domenica, Settembre 19

Trivellopoli, alta tensione PD-M5S nel giorno del Def

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Dopo lo scandalo legato ai lavori previsti nel presidio petrolifero di ‘Tempa Rossa’ non si fermano le costanti accuse dei rappresentanti del Movimento cinque Stelle (M5S) agli esponenti del Partito Democratico (Pd), che per tutta risposta non tardano a controbattere a suon di querele. Dopo Luigi Di Maio, delfino dei pentastellati e vice presidente della Camera, ecco entrare nella lista nera anche Carlo Sibilla che rivolgendosi al partito del Premier Matteo Renzi afferma: «Trivellopoli è uno scandalo che non coinvolge solo un ministro, come vuol farci credere il governo. E’ un sistema mafioso che opera con gli stessi metodi della criminalità organizzata». E conclude: «Siamo di fronte a una cricca che va contro gli interessi dei cittadini». Immediata la risposta del Pd che attraverso il tesoriere  Francesco Bonifazi che, invitando Sibilla a rinunciare all’immunità parlamentare, replica«Il Partito democratico sporgerà querela nei confronti dell’on. Sibilia per le gravissime affermazioni rilasciate nei confronti dei nostri esponenti che rivestono anche ruoli istituzionali».

E questa volta nemmeno il presidente del Consiglio Renzi rimane in silenzio di fronte alle azione e alle provocazioni dei grillini: «Loro pensano che basti ridirle perché gli italiani ci credano» scrive su ‘e-news‘. «Ma non è così: gli italiani sanno riconoscere chi fa teatrini e chi fa politica. Solo che noi dovremo ogni giorno dire e ribadire che quella non è la verità. Dovremo chiedere che quando arriveranno i processi per le loro incredibili e squallide accuse, loro rinuncino alle immunità parlamentari per essere giudicati, da cittadini come amano essere chiamati». Sempre su ‘e-news‘ fa riferimento direttamente al caso Tempa Rossa: «Se ci sono dei problemi si fermano i colpevoli, non le opere». E aggiunge: « È evidente il tentativo di far passare il messaggio che in politica tutti sono uguali. Ma io resto tenacemente attaccato alla realtà» precisa. E conclude: «Troppo spesso abbiamo bloccato le opere pubbliche e private, lasciando in libertà i responsabili. Con noi al Governo la musica è cambiata». Immediata la reazione del capo gruppo dei cinque stelle alla Camera Michele Dell’Orco che ai microfoni dei membri della stampa afferma: «Noi voteremo qualsiasi altro documento che chieda le dimissioni del governo Renzi. E ci aspettiamo che nei prossimi giorni ci siano degli sviluppi sul caso Trivellopoli che potranno coinvolgere altri ministri determinando così un disfacimento della maggioranza».

Dovrebbe essere presentato ed approvato tra poche ore, durante la riunione del consiglio dei Ministri, il Def (Documento di Economia e Finanza) che racchiude in se le riforme economico-finanziarie previste per i prossimi anni di governo, gli obiettivi prefissati per la finanza pubblica e le ipotesi relative al trend economico italiano. Ma intanto entra nel vivo la corsa per il Campidoglio di Roma con Alfio Marchini che intervenendo oggi a Elleradio paragona la rivale Giorgia Meloni a Ignazio Marino: «Credo la Meloni sia scesa in campo perché è stata messa nelle condizioni di non poter fare altrimenti. Non ho nulla di personale contro di lei. Credo semplicemente che le forze politiche che hanno cogestito questa città, e lei ne fa parte, pur volendo faranno la fine di Marino. Non hanno la forza per quelle azioni di rottura. Saranno prigionieri di quei partiti con cui sono stati eletti». Mentre a Milano il candidato della coalizione di centrodestra Stefano Parisi si dice pronto ad un faccia a faccia con lo sfidante Giuseppe Sala: «Io i confronti sono per farli da ieri, anzi con gli altri candidati li sto già facendo. Siamo disposti a fare quel confronto e tutti quelli possibili».

Dal Senato nel frattempo arriva una nota ufficiale che vedrebbe Gianluca Gemelli presente a Palazzo Madama in data 27/11/2014 durante lo svolgimento dei lavori della Prima Commissione Affari Costituzionali. La dichiarazione dell’ufficio stampa del senato recita: «A seguito di verifiche sugli accessi ai Palazzi, risulta che Gianluca Gemelli era presente in Senato il giorno 27 novembre 2014 in mattinata. I lavori della 1a Commissione – Affari costituzionali si sono svolti nel pomeriggio. Si ricorda che durante lo svolgimento delle sedute non è comunque consentita la presenza di persone estranee all’interno delle aule delle Commissioni». Intanto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita alla Cattedrale Noto, ricostruita dopo venti anni dal crollo della cupola,  lancia un appello agli italiani: «E’ una segno della sua tradizione culturale della sua capacità di riscatto nel reagire ad un disastro come quello del crollo con una capacita’ di progettazione artistica e culturale straordinaria».

 

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