giovedì, Maggio 13

Trivelle, le contraddizioni del PD field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Insomma devono dare una segnale di coerenza che va al di là del referendum…

Certamente anche se adesso, ovviamente, nelle due settimane che restano devono spingere per fare in modo che il referendum riesca. Poi come dicevo dal 18 devono lavorare per il futuro. Devono per esempio promuovere lo sviluppo dell’eolico o del fotovoltaico, integrandoli sul territorio. Della biotermica a bassa entalpia là dove è possibile. Dell’idroelettrico su micro salti a partire dalla necessità di non intubare i fiumi.

Si può essere ottimisti in questo senso?

No, per niente. Dico solo che è compito loro fare quello che dicevo e se non lo faranno dal 18 di aprile continueremo a sollecitarle su questo. Tutte le forze sociali, sia quelle organizzate, e tutti i cittadini che ci stanno dando una mano in questi giorni in giro per l’Italia per promuovere l’informazione sul referendum del 17 aprile, dovranno utilizzare la stessa voglia, la stessa fantasia che stanno dimostrando di avere in questo periodo, per stare addosso alle regioni per costruire l’alternativa, e poi egualmente anche al governo nazionale.

Si può citare un esempio virtuoso tra le regioni?

Parlando dei rifiuti l’ultima legge regionale promulgata dall’Emilia Romagna nel settembre scorso che non sostiene il referendum sulle trivellazioni è molto interessante. Contro il volere delle multi utility della regione, Hera da una parte, Iren dall’altra, si è dimostrato che se c’è la volontà politica si possono contrastare i grandi interessi industriali nell’interesse della collettività. Una legge che promuove la differenziata spinta, il porta a porta, la tariffazione puntuale che fa pagare di più i comuni che non fanno la raccolta differenziata e meno i comuni che la fanno. Sto andando fuori tema ma solo per dire che se c’è la volontà politica da parte delle regioni si possono fare delle cose anche contro i grandi sistemi di potere che sul tema dei rifiuti in Emilia Romagna sono consolidati in due grandi aziende che prima abbiamo citato e che si sono divise un po’ il Nord Italia e non solo l’Emilia Romagna. Lo stesso evidentemente va fatto con le rinnovabili tema sul quale le regioni non hanno tirato fuori un granché.

Che cosa chiedete al governo?

Dopo il dietrofront che il governo ha fatto con la legge di stabilità con cui ha cancellato gli altri cinque quesiti referendari, dovremmo appunto continuare a lavorare per spingere sull’esecutivo affinché metta uno stop allo sviluppo delle fossili e ponga le basi per costruire un’alternativa.

Direttore, cambiando solo in parte argomento, volevo ricordare che fra poco saranno passati trent’anni dal disastro di Chernobyl. Fu allora l’occasione in l’Italia per abbandonare l’opzione nucleare. Ricordo che anche il Pci (Partito comunista italiano), partito nuclearista per eccellenza, scelse una strada diversa dopo quella catastrofe. Che bilancio fa dopo tre decenni della politica ambientalista della sinistra italiana? E che sensibilità ritroviamo oggi nel Parlamento italiano sui temi ambientali?

Che il Pci negli anni ’80 fosse un partito ambientalista è una parola grossa. Tanto è vero che sul nucleare prima di Chernobyl non aveva affatto una posizione contraria. Dopo di ché negli ultimi trent’anni i partiti che sono seguiti al Pci hanno detto molto a parole a favore dell’ambiente ma nei fatti questo è avvenuto raramente. Quello che posso dire è che oggi in Parlamento, nonostante le politiche del governo Renzi si siano dimostrate inadeguate sui temi ambientali, c’è una caratteristica che non c’è mai stata in tutte le altre legislature. C’è insomma la presenza ambientalista più numerosa dal 1946 ad oggi. Questo perché gli ambientalisti nel Pd sono aumentati anche se sono ancora una minoranza; c’è Sel (Sinistra Ecologia Libertà) e registriamo la presenza del M5S (Movimento 5 Stelle) che ha innescato una serie di meccanismi che hanno fatto prendere posizione al Pd in maniera più netta su alcune questioni rispetto a quanto avesse fatto nel passato. Basti fare l’esempio della legge sugli eco-reati che era stata presentata invano in tutte le legislature immediatamente precedenti anche quando c’era una maggioranza di centro-sinistra. Il Pd ha insomma fatto uno scatto in più in Parlamento rispetto al passato per le spinte ambientaliste che venivano dall’opposizione, anche se questo purtroppo non riguarda il governo. Speriamo, ed è avvenuto anche per l’approvazione del collegato ambientale nel dicembre scorso, che a questi due anelli costruiti in Parlamento si ne aggiungano altri come la legge sulle agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, quella sul consumo dei suoli e per abbattere più facilmente le costruzioni abusive, quella contro le agro-mafie, sui delitti contro gli animali. Una serie di norme che servirebbero a realizzare quella catena che serve per liberare l’Italia dalle zavorre che l’hanno contraddistinta fino ad oggi.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->