mercoledì, Maggio 12

Tre regole per l’industria europea 40

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Industria europea

Prosegue lo speciale elezioni. Oggi ci occupiamo della competitività delle imprese europee e della capacità di creare nuovi posti di lavoro. Con lo sfondo della crisi economica  e le difficoltà da essa derivate, il Parlamento si è affidato a tre capisaldi per gestire il settore industriale: la ricerca e l’innovazione, la semplificazione burocratica e una gestione migliore delle infrastrutture.

Una politica che spinge il parlamento a fare il proprio resoconto circa le sue attività nell’area riguardanti la competitività per le imprese e la creazione di nuovi posti di lavoro. Come detto in alcuni articoli pubblicati sul tema, la crisi finanziaria e la competizione globale (e non da ultimo il problema di mantenere i mercati aperti) hanno portato molte aziende dell’Unione Europea a licenziare personale o a delocalizzare fuori area euro. Il bilancio del lavoro del parlamento sulla questione è corposo. Nell’ultima legislatura, l’istituzione che rappresenta i cittadini ha cercato di sostenere con varie misure l’industria europea, soprattutto quella delle aree più svantaggiate (ossia l’Europa meridionale) cercando di difenderle dal mercato mondiale sempre più preda di attacchi di protezionismo. 

La competizione internazionale, duramente messa alla prova dalle restrizioni doganali di alcuni paesi terzi, ha portato l’Unione a proteggere il sistema dei brevetti, approvando, congiuntamente ai governi nazionali, leggi in tal senso cercando di ridurre i ritardi nel pagamento delle fatture (l’Italia ha, in questo senso, aperto con la Commissione europea una procedura di infrazione per i mancati pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese, annunciata proprio dal Vice presidente della Commissione nonché Commissario all’Industria Antonio Tajani). Gli europarlamentari hanno cercato di aiutare le imprese, connettendole con il settore tecnologico. Varie iniziative presentate hanno previsto l’estensione della rete internet a tutta l’area UE in modo da facilitare i collegamenti e sono stati stanziati 325 miliardi di euro in formazione ai giovani e ai lavoratori licenziati.

Il Parlamento ha evidenziato come nell’ultima approvazione del bilancio, i deputati hanno insistito affinché si garantisse maggior flessibilità in modo che i finanziamenti stanziati per un settore possano essere spostati nel caso un altro settore si trovi in crisi. I deputati hanno previsto che il bilancio 2014-2020 venga revisionato e rinegoziato nel 2016 con la nuova Commissione. Come riporta il sito dell’europarlamento: «Il Parlamento europeo si è adoperato affinché un importo sufficiente fosse previsto in ciascun bilancio annuale dell’UE (definito dal Parlamento e dai governi dell’UE in modo paritario dal 2009) per aiutare l’UE a uscire dalla crisi, per esempio mediante il sostegno alle regioni più povere, ai giovani disoccupati e ai lavoratori licenziati nonché effettuando investimenti per le piccole e medie imprese, nella ricerca e nelle infrastrutture e nel programma di scambio culturale Erasmus+».

La competitività alle imprese è garantita anche dal nuovo bilancio. Infatti ,«circa un terzo del bilancio è destinato a investimenti in progetti a sostegno dello sviluppo regionale, in particolare nelle zone colpite più duramente dalla crisi economica. Al fine di aiutare in modo ancora più efficiente tali regioni, il Parlamento ha sostenuto un’iniziativa per sistemi temporanei volti ad accelerare i finanziamenti regionali ai paesi economicamente instabili al fine di stimolarne una ripresa rapida». Intervenendo anche sul lavoro della Troika, che ha imposto tagli finanziari ai paesi con grossi problemi macro economici, ha invitato questa  ad utilizzare il metodo dell’equità e diminuire lentamente il proprio peso sull’economia del paese messo sotto osservazione. Il Parlamento ha, in questo caso, un diritto di controllo sui lavori della Commissione.  L’istituzione rappresentativa dei cittadini ha trovato nel caposaldo della ricerca e dell’innovazione un’utile via per riportare l’industria europea ai livelli precedenti la crisi. Ricerca e innovazione sono i baluardi dei programmi 2014-2020 dell’Unione europea. Il parlamento, in questo ha convinto gli Stati membri a finanziare Horizon 2020 e COSME (Competitività delle imprese e delle PMI).

Il secondo grande punto toccato dall’istituzione riguarda la burocrazia, che , nei 28  paesi membri è un vero e proprio ostacolo e non rispecchia spesso un principio di equità. La semplificazione normativa, infatti, permetterebbe alle imprese di investire più tempo nella ricerca e nell’innovazione. La riduzione della burocrazia, è secondo gli europarlamentari, il maggior strumento a disposizione dell’istituzione per aiutare le imprese: riduzione che non deve ledere i diritti fondamentali del consumatore, come quelli della sicurezza dei beni prodotti e della protezione ambientale.

Per aiutare l’industria europea, è stato creato il sistema del brevetto unitario.Il sistema  del ‘brevetto unitario’valido in 25 paesi membri è stato adottato con l’aiuto del Parlamento, dopo circa 30 anni di idee e dibattiti sul tema ed è entrato in vigore lo scorso gennaio. Questa protezione «comporterà una riduzione del costo del brevetto UE pari all’85% rispetto a quando gli inventori dovevano fare una richiesta separata per ogni paese. Nei negoziati con i governi, il Parlamento ha assicurato per le piccole imprese il rimborso dei costi di traduzione e la riduzione delle tasse di rinnovo». Il brevetto unico serve ad una maggiore integrazione dei mercati dei paesi partecipanti e a non restare fermi alle dogane extra europee.

L’industria deve essere sostenuta anche da forti infrastrutture. Recentemente il Parlamento europeo ha adottato una serie di norme che prevedono l’apertura del trasporto su ferro. Trasporto non solo di merci ma anche di persone. Infatti come per gli aerei, anche per i treni è stato stilato un decalogo dei diritti del passeggero sui bagagli che porta con se, che lo protegge dai ritardi o mancanze causate dall’azienda di trasporti e su una maggiore chiarezza e protezione dei pagamenti.

Come affermano  documenti ufficiali: «nei negoziati con gli Stati membri, il Parlamento europeo ha chiesto di migliorare la nuova legislazione al fine di aprire il mercato del trasporto ferroviario dell’UE alla concorrenza. Come conseguenza di tali sforzi, tutti gli operatori ferroviari otterranno un accesso equo alle reti ferroviarie nonché a servizi come la vendita di biglietti e i servizi in stazione. Questo è stato fatto durante i negoziati sul quarto pacchetto ferroviario.I parlamentari si sono inoltre impegnati a promuovere un’equa competizione nel mercato dei trasporti su strada, adottando leggi volte ad assicurare che tutte le imprese di trasporto seguano perlomeno alcune norme minime per la sicurezza e il riposo dei conducenti».

Infine sono state approvate varie norme per rendere le telecomunicazioni più affidabili, sicure ed economiche. Telecomunicazioni che si inseriscono nel programma Connected Continent approvato nell’ultima plenaria e che prevede un’unica rete e un livellamento dei costi, eliminando l’ormai fastidiosi costi di roaming, abolizione che sarà definitiva dal prossimo dicembre.

 

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