venerdì, Settembre 17

Trattativa UniCredit – Monte dei Paschi di Siena: rischio ‘furto sociale’? MPS ha un valore sociale per il territorio, la comunità e per il Comune di Siena, ma drammaticamente la proposta Orcel-UniCredit tramite la benedizione politica del Presidente Padoan (ex Ministro PD) rischia di innescare una emoraggia di licenziamenti in una città come Siena che ‘di banca’ ha sempre vissuto

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La trattativa UniCredit – Monte dei Paschi di Siena (MPS) rischia di essere unfurto socialeperché non considera la genesi di MPS, rifiuta di dare senso all’attività di MPS sul territorio, rischia di farci pagare le coperture debitorie tramite un prelievo fiscale dagli italiani (come nel 2016), apre una crisi economica a Siena. E’ necessario ripensare alle precondizioni di Unicredit e sviluppare proposte di integrazione di MPS in UniCredit in logica di Responsabilità sociale dell’operazione.

Da dove nasce MPS? In questi giorni la vicenda UniCredit-MPS impegna commentatori economici ed esponenti politici sia in termini di valore per la strategia complessiva dell’assetto bancario nazionale nel contesto internazionale (si ricorda che Bruxelles vuole una soluzione delle criticità di MPS entro la fine dell’anno), sia in termini di valore per l’economia e la finanza nazionale (4 milioni di clienti). I quotidiani specializzati ne offrono varie ed approfondite cronache.

Un versante non approfondito è quello del ‘da dove nasce’ MPS e del suo ‘purpose’ inteso come l’insieme integrato delle attività che proattivamente sono la condizione necessaria per il successo (a breve, medio, lungo periodo) dell’azienda; cioè l’impatto sociale positivo generato, misurato per gli stakeholders e gli shareholders. Il purpose ha un senso come orientamento positivo ambientale, sociale e di governance (ESG: sì, no, non lo so) sia del management e dei dipendenti sia della strategia deliberata. L’impatto positivo è sociale; si raggiunge con un allineamento organizzativo di condivisione di senso (andare verso una meta olistica:economico-sociale) e di incremento dell’orientamento alla ricchezza morale dell’impresa e del commitment conseguenteAllora (1472) lo scopo MPS Mps non si definiva purpose’, ma la sostanza c’era già.

Infatti ricordiamo che, nella seconda metà del ‘400, accanto alle opere pie ed agli ospedali nacquero i Monti di pietà, enti nati per venire incontro alle esigenze creditizie di quanti erano in bisogno di acquistare beni essenziali ed erano nel grave rischio dell’usura.

I Monti di pietà, tramite specifiche strutture organizzative e utilizzando denaro reso disponibile dai ceti abbienti, erogavano crediti garantiti dal pegno di oggetti di modesto valore sviluppando così ante litteram quella che sarebbe in seguito stata definita la ‘funzione socialedegli istituti di credito.

Il Monte di Pietà o Monte Pio nacque il 27 Settembre 1472 con lo scopo di concedere il prestito alle ‘povare o miserabili o bisognose persone’ senza logica speculativa.

Dal Monte dei Gentiluomini, composto dalle famiglie dell’aristograzia terriera senese che diversificarono la loro attività nella finanza prestando danaro a principi e prelati e svolgendo il ruolo di esattori.

Nel logo di MPS si rileva una data di fondazione antichissima, che va addirittura al 1472 e quindi l’origine era anche sociale e fortemente collegata con il territorio e la comunità senese che traeva linee di risorse finanziarie dalla sua attività nazionale ed internazionale (si ricorda che era presente nelle fiere di Lagny-sur-Marne, di Bar-sur-Aube, di Provins, di Troyes e di Saint-Germaindes-Pres ecc.).

Quindi sacro e profano nell’itinerario in cui l’antica banca di pegno e di credito fondiario diventa infatti un istituto creditizio di diritto pubblico con la legge bancaria del 1936.

Comunque, nell’utimo statuto aggiornato ad aprile 2019, l’oggetto dell’attività (art.3) è tipico di una banca tradizionale anche se, all’articolo 1-punto 2, si sottolinea che “La Società è conferitaria dell’azienda bancaria del Monte dei Paschi di Siena, Istituto di Diritto Pubblico, creato per voto della Magistratura e del popolo senese con rescritto Granducale del 30 dicembre 1622 e legalmente costituito con istrumento di Fondazione del 2 novembre 1624, onde avessero fecondo sviluppo, ordinamento e regola, con privato e pubblico vantaggio per la città e Stato di Siena, le forme di attività creditizia svolte in aggiunta alle sovvenzioni su pegno dal secondo Monte di Pietà di Siena, istituito il 14 ottobre 1568 e poi riunito al Monte dei Paschi fondato nel 1472”.

E’ una dichiarazione che non ha solo un valore per la storia dell’azienda, ma anche una opzione di valorialità che non si vuole perdere. Qualche anno prima si usò della Fondazione MPS, che diventò proprietaria di MPS, grande istituto di credito pubblico e la fondazione era il veicolo del potere locale per gestire MPS.

Poi lo scandalo dei derivati «4You» e «My Way», l’acquisto di Banca Antonveneta, la Grande crisi finanziaria del 2008 innescata dal fallimento dell’americana Lehmann Brothers che portò a perdite colossali al Monte, il ‘bucodei derivati Alexandria e Santorini, la storia tragica del 6 marzo del 2013 con la morte del capo della comunicazione di MPSDavid Rossi.

Si arriva così all’aumento di capitale del 2017 con lo Stato azionista al 70%per un ammontare di 8,8 miliardi di euro, di cui lo Stato si è fatto carico per 6 miliardi. Oggi i nuovi ‘stress test’ condotti dall’Eba (l’autorità europea di sorveglianza sul sistema bancario) che evidenziano come, tra le 50 banche europee analizzate, MPS sia la banca peggiore. Il Monte chiuderà il secondo trimestre in rosso. Dal 2008 bruciati 23,5 miliardi di euroIl valore delle azioni dell’istituto sono passate da 16,1 miliardi a 1,16 miliardi di euro.

Appare evidente, da questa ricostruzione storica, che MPS ha un valore sociale non solo per il territorio, la comunità e per il Comune di Siena, ma drammaticamente la proposta Orcel-UniCredit tramite la benedizione politica del Presidente Padoan (ex Ministro PD) rischia di innescare una emoraggia di licenziamenti in una città come Siena che di bancaha sempre vissuto.

Una responsabilità sociale nella genesi e nella storia di MPS che si può anche dimenticare, ma che normalmente è una opzione qualificante se ricontestualizzata.

Il dinamismo di Orcel-UniCredit è una due diligence su MPS con un ‘a-priori’ di condizioni: accrescimento significativo dell’utile per azione, la protezione dai contenziosi legali e l’esclusione dei crediti deteriorati da qualsiasi transazione. Quindi, nessuna legacy legale, no ai Non performing loans, trasloco della struttura centrale di Siena che ha 6mila dipendenti. Tutto questo rischia di diventare un ‘furto sociale’.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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