martedì, Maggio 24

Tra fortuna e sfortuna: la sorte combattuta del numero 13 I sentimenti legati al 13 sono contrastanti e se alcuni lo guardano con terrore, altri lo considerano un numero fortunato. Perché questa dicotomia?

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C’è chi pensa che le superstizioni siano fandonie per ingenui illetterati e chi, invece, non oserebbe mai sfidare il destino, trasgredendo a una credenza popolare.

Alcuni di noi hanno articolati rituali, ai quali attribuiscono il potere di cambiare le sorti del loro futuro: non regalare perle alle spose novelle per evitare lacrime amare, non iniziare un nuovo progetto di martedi o venerdi (sulla falsariga del detto: “ne’ di venere ne’ di marte non si arriva e non si parte”), capovolgere un bicchiere per aiutare nella ricerca di un oggetto smarrito e molti altri. Altri hanno dei riti personali e non standardizzati che seguono più o meno meticolosamente, nella convinzione che possano influenzare il risultato delle azioni stesse.

Anche coloro che guardano ai suddetti rituali con scetticismo, spesso hanno una simpatia o antipatia, forse inconscia, per numeri specifici, che si rivelerà al momento di scegliere un posto a sedere, una data o magari per un’estrazione.

Tra l’infinita progressione numerica e le innumerevoli sfumature di sentori associati, il numero 13 é uno di quelli che causa le più forti reazioni. I sentimenti legati al 13 sono contrastanti e se alcuni lo guardano con terrore, altri lo considerano un numero fortunato. Perché questa dicotomia?

Ecco una raccolta di ragioni possibili per la sorte combattuta di questo numero.

Il 13 porta tenebre nella tradizione scandinava

Secondo lo storico del folklore Donald Dossey, la natura sfortunata del numero ‘13’ ha avuto origine da un mito nordico. Durante un banchetto organizzato dagli Dei in Valhalla, il semidio Loki, spregevole e subdolo si presentò senza essere stato invitato, con lo scopo di infierire su Balder, divo saggio e bellissimo. Il perfido Loki non solo sfruttò la cecità del fratello di Balder per ucciderlo, ma, così facendo, innescò una faida sanguinosa. A causa del malvagio divo, ebbe inizio la rovina della stirpe divina e il conseguente “crepuscolo degli dei”.

Un porto sicuro per i devoti di Sant’Antonio

Secondo lo studio sulle superstizioni degli italiani elaborato dal portale Slotgallinaonline per i devoti di Sant’Antonio, il 13 ha un significato ben più rassicurante: in tutta la vita del Santo Padovano il numero 13 è ricorrente. Il 13 è il giorno in cui Sant’ Antonio è nato (secondo alcune fonti la data reale sarebbe il 15) ed il giorno in cui è salito al Cielo. Il 13 giugno è il giorno in cui la Chiesa lo ricorda e 13 sono i miracoli che ogni giorno accadrebbero per intercessione del Santo. Il 13 ritorna anche nelle invocazioni a S. Antonio: nelle tredici settimane precedenti la sua festa, i devoti bisognosi di aiuto recitano la lunga preghiera chiamata la ‘tredicina’. Secondo lo stesso studio e sempre in chiave religiosa, la numerologia sacra attribuirebbe a questo numero i valori di pienezza, unicità e perfezione.

Particolarmente funesto a tavola?

Forse il più celebre episodio in cui il 13 potrebbe aver giocato un ruolo decisivo è l’Ultima Cena: in quella occasione i discepoli si sedettero a tavola per un momento conviviale e di celebrazione religiosa ma la partecipazione di Giuda, il tredicesimo invitato, causò la svolta funesta che la maggior parte di noi conosce. In realtà, il tradimento di Giuda avvenne lontano dal tavolo conviviale ma se connettiamo questo evento con il primo della lista, possiamo capire perché per molti sia anche istintivamente scomodo sedersi ad un tavolo con 13 invitati. La sensazione è così diffusa e radicata, che nella Francia Ottocentesca esisteva una figura professionale ( chiamata il “Quattordicesimo”) che veniva ingaggiata per unirsi ai convivi in cui partecipavano tredici invitati.

La persecuzione dei Templari

I Cavalieri Templari, misteriosi protettori della cristianità e noti ai  piú per le loro avventure e lotte in scintillanti armature fungevano anche da banca per i re europei. Agli inizi del Quattordicesimo secolo, dopo che il re di Francia Filippo IV perse una guerra con l’Inghilterra il debito verso i Templari divenne insostenibile. Per sollevarsi dall’onere, Filippo IV cospirò con papa Clemente V iniziando una persecuzione sanguinosa degli appartenenti all’ordine che vennero accusati di profanazione e adorazione di falsi dei. Il 13 ottobre 1307  marca l’inizio della persecuzione, quando il supremo Gran Maestro Jacques De Molay venne arrestato insieme ad altri Templari e le loro ricchezze furono confiscate da Filippo il Bello.

Dopo tutti questi racconti, speriamo di non avervi spaventato. Moltissimi eventi sono successi in svariate date nel corso della storia e sebbene alcuni di numeri siano ricorrenti nelle vite di ognuno di noi, il confine tra coincidenza notata e segno del destino lo traccia ognuno di noi, secondo le proprie inclinazioni. Una cosa è certa: tra cornetti rossi, corna sul ferro e gatti neri, se anche da oggi vi abbiamo convinto ad essere un po’ piú scaramantici sarete sicuramente in buona compagnia!

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