giovedì, ottobre 18

Musica siciliana: i cantanti più famosi di oggi e di ieri Negli ultimi secoli, la lingua siciliana è stata valorizzata dalla tecnica interpretativa dei cantastorie, spesso ambulanti: ma non solo

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In Italia ogni regione é legata alle sue tradizioni e alla propria cultura, attraverso i differenti dialetti, gli usi e i costumi che caratterizzano il nostro immenso patrimonio artistico. Da questo punto di vista, la nostra Penisola offre numerose sfaccettature musicali, che vanno dal classico al folklore, passando per le scuole cantautorali, fino alle nuove leve che mescolano la nostra tradizione a sonorità di importazione anglo-americana. Diamo inizio al nostro viaggio dal sud, precisamente dalla Sicilia, regione ancorata alla memoria storica e artistica dovuta alle numerose dominazioni che, nel corso dei secoli, si sono susseguite sul territorio.

Una moltitudine di civiltà che, attraversando e occupando quella che possiamo considerare la più grande isola del Mar Mediterraneo, hanno contribuito alla nascita del canto popolare siciliano. L’armonia dell’isola affonda le proprie radici principalmente dall’antica Grecia e trae spunto dalla cultura arabo-saracena, sia per quanto concerne la linea melodica che nei suoni e nell’utilizzo di strumenti etnici, come lo zufolo (simile al flauto), il marranzano (meglio noto come scacciapensieri), la quartara (una specie di giara in terracotta), la zampogna, il tamburello e la fisarmonica. La musica è una di quelle forme espressive innate nell’uomo, la natura stessa offre spunti attraverso i suoni, le melodie e il nostro linguaggio. Secondo la mitologia greca a scoprire questa forma d’arte sarebbero stati Orfeo e Lino, entrambi figli di Apollo, per esprimere in maniera diversa la spiritualità dell’essere umano che, fino a quel momento, prediligeva uno stile di vita più selvaggio.

Negli ultimi secoli, la lingua siciliana è stata valorizzata dalla tecnica interpretativa dei cantastorie, spesso ambulanti, che rappresentavano i progenitori di quelli che oggi possiamo identificare come cantautori e artisti di strada. Cantori nomadi specializzati nella narrazione di storie, sia reali che di fantasia, come le leggende o le fiabe. Tra i motivi popolari siciliani più noti, citiamo i due più famosi: ‘Ciuri ciuri’ e ‘Vitti na crozza’, che hanno letteralmente fatto il giro del mondo e appartengono ormai alla nostra memoria collettiva.

Sono numerosi i gruppi, ancora oggi, che si affacciano al panorama folk isolano, rispettandone e valorizzandone la tradizione, tra cui: i Tinturia, gli Agricantus, gli Sciroccu, i Kunsertu e gli Akkura. A questi si sono susseguiti numerosi artisti pop che hanno tratto spunto dalle proprie radici per le loro rispettive produzioni. Tra i più ispirati troviamo senza ombra di dubbio Franco Battiato, che ha preso più volte spunto dalla sua amata terra per impreziosire la poetica del suo repertorio d’autore, sperimentando la musica etnica con l’elettronica e sonorità orientali con il rock progressivo. Tra le quote rosa non possiamo non citare l’indimenticata Giuni Russo, la talentuosa Gerardina Trovato e l’icona Marcella Bella che, insieme al fratello Gianni, ha composto pagine bellissime della storia musicale nazionale.

Tantissimi i cantautori, da Mario Venuti a Cristiano Malgioglio, passando per Umberto Balsamo, Cesare Basile, Angelo Avarello, Natale Galletta, Gianni Vezzosi, Vincenzo Spampinato, Pippo Pollina e Franco Morgia, tra cui diversi esponenti del genere napoletano neomelodico, un fenomeno in ascesa ancora oggi, come: Gianni Celeste, Tony Colombo, Angelo Cavallaro, Nino Fiorello, Carmelo Zappulla, Gaetano Barone e Matteo Milazzo. Per non parlare dei tantissimi artisti siculi che hanno calcato il palco del Teatro Ariston del Festival di Sanremo, tra cui Silvia Salemi, Francesca Alotta, Antonella Arancio, gli Sugarfree, Ivan Segreto, gli Archinuè, Patrizia Laquidara, i Marta sui Tubi, Andrè, Miele e Veruska. Tra gli altri cantanti nati in Sicilia, che esportano all’estero i colori e i sapori di questa meravigliosa regione, attraverso la loro musica, ricordiamo: Ignazio Boschetto e Piero Barone (due dei tre tesorini de Il Volo), la cantante crossover Filippa Giordano (stabilitasi in Messico come ci ha lei stessa raccontato in un’intervista esclusiva), il crooner catanese Mario Biondi (che, con il suo timbro vocale caldo e passionale riconducibile a Barry White, riscuote grande successo in giro per il mondo), l’italo-belga Salvatore Adamo, Carmelo e Michelangelo La Bionda (considerati gli ideatori della italo-dance anni ’70), Roy Paci & Aretuska e Alborosie, tra i più importanti cantanti reggae della scena mondiale che ha trovato la sua fortuna discografica trasferendosi in Giamaica.

Sono tanti gli artisti di altre regioni che hanno speso belle parole per la Sicilia, dedicandole bellissime canzoni come, ad esempio, Pino Daniele in ‘Sicily’ o Lucio Dalla con ‘Siciliano’, per non parlare di Fabrizio Moro con ‘Pensa’, brano di denuncia contro la piaga mafiosa. Numerosi anche gli addetti ai lavori, coloro che da dietro le quinte hanno contribuito alle carriere di molti artisti sopracitati, parliamo dei parolieri e dei compositori: Giuseppe Anastasi (che ha scritto i più grandi successi di Arisa), Kaballà (autore di Anna Oxa, Raf, Eros Ramazzotti, Marco Mengoni, Alessandra Amoroso e molti altri), il chitarrista Ricky Portera, i pianisti Andrea Alberti e Domenico Piccichè, il sassofonista Francesco Cafiso e il direttore d’orchestra Pippo Caruso. Tra le nuove leve, infine, segnaliamo: il modicano Giovanni Caccamo (vincitore delle Nuove Proposte a Sanremo 2015), il giovane cantautore palermitano Nicolò Carnesi, il siracusano Lorenzo Urciullo (noto con lo pseudonimo di Colapesce), la raffinata caltagironese Levante, l’astro nascente della musica leggera italiana Lorenzo Fragola (vincitore dell’ottava edizione di X Factor), e il nisseno Luigi Salvaggio che si è recentemente aggiudicato il titolo del sessantesimo Festival di Castrocaro.

Per concludere, negli ultimi vent’anni si è fatta notare discograficamente la ‘cantantessa’ catanese Carmen Consoli, autrice di numerosi brani di successo molti dei quali eseguiti in dialetto, che a proposito della sua terra ha detto: «La mia regione è un dono di Dio, ci sono posti che non ti immagini, alla fine di una strada ti imbatti in un anfiteatro fatto di pietra lavica, e se sali sull’Etna e vedi il mare, beh, allora capisci perché chi conosce la Sicilia ne sia innamorato».

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