venerdì, Ottobre 22

Traffico di esseri umani: una vera sfida per l’UE

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Il traffico di esseri umani, maggiormente in termini di sfruttamento sessuale o di lavoro, dovrebbe essere considerato come una violazione dei diritti umani fondamentali. Dato che riguarda gruppi vulnerabili come donne e bambini, l’Unione Europea ha focalizzato la sua azione su obiettivi volti a proteggere questi gruppi e a prevenire e combattere questo fenomeno, specialmente con il potenziamento della cooperazione e del coordinamento tra polizia e autorità giudiziarie degli Stati Membri.

Francia e Grecia hanno unito i loro sforzi puntando alla lotta al traffico per lo sfruttamento sessuale e alla protezione delle vittime. In questo contesto, entrambe le nazioni hanno deciso di organizzare una conferenza congiunta riguardo i molteplici aspetti del fenomeno, che ha avuto luogo nella sede del French Institute di Atene la scorsa settimana.

Ufficiali dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, autorità di Stato di entrambe le nazioni ed esperti delle istituzioni della società civile si sono scambiati nozioni sulle loro esperienze riguardo la materia e hanno condiviso idee. La maggior parte dei partecipanti sostiene che il traffico sia un business proficuo: può offrire un introito di 79.312 milioni di euro all’anno con un rischio di 1 su 100.000. Perciò la legislatura europea e l’azione della società civile dovrebbero essere rinforzate.

 

Il quadro europeo

Il traffico di esseri umani è esplicitamente proibito dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e quest’ultima ha fatto sì che la lotta a questo fenomeno diventasse una delle priorità del Programma di Stoccolma. Questa nuova Direttiva prende il posto della Decisione-quadro 2002/629/JHA sulla lotta al traffico degli esseri umani. Adotta una definizione più ampia di questo fenomeno includendo altre forme di sfruttamento.

Al fine di prevenire il traffico di esseri umani, la Direttiva richiede che gli Stati Membri:

  • Scoraggino la domanda attraverso educazione e formazione;
  • Guidino campagne di informazione e di aumento della consapevolezza;
  • Formino i funzionari su come venire in contatto con le vittime del traffico;
  • Prendano misure necessarie per rendere reato criminale l’uso di servizi, sessuali e non, di una persona che è vittima di questo traffico.

E’ stata creata la posizione di Coordinatore europeo antitraffico al fine di assicurare un approccio più consistente alla lotta a questo fenomeno nell’UE.

 

Pene previste

L’incitamento, così come la complicità, ad intraprendere il traffico di esseri umani e il tentativo di farlo dovrebbero essere punibili.

La Direttiva imposta la pena massima per questi reati ad almeno cinque anni di galera, arrivando ad almeno dieci anni quando si possono identificare le seguenti circostanze aggravanti:

  • Il reato è stato commesso nei confronti di una vittima particolarmente vulnerabile (i bambini fanno sempre parte di questa categoria);
  • Il reato è stato commesso all’interno del quadro del crimine organizzato;
  • Il reato mette in pericolo, deliberatamente o per negligenza, la vita della vittima;
  • Il reato è stato commesso con l’uso di serie violenze o ha causato gravi danni alla vittima.

 

Difficoltà e sfide

Il cosiddetto “Happy Trafficking”, in cui le vittime non sanno di essere vittime, è una delle maggiori difficoltà che si trovano davanti Francia e Grecia, ma anche le altre nazioni europee. Iraklis Moskoff, corrispondente nazionale del traffico di esseri umani, ha detto che al momento si segue il metodo “seguire i soldi”: in passato gli investigatori si concentravano sulla ricerca delle vittime, adesso le autorità cercano di trovare i trafficanti.

Ad ogni modo, la sfida rimane la stessa: prendere i soldi dai criminali. Anche se, secondo Vasso Kollia, la parte più difficile ed indispensabile di questa procedura sia sensibilizzare le società su questo serio problema.

 

La protezione delle vittime

Hélène De Rugy, Segretario Generale dell’organizzazione ‘L’amicale du nid’, ha detto che è necessario incontrare personalmente le vittime e rispondere alle loro domande. Le organizzazioni specializzate sul trattamento delle vittime non dovrebbero mai dimenticare che tutte le vittime sono differenti e non dovrebbero essere trattate come prostituteAris Cardassiliaris, formatore e portavoce della linea d’aiuto 1109 (‘A21 campaign’) ha fornito alcune statistiche utili: vengono sfruttate 457 donne all’ora e ognuna di loro ha 40 clienti al giornoVanessa Simoni, direttore del progetto ‘Les amis du bus des femmes’, ha detto che in Francia esiste una forte collaborazione tra stato, prefettura e molteplici organizzazioni al fine di debellare questo fenomeno.

 

Lotta ai network del traffico

Secondo Jean Marc Droguet, Governatore dell’Ufficio Centrale per la Lotta al Traffico di Esseri Umani OCRTEH della Direzione Centrale di Polizia Giudiziaria, la Francia ha una collaborazione molto stretta con la Cina riguardo questo argomento con lo scopo di moltiplicare le informazioni sul traffico. C’è anche una collaborazione con le autorità giudiziarie e di altro tipo, sia a livello nazionale che internazionale.

Secondo Efthimios Papadopoulos, poliziotto e capo del Dipartimento per la Lotta dei Traffici di Esseri Umani, i funzionari greci mancano di educazione. E’ richiesto anche un quadro legale che fornirà supporto alle vittime in tutte le fasi.

 

Traduzione di Sara Merlino

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