sabato, Aprile 10

Troppe bugie sulla Massoneria? La Massoneria è davvero la grande burattinaia della storia del mondo moderno? Ne parliamo con Anna Maria Isastia

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Malgrado venga definita come un’associazione iniziatica e di fratellanza, che si propone come patto etico-morale tra uomini liberi, rappresenta il più comodo alibi-ombrello per le accuse di complottismo utilizzato da coloro che vogliono spiegare carriere apparentemente poco meritocratiche: ‘E’ stata la Massoneria’. Ma è davvero la Massoneria la grande burattinaia della storia del mondo moderno?

Una delle maggiori studiose dell’Associazionismo massonico è una donna, in barba alla vulgata che immagina le donne escluse dalle Logge o, forse, emarginate a Logge ‘rosa’. Si tratta della professoressa Anna Maria Isastia, che insegna Storia Contemporanea all’Università ‘Sapienza’ di Roma ed è Presidente Nazionale del Soroptimist  -un’associazione femminile composta da donne con elevata qualificazione nell’ambito lavorativo che opera, attraverso progetti, per la promozione dei diritti umani, l’avanzamento della condizione femminile e l’accettazione delle diversità. Quest’intervista, inaugura una serie di articoli a quattro mani per approfondire la tematica, giacché l’argomento è talmente vasto che è inimmaginabile esaurirlo in questa sede.

Come studiosa della Massoneria, quali sono, secondo Lei, i falsi miti che ne alterano la reale conoscenza?

Sono circa trent’anni che mi occupo di Massoneria, avendola inizialmente approcciata come storica dei movimenti politici della sinistra nell’Italia post-unitaria fino al fascismo, vale a dire i repubblicani, i radicali e i socialisti. Approfondendo le singole figure dei loro esponenti, mi sono accorta della prevalenza dei massoni nelle loro fila. Sono rimasta colpita dai temi-guida delle loro battaglie politiche: il soccorso e l’emancipazione delle masse diseredate; la condizione contadina; il pauperismo; la situazione femminile, in particolare di quella delle prostitute. Si noti che quest’attenzione non era motivata dalla conquista di nuove fette di elettorato, in quanto nessuna di queste categorie di persone aveva accesso al voto, concesso -e solo agli uomini, anche analfabeti- solamente nel 1912. Il reale suffragio universale, di donne ed uomini, poi, venne introdotto solo nel 1945 e le donne hanno votato la prima volta per il Referendum istituzionale fra Monarchia e Repubblica del 2 giugno 1946. Moltissimi importanti esponenti di queste tre forze politiche, dunque, furono massoni. Uno per tutti, Andrea Costa, considerato uno dei padri del socialismo, il primo, nel 1882 ad entrare in Parlamento in rappresentanza di quella forza politica. Si affiliò alla Massoneria l’anno successivo alla sua elezione (dunque, sono del tutto ‘gratuite’ le illazioni di una sua elezione grazie ad una ‘manina’ massonica) e si conquistò l’apprezzamento e la devozione delle masse. I suoi funerali a Bologna, nel 1910, furono una vera manifestazione di massa e, per volere del defunto, sulla sua bara campeggiavano le insegne massoniche. Dunque, nessuna ambiguità, nessun segreto.

Se lei ha cominciato a studiare la Massoneria trent’anni fa, ha impattato l’ambigua era di Licio Gelli?

Sì, erano appunto gli anni in cui teneva banco la vicenda di Licio Gelli e di quella che si considerava una falange golpista di stampo massonico insita nella presunta Loggia di cui si proclamava Maestro Venerabile, la P2. Io stessa volevo vederci chiaro: da un lato, leggevo sui giornali dell’escalation della P2 e degli interventi condizionanti il quadro istituzionale italiano ed internazionale; dall’altra, dagli archivi che andavo consultando, mi appariva una storia del tutto diversa. Solo dopo uno studio approfondito ho potuto farmi un’idea reale; fino ad allora avevo considerato la Massoneria come un qualcosa di legato ad epoche remote e lo scandalo della P2 me la catapultò nella quotidianità italiana.Incuriosita, cercai di capire. Come? Con gli strumenti messimi a disposizione dalla mia attività di ricerca: così ne è venuta fuori una vicenda del tutto differente. Ad esempio, da quel che mi risulta, una loggia esiste se si riunisce ritualmente in un luogo particolare con un certo numero di ‘fratelli’ e non sembra proprio che questo avvenisse nella P2.

Cioè, è stata una bufala?

No, è stata una creatura di Licio Gelli, che ha usato questo ‘cappello’ per fini a lui strumentali, lontanissimi dagli ideali etico-morali massonici. Presso la Comunione più importante d’Italia, il GOI (Grande Oriente d’Italia), era chiamata P2 una semplice lista contenente le identità di un piccolo numero di iscritti, in posizioni istituzionalmente importanti, che avevano chiesto di essere dispensati dal comparire negli elenchi delle logge ufficiali. E ciò non per motivi loschi, bensì soltanto per evitare pressioni da altri fratelli nel campo delle proprie attività professionali. Insomma, era il modo escogitato per proteggerli dalla richiesta delle classiche ‘raccomandazioni’. Proprio tutto il contrario di ciò che si pensa. Ciò prima dell’avvento di Gelli, che manipolò la circostanza a proprio vantaggio, intuendo il potenziale di tale lista e snaturando la ratio della P2. Anche con lui, però, essa resta un elenco, senza riunioni rituali; gli incontri con Gelli avevano ben altra natura: paradossalmente, il contrario dell’obiettivo che ci si prefiggeva con la sua nascita. Secondo i rituali scrupolosamente osservati da secoli, è assolutamente impensabile che una Loggia possa riunirsi in un appartamento dell’Hotel Excelsior di via Veneto a Roma.

Allora, escludendo dal discorso la Massoneria ‘deviata’ – come esistono i Servizi Segreti ‘deviati’, incontrollabili – come mai esiste comunque un’aura poco chiara intorno alla Massoneria… e certo non dai tempi di Gelli?

La Massoneria è stata attaccata e condannata dal momento stesso in cui è nata, con la fondazione della prima Gran Loggia, quel fatidico 24 giugno 1717 a Londra. Essa era considerata dalla Chiesa Cattolica un pericoloso fattore di modernizzazione della società. Possiamo a ragione dire che è ‘mala quia prohibita’ non ‘prohibita quia mala’. Il discorso intorno a tutto ciò è molto complesso: sin dai primordi, la Massoneria rappresentava una rottura fortissima delle barriere sociali e religiose dell’epoca. In Loggia poteva capitare un qualcosa allora impensabile, ovvero che un borghese e un nobile si trovassero accomunati da quest’unica appartenenza; inoltre, l’assenza di paratie religiose faceva sì che, purché credessero in un Essere Supremo trascendente, cattolici, protestanti, luterani, ebrei e musulmani si ritrovassero in un’unica Loggia. Sotto un certo profilo, la Massoneria ha realizzato una rivoluzione senza spargimento di sangue.

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