domenica, Giugno 20

Troppa incitazione all’odio

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BangkokL’affondamento del traghetto Sewol col suo carico di 300 morti e disperse è stato uno degli eventi più drammatici della Storia della Corea del Sud. Ma ciò che ha lasciato sgomenti e costernati è stato lo sciopero denominato “abbuffata chiassosa” da molti ormai ritenuto un  momento negativo della vita collettiva sudcoreana. Si tratta di uno sciopero indetto da un gruppo di giovani uomini tenutosi a Settembre per insultare Kim Young-oh, un addolorato padre di una delle vittime teenager, il quale ha chiesto con rapidità un’ indagine circa il disastro e gli sforzi compiuti dal Governo per quanto riguarda le ricerche in mare.

I giovani uomini, la gran parte dei quali si sono poi dichiarati membri di ILBE una comunità online molto nota per le sue simpatie politiche vicine all’ estrema destra e per i testi scritti carichi di odio contro le minoranze social mangiarono appositamente e polemicamente pizza e pollo fritto nella Piazza Gwanghwamun  a Seoul, a soli 200 metri di distanza dal padre che piangeva durante il suo sciopero pubblico. Essi accusavano Kim di «chiedere troppo» e di «essere manipolato dagli attuali oppositori politici del Governo in carica».

In ogni caso, lo sciopero della “abbuffata chiassosa” si è rivelato solo il primo tassello di una vera e propria emergenza offline denominata ILBE. Agli inizi dello scorso dicembre, un membro giovanissimo dell’ILBE ha fatto esplodere una vera bomba costruita artigianalmente durante una discussione pubblica, ospitata da un autore coreano-americano e da attivisti di sinistra accusati di essere simpatizzanti nordcoreani.

Il diciottenne, la cui Molotov ha finito col ferire tre dei partecipanti alla scena nel Nord Iksan, Provincia di Jeolla, ha detto di odiare la Corea del Nord in un suo post prima di commettere il crimine . Ha scritto: «Se mai sentiste dire che l’autore Shin Eun-mi è stato bombardato ed ucciso, sappiate che c’ero io dietro». Dopo il suo arresto, il diciottenne soprannominato Oh, è stato salutato come un “eroe” da alcuni dei suoi supporter ILBE.

Mentre Oh veniva tratto in arresto dalla Polizia poco dopo l’attacco, incidenti simili stanno facendo aumentare esponenzialmente la tensione ed il timore circa uno stato di allarme sui crimini derivanti da odio letterale e sul complesso background che si agita dietro tali avvenimenti oscuri nella Corea del Sud, dove il linguaggio che istiga all’odio e le leggi contro la discriminazione di fatto non esistono, nonostante i ripetuti appelli da parte delle Nazioni Unite che hanno spesso chiesto di poter svolgere attività di supporto legale e giuridico.

In molti, infatti, ritengono che i membri di ILBE siano nei fatti molto simili ai fascisti di stampo europeo della metà del Ventesimo Secolo.

In molte Nazioni, il linguaggio che istiga all’odio è definito come qualsiasi linguaggio –compreso il parlare, scrivere e la gestualità- che attacca una persona o un gruppo sulla base della razza, del genere, della religione, della disabilità, della nazionalità, dell’etnìa di origine e circa l’orientamento sessuale.

Incitare all’odio contro le persone sulla base di tali attributi può portare all’incarcerazione in un vasto numero di Nazioni come Germania, Stati Uniti, Canada e Regno Unito.

Poche Nazioni, come Croazia, Norvegia e Olanda hanno organizzato un ampio sistema di protezione in difesa della vita dell’individuo, della sua filosofia e sulle visioni politiche o qualsiasi altro tipo di credo per difendersi dagli attacchi del linguaggio che incita all’odio.

La Corea del Sud –come peraltro anche il Giappone- non ha un esplicito divieto ufficializzato contro il linguaggio che incita all’odio e non ha leggi anti-discriminazione, si colloca seconda tra i Paesi Membri OECD in termini di conflitti sociali nell’anno scorso.

Agli inizi di dicembre, nella Città di Seoul l’introduzione della Carta dei Diritti Umani è stata depennata a causa della fiera protesta degli oppositori ai diritti dei gay e per l’intervento dei cristiani. Ad Ottobre, un inviato delle Nazioni Unite ha affermato che la Nazione ha alcuni “temi davvero molto preoccupanti” in materia di razzismo e xenofobia.

Mentre molti esperti affermano che il linguaggio che istiga all’odio applicato contro gli immigrati, cittadini stranieri, donne e i disabili debba essere bandito, ritengono che in alcuni casi attacchi di odio contro chi la vede diversamente in materia di politica o in religione sono questione di ben più difficile risoluzione e che l’intera materia è difficile da regolamentare, specialmente a causa della divisione della Penisola Coreana.

I ricercatori dell’ente statale Istituto Coreano di Criminologia, affermano che la Corea del Sud dovrebbe effettivamente regolare la materia del linguaggio che incita all’odio ma la Nazione affronta veramente solo le sfide che derivano in materia di protezione della libertà individuale nel pensiero politico , a causa del clima politico post-bellico contro la Corea del nord.

La Penisola Coreana dal punto di vista strettamente tecnico è in stato di guerra perché la Guerra di Corea (1950-53) è terminata con un armistizio ma non con un Trattato di Pace. Nella Corea del Sud, le attività o i discorsi in favore della Corea del Nord ed il suo regime possono essere sottoposte a punizioni all’interno della Legge sulla Sicurezza Nazionale.

Nelle scorse settimane, la Corte Costituzionale della Corea del Sud ha smantellato un partito di sinistra, nel quale una parte dei membri è stata accusata di complottare una ribellione favorevole alla Corea del Nord per scalzare il Governo in carica agli inizi dell’anno. «Come si possa definire il linguaggio che incita all’odio in questo Paese è tema parecchio delicato», ha aggiunto in coda al proprio operato. «Dovremmo comprendere anche le visioni politiche per essere protetti dal linguaggio che induce all’odio quando le attività individuali a favore della Corea del Nord sono considerate illegali?». Il professore universitario Choung Wan, docente presso la Kyung Hee University Law School, ha affermato che entrambi gli eventi,vuoi l’attacco terroristico di Oh, vuoi la protesta rude della “abbuffata chiassosa” contro il padre di una vittima dell’affondamento del traghetto Sewol vanno considerate chiaramente come atti che hanno a che fare con crimini correlati al linguaggio che incita all’odio.

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