genitori possano difendere le proprie bambine ed i minori in genere, per quanto si possa far attenzione, in generale, a come le ragazze e le donne si vestono, per quanto si attui tutto il controllo sociale possibile, ci saranno sempre casi di violenza sessuale e gente da mandare in carcere per questo tipo di odiosissimi reati. Da qui si evince chiaramente che bisogna ragionare, ora, sulle basi del concetto di egemonia sessuale, suol ruolo del maschio e sul ruolo della femmina nella società nepalese. Una società dove il grado di liberalità concesso ai maschi e grandemente superiore rispetto a quello concesso alle donne. Una società dove non ci si perita di valutare la purezza di un uomo che va da una prostituta ma dove si ritiene che una prostituta non abbia alcun onore. Una società dove la maggior parte dei casi di violenza si esplica all’interno delle mura domestiche e nel circolo delle persone conosciute anche quando tutto è nascosto agli occhi dell’esterno dalle spesse coltri del matrimonio.Una società dove è concesso il matrimonio multiplo ma dove una donna vedova di 50 anni non ha gli stessi diritti di un uomo di pari età al momento di risposarsi o sposarsi con una seconda moglie. Le nozioni di onore regolate da discorsi religiosi e norme culturali modellano strettamente la sessualità delle donne.

Vi sono differenti e numerose forme di pensiero in relazione agli altrettanto numerosi gruppi etnici in Nepal ma nonostante tale varietà e numerosità, il senso comune dell’interpretazione restrittiva della sessualità femminile permane parecchio simile. Vi è, ad esempio, una grande enfasi sulla verginità delle donne ed essere crescono addottorate ed istruite nel concetto che “sesso” è qualcosa di cattivo, sporco ed immorale.

I ritratti veicolati dai media anch’essi si fanno mezzo di trasmissione dei concetti usualmente circolanti nel tessuto sociale nepalese circa la sessualità femminile. Quand’anche canzoni e film di Kollywood e Bollywood contengano elementi di un amore romantico nella sua accezione più estesa e noto al Mondo,  ad una attenta analisi, sottendono elementi di rinforzo della cultura locale, per i quali solo le “cattive donne” riescono ad esprimere la propria vera sessualità. Tutti preconcetti che farciscono la fantasia maschile indottrinata secondo questo tipo di oleografie vetuste di millenni. E non a caso –fanno notare le ONG nepalesi che operano in questo campo- la maggior parte di registi cinematografici, produttori, sceneggiatori e scrittori sono uomini, spesso nemmeno approfonditamente consci di quale sostrato culturale si fanno portatori.

 

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