sabato, novembre 17

Trattato Inf, tutti contro gli Usa May: 'L'accordo di divorzio dall'Ue sulla Brexit è fatto al 95%'

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I piani degli Stati Uniti di abbandonare il trattato INF sui missili nucleari di medio raggio renderà il mondo più pericoloso. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. La decisione di Donald Trump ha spiazzato tutti e aumentato le tensioni con la Russia.  Tante le reazioni, a partire dalla Ue. L’Alto rappresentante Federica Mogherini ha affermato: «Mentre ci aspettiamo che la Russia affronti seriamente le preoccupazioni sul rispetto del Trattato Intermediate-Range Nuclear Forces (Inf) in modo sostanziale e trasparente, ci aspettiamo anche che gli Usa valutino le conseguenze del loro possibile ritiro sulla loro sicurezza, quella degli alleati, e del mondo. Il mondo non ha bisogno di una nuova corsa agli armamenti che non gioverebbe a nessuno e, al contrario, porterebbe più instabilità».

Il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso di una telefonata con il presidente Usa ha insistito sull’importanza del trattato sulle forze nucleari a medio raggio. Macron ha «ricordato l’importanza di questo trattato, in particolare, per la sicurezza europea e la nostra stabilità strategica». Mentre la Cina valuta «sbagliato da parte degli Stati Uniti uscire unilateralmente dallo storico trattato della Guerra Fredda che ha eliminato i missili nucleari dall’ Europa».

Nel frattempo Trump ha allertato la guardia di frontiera e l’esercito per la carovana di migranti diretta verso il confine tra Usa e Messico definendola una ‘Emergenza nazionale. «Purtroppo sembra che la polizia e l’esercito del Messico non siano in grado di fermare la carovana diretta verso il confine meridionale degli Stati Uniti. Vi si sono mescolati criminali e medio orientali sconosciuti. Ho allertato la guardia di frontiera e l’esercito che questa e’ una emergenza nazionale. Le leggi devono cambiare», ha detto su Twitter. E ha annunciato che gli Usa cominceranno a tagliare o a ridurre sostanzialmente gli aiuti dati a Guatemala, Honduras ed El Salvador.

L’accordo di divorzio dall’Ue sulla Brexit è fatto al 95%. Lo assicura la premier Theresa May aggiornando i Comuni dopo l’ultimo vertice europeo, ma non senza ribadire che il nodo del confine in Irlanda resta per ora irrisolto. E che il suo governo rifiuta ogni proposta europea di backstop (meccanismo di garanzia dello status quo) destinata a creare uno status doganale diverso fra Irlanda del Nord e resto del Regno.

Caso Khashoggi. I presidenti di Turchia e Usa, Recep Tayyip Erdogan e Donald Trump, hanno discusso in una telefonata e il presidente turco ha annunciato che renderà pubblici domani mattina i risultati dell’inchiesta. Intanto alla vigilia della ‘Davos nel deserto’ in Arabia Saudita, l’atteso evento finanziario che sarà disertato da alcune figure chiave del mondo internazionale degli affari in seguito al caso Khashoggi, le autorità saudite hanno annunciato la creazione di una Zona economica speciale (Sez) nell’area della capitale Riad.

Un contingente dell’esercito russo è arrivato in Pakistan per partecipare ad una esercitazione militare congiunta. Si tratta della terza che avviene nell’ambito del programma di addestramento in cooperazione bilaterale tra i due Paesi. La prima si è tenuta in Pakistan nel 2016 e la seconda in Russia nel 2017.

A Hebron, in Cisgiordania, un palestinese che ha assalito con un coltello un soldato israeliano, ferendolo in modo non grave, è morto dopo essere stato a sua volta ferito a colpi di arma da fuoco dai suoi commilitoni. Negli ultimi giorni la tensione a Hebron fra israeliani e palestinesi è cresciuta in seguito alla decisione del ministro della difesa Avigdor Lieberman di finanziare la costruzione di una trentina di alloggi che estenderanno così la presenza permanente ebraica in città.

E’ prevista per domani la nomina dei membri del nuovo Consiglio dei ministri dell’Iraq da parte del primo ministro, Adel Abdul Mahdi. Nessuno dei nuovi ministri è un attuale o ex parlamentare. In Siria invece i bombardamenti aerei compiuti venerdì scorso su una moschea da parte della Coalizione anti-Isis a guida Usa in una zona a ridosso del confine con l’Iraq ha causato la morte di diversi civili. La Coalizione internazionale anti-Isis ha ammesso però di aver colpito una moschea nella zona di Susa e affermato che nel raid sono morti combattenti dello ‘Stato islamico’.

Il partito di centrosinistra Druk Nyamrup Tshogpa ha vinto le elezioni in Bhutan. La Commissione elettorale ha fatto sapere che il partito ha ottenuto 30 seggi contro i 17 del partito avversario, il Druk Phuensum Tshogpa. La consultazione è appena la terza dal 2008, quando il Bhutan ha avviato una transizione da monarchia assoluta a monarchia costituzionale.

Chiudiamo con il Brasile. Gli ultimi sondaggi, a sei giorni dalle presidenziali, danno Jair Bolsonaro, il candidato di estrema destra, al 60% delle intenzioni di voto, mentre il suo sfidante Fernando Haddad, al 40%. Lo stesso sondaggio indica che il 76% degli intervistati crede che Bolsonaro vincerà le elezioni, contro il 17% che pensa che Haddad risulterà il vincitore del secondo turno.

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