lunedì, Settembre 27

Trattativa Stato – Mafia: assolto Mannino

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L’ex ministro democristiano Calogero Mannino è stato assolto dall’accusa di minaccia a corpo politico dello Stato nel processo sulla trattativa Stato – Mafia in corso a Palermo. Insieme a lui, che denuncia una presunta ‘persecuzione’ e ora minaccia di rivolgersi al Csm, esultano anche i ‘vecchi arnesi’ della Dc come Rocco Buttiglione e Carlo Giovanardi. Mannino se la prende anche col direttore del ‘Fatto Quotidiano’ Marco Travaglio,  a suo parere un «guitto che con i suoi spettacoli condizionava i pm». Pubblici ministeri guidati da Nino Di Matteo che -nonostante il colpo durissimo subito dal loro castello accusatorio che rischia di insabbiare per sempre la verità sulla trattativa- hanno già annunciato di voler impugnare la sentenza.

Dopo la drammatica assemblea Pd di ieri sera in cui Matteo Renzi, al solito, si è comportato da padre-padrone del partito, altri tre deputati abbandonano il Nazareno. Si tratta di Alfredo D’Attorre, Carlo Galli e Vincenzo Folino che oggi, durante una conferenza stampa convocata alla Camera, hanno spiegato che il Pd non è più un partito di sinistra e annunciato per sabato la nascita di «un nuovo gruppo parlamentare con un nuovo nome», una ‘cosa rossa’. Il lettiano (?) Francesco Boccia difende gli ex ‘compagni’ e punta il dito contro i «mercenari» (vedi Denis Verdini) che sempre più numerosi affollano il Pd. Ferri corti renziani anche contro le Regioni che, nell’incontro di oggi col premier, lamentano i tagli alla Sanità previsti dalla legge di Stabilità. Nel pomeriggio Renzi vede anche il commissario di Roma Francesco Paolo Tronca per fornirgli istruzioni.

Non si raffredda la polemica sulla possibilità di licenziare i dipendenti pubblici fannulloni adombrata dal ministro della PA Marianna Madia. «Le leggi per licenziare i fannulloni ci sono già, le ho fatte io, le ha fatte il governo Berlusconi. Basta applicarle», la attacca oggi il suo predecessore al ministero Renato Brunetta di FI secondo il quale «adesso la ministra Madia sembra scoprire il problema dell’assenteismo, il problema dei fannulloni, appunto. Ma è sempre stata la sinistra a coprirli, questa è la verità. Che la Madia non faccia Alice nel Paese delle Meraviglie».

La Fondazione Bambino Gesù cambia pelle. La notizia che l’ospedale pediatrico della Santa Sede diventerà una «grande opera di carità» l’ha data direttamente il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, in occasione della nomina del nuovo consiglio direttivo tra cui spiccano i nomi di Anna Maria Tarantola e Ferruccio De Bortoli.

Oggi, 4 novembre, si celebra la Festa dell’Unità nazionale e delle Forze Armate. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella depone pure la solita corona di fiori al Milite Ignoto. Ma, polemica sui marò a parte, la festa sembra più di casta che di popolo, visto il livello sottozero di partecipazione mostrato dai cittadini.

Secondo Marino Petruzzella, Giudice per le Udienze Preliminari del tribunale di Palermo, l’ex plenipotenziario siciliano della Dc, Calogero Mannino, ‘non ha commesso il fatto’. Ovvero, non ha minacciato alcun corpo politico dello Stato nel corso della trattativa Stato-mafia che ha visto come protagonisti pezzi deviati delle Istituzioni e ‘uomini d’onore’ di Cosa Nostra. Mannino è stato l’unico imputato nel processo sulla trattativa  ad avvalersi del rito abbreviato e, con la sentenza di oggi, si è salvato da una condanna a 9 anni e dall’interdizione perpetua dai pubblici uffici richiesta dal pubblico ministero. E proprio il pool di pm titolare dell’inchiesta ha già annunciato di voler impugnare la sentenza. Sull’altro fronte, invece, l’avvocato di Mannino, Nino Caleca, parla di «incubo che finisce» e lo stesso politico democristiano consegna ai microfoni il suo sfogo contro quella che considera una persecuzione. «Questo processo», accusa Mannino che da vero membro della casta ora minaccia di rivolgersi al Csm, «nasce da una voglia di alcuni pubblici ministeri che ostinatamente hanno elaborato la dottrina della trattativa senza elaborare gli avvenimenti». Su Mannino piovono, scontati come un 2per3 al supermercato, i «molti auguri» di un altro Dc doc come Rocco Buttiglione. «Felicitazioni per l’amico Lillo Mannino» arrivano anche dal verdiniano, ex scudo crociato, Saverio Romano. Roba di cui vantarsi. E anche l’immancabile Carlo Giovanardi grida «all’accanimento giudiziario».

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