martedì, Agosto 3

Troppa violenza verbale field_506ffbaa4a8d4

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Bangkok L’ondata crescente di violenze ai danni dei giornalisti commesse da supporter del partito Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI)è un dato che viene ritenuto estremamente preoccupante. Le scene di giovani donne presentatrici televisive che vengono mobbizzate e continuamente interrotte durante le manifestazioni sono l’ultimo esempio della crescente intolleranza del partito verso la libertà di espressione. Nemmeno giornalisti anziani e commentatori indipendenti sono stati risparmiati dalle truppe partitiche del Pakistan Tehreek-e-Insaf, specie di brigate accozzaglia di tipi aggressivi non solo verbalmente. Quatrina Hosain, un personaggio televisivo davvero molto noto nel Paese ed una giornalista che ha lavorato per varie pubblicazioni nazionali e internazionali, è ancora in terapia per lo shock dovuto all’essere stata violentemente aggredita durante una manifestazione pubblica alcuni mesi orsono . E’ stata “puntata” per le sue visioni indipendenti. I provocatori di professione, potremmo dire, hanno ripetutamente attaccato gli uffici di uno specifico gruppo mediatico contro il quale Imran Khan, il capo del partito PTI, ha apertamente dichiarato guerra.

Siamo ormai in una situazione per la quale se ci si permette di scrivere una qualche critica nei confronti del partito o contro il suo “caro leader”, si può esser certi di ricevere un marchio negativo da parte di alcuni zelanti seguaci del PTI.

Ma non è tutto: nemmeno le critiche più velate sono risparmiate dall’attenzione dei seguaci attenti del PTI sui social media come Twitter e Facebook, non viene lasciata al caso alcuna affermazione, insomma, uno stato di cose che raramente si è potuto verificare in altri momenti della Storia del Pakistan ma anche a livello globale, mondiale, è difficile rintracciare situazioni simili nello stato in cui versano nel Pakistan attuale.

Per ironia della sorte, la gran parte di tali commenti provengono da coloro che si ritiene abbiano ricevuto una istruzione occidentale come il loro leader e da pakistani espatriati simpatizzanti della causa del partito a causa del Nava Pakistan (Nuovo Pakistan). Se ci si azzarda in allusioni o frasi che riguardano certe ambiguità del partito circa le posizioni assunte sulla violenza estremista di alcuni loro componenti, si può esser sicuri di essere bollati come “agenti americani”.

Non si sperimenta alcun’altra situazione similare con altri partiti della scena nazionale anche quando si esprimono critiche molto più velenose e ficcanti. E’ uno stato delle cose alquanto triste da riscontrare per un partito che ufficialmente si propone di rappresentare la classe media ben istruita del Paese ed un araldo del cambiamento.

Molti esponenti dei media, della classe media e tra coloro che hanno ricevuto una buona istruzione non si pentono di aver votato per il PTI nel 2013 ma –altrettanto chiaramente- mostrano un totale disgusto oggi per gli atteggiamenti prevaricatori, per la violenza verbale e l’atteggiamento da bulletto della periferia politica assunto da quel partito alla luce degli ultimi cattivi esempi dati nella scena nazionale dai propri supporter. Si tratta di un livello di cultura dell’intolleranza che costituisce un vero e proprio anatema della politica democratica e va contro ogni norma di comportamento civile.

Vi sono anche altre formazioni che hanno messo nel proprio mirino i media nazionali, come accade anche per il partito Muttahida Quami Movement MQM e per l’aver più volte terrorizzato e mobbizzato i propri avversari.

Ma la campagna intrapresa dal PTI sembra avere un proprio metodo perfido e ciò che sta facendo ai danni dei giornalisti non ha precedenti nella Storia del Paese. Per assurdo degli assurdi, le aggressioni e le violenze verbali e fisiche si sono fatte sempre più numerose negli ultimi giorni, man mano che ci si è approssimati alle manifestazioni generali contro le frodi elettorali.

I giovani, ovvero la parte più grande del partito, sono privi di qualsiasi ideologia, e sono anche i più aggressivi ed intolleranti. Si lasciano facilmente impressionare e qualsiasi cosa dica o faccia Imran Khan, per loro è giusto e corretto. Ai loro occhi, il leader politico non può fare nulla di male o sbagliato, una specie di culto della personalità, insomma. Alcuni critici politici locali fanno notare che il culto della personalità non è molto diffuso nella Politica pakistana ma certa follia sì, è parecchio presente e diffusa.

Quello che più disturba –secondo i critici politici locali è la divina indifferenza con la quale il loro leader politico Imran Khan ed altri leader del partito trattano questa violenza verbale e fisica dei loro sostenitori politici e lascia perplessi anche come essi minimizzano gli incidenti gravi che si sono verificati e si verificano in occasione delle loro manifestazioni pubbliche. Infatti, è lo stesso linguaggio adottato dal loro leader politico ad aver incoraggiato finora atti di tale aggressività, oltre al sostegno di altri leader di partito quali Sheikh Rashid .

Negli ultimi quattro mesi, i sostenitori del PTI hanno ben ascoltato i loro leader ed il loro linguaggio aggressivo verso un po’ tutti, dai leader politici avversari ai giornalisti, dai giudici ai funzionari pubblici.

Per molti di essi, ogni altro oppositore è corrotto e deve essere dannato. Questa specie di auto giustificazione che poi giunge a trasformarsi in aperta arroganza è diventata sempre più crescente ed evidente man mano che le manifestazioni pubbliche del PTI si son fatte più affollate e frequentate dalla gente.

Questo tipo di impeto non è certo quello che costituisce la materia su cui si basa un leader che vuole condurre al cambiamento il Paese. C’è insomma da meravigliarsi, se nelle parole del loro leader questo è il “Naya Pakistan”, il nuovo Pakistan. Questa superbia imperiale sta diventando sempre più pericolosamente pronunciata.

I giornalisti sono l’obbiettivo preferito dal leader PTI Imran Khan e nessuno più si meraviglia del fatto che i suoi sostenitori non abbiano alcun rispetto della libertà di stampa e di opinione. Imran Khan ha usato nei loro confronti l’espressionelifafa journalist”, giornalisti prezzolati, per tutti coloro che hanno sfidato le sue visioni su materia politica e sociale. Ha anche apertamente incitato ad assalire il Gruppo media GEO, accusandolo di tutto e di più, persino di modificare le elezioni e di cospirare contro la Nazione. Alcuni giornalisti del suo stesso fronte politico sono finiti sotto la scure della calunnia, sono stati definiti kosher nonostante avessero un pedigree politico apertamente a lui favorevole da lungo tempo. Ma quel che Imran Khan non dice è che proprio il suo linguaggio aggressivo è ciò che finisce nel tritacarne dei media ad averlo reso quello che è oggi e rende folte le partecipazioni alle sue manifestazioni pubbliche. Insomma, Imran Khan ed il PTI sono i principali beneficiari della sovraesposizione mediatica di cui godono entrambi. Nessun altro partito ha ricevuto una copertura h 24 come quella che è stata attribuita al suo partito ed alla sua persona, quindi, il PTI è il primo beneficiario della libertà di espressione in Pakistan.

 

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