sabato, Aprile 17

Trattato di Dublino, vince l’asse del no Italia-Spagna-Visegrad L'Iran ha annunciato all'Aiea che aumenterà la sua capacità di arricchimento di uranio

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Italia, Spagna e i Paesi del gruppo di Visegrad dicono no alla riforma del Trattato di Dublino sulla politica di asilo. Al vertice dei ministri dell’Interno a Lussemburgo sono arrivati, con quelli di Roma e Madrid, anche i no di Austria, Romania, Ungheria, Slovenia e Slovacchia. Non si sono espressi Estonia, Polonia e Gran Bretagna. Gli altri 18, pur non soddisfatti, lasciano la porta aperta al negoziato. Tra questi Grecia, Malta, e Cipro, spaccando così il fronte mediterraneo.

«E’ una vittoria per noi, sono molto soddisfatto», ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, «noi avevamo una posizione contraria ed altri Paesi ci sono venuti dietro, abbiamo spaccato il fronte. Significa che non è vero che non si può incidere sulle politiche europee».

«La riforma del regolamento di Dublino è morta», ha commentato il segretario di stato all’Asilo belga Theo Francken. «Non c’è una base sufficiente per andare avanti nella discussione. Molti Paesi hanno espresso resistenze importanti», dice. Mentre sull’Italia ammette: «Seguo il nuovo ministro Salvini da mesi, già durante la sua campagna. La posizione dell’Italia sulla migrazione, è piuttosto severa. Ma anche il Belgio ha un governo di destra, quindi anche noi siamo piuttosto duri. Penso che sia positivo se l’Italia inizia rifiutare i migranti sulle proprie coste, e non li lascia più entrare in Sicilia».

«La proposta del Parlamento europeo per la riforma di Dublino è l’unica che mette insieme fermezza e solidarietà. E’ su questa base che gli Stati membri e il Consiglio devono lavorare», continua invece a ripetere il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. «Per fermare l’immigrazione clandestina serve un piano Marshall per l’Africa e un accordo con la Libia e i Paesi di transito come quello fatto con la Turchia».

L’Iran ha annunciato all’Agenzia internazionale per l’energia atomica che aumenterà la sua capacità di arricchimento di uranio entro i limiti previsti dall’accordo sul nucleare del 2015. Già ieri la Guida suprema Ali Khamenei aveva ordinato all’Organizzazione iraniana per l’energia atomica di preparare il terreno per raggiungere 190 mila Swu di arricchimento di uranio. Tra l’altro il Paese ha iniziato le procedure di preparazione nell’impianto nucleare di Natanz per la costruzione di nuove centrifughe.

«Non siamo sorpresi e non permetteremo all’Iran di avere armi nucleari», ha detto il premier Benyamin Netanyahu dopo l’annuncio di Teheran. «Due giorni fa l’Ayatollah Ali Khamenei, il leader dell’Iran, ha detto che intende distruggere Israele. Ieri ha espresso come vuole raggiungere questo obiettivo: con l’arricchimento illimitato dell’uranio per creare un arsenale nucleare».

Parlando di Netanyahu, lo Shin Bet (servizio sicurezza interna) ha annunciato di aver scoperto una cellula terroristica guidata ‘da un operativo dalla Siria’ che progettava di colpire alti rappresentanti israeliani tra cui il primo ministro e il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat. Arrestati tre membri del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp). Uno dei sospettati è Muhammad Jamal Rashad del campo profughi di Shuafat ad est di Gerusalemme.

Donald Trump continua il suo attacco alle indagini sul Russiagate definendo ‘totalmente incostituzionale’ la nomina del procuratore speciale Robert Mueller e rivendicando il potere di concedersi la grazia. «Come dichiarato da numerosi giuristi, ho l’assoluto diritto di graziarmi, ma perché dovrei farlo se non ho fatto nulla di male?», ha twittato, evocando una controversa facoltà di garantirsi l’immunità, pur assicurando di non volerla usare.

L’Isis ha rivendicato l’attacco suicida di ieri contro una riunione del Consiglio degli ulema a Kabul che ha provocato almeno sette morti e 20 feriti.

Chiudiamo con la decisione di Air China di riprendere i collegamenti tra Pechino e Pyongyang grazie al miglioramento dei rapporti tra Cina e Corea del Nord: da domani, i voli torneranno a essere tre settimanali, chiudendo la lunga sospensione operativa dal 21 novembre 2017.  La sospensione era arrivata il 3 settembre dopo l’ennesimo test nucleare.

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