lunedì, Giugno 21

Totò e Peppino tra Vaticano e Italia

0
1 2


Forse solo Totò e Peppino redivivi potrebbero rappresentare al meglio le vicende intrecciate di storie vaticane ed italiane, quelle di Lucio Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui in uno Stato, quelle di Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni nell’altro, il nostro. Il Principe Antonio De Curtis (Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio in arte Totò) ed il suo complicecompare artistico il Cavaliere di gran croce Giuseppe De Filippo (in arte Peppino) erano soliti attraversare complicate ed inverosimili situazioni. Ma neppure nelle diuturne cronache dello strapaese delle meraviglie eravamo giunti sinora a simili vette di comicità, da sembrare addirittura eccessive: fosse la sceneggiatura di una commedia all’italiana si starebbe attenti a moderarsi per non rischiare l’incredulità degli spettatori.

Adesso salta fuori addirittura un viaggio a Dubai del sacerdote ‘chiave’ della nuova Vatileaks che vede coinvolti pure i giornalisti Emiliano Fittipaldi, de ‘l’Espresso’ ed autore del libro ‘Avarazia’, e Gianluigi Nuzzi, conduttore di ‘Quarto grado’ ed autore di ‘Via Crucis’. Balda vi andò con Giuseppe De Donno, ex colonnello dei Ros dei Carabinieri, tuttora sotto processo per la trattativa Stato-Mafia. Negli Emirati arabi il monsignore avrebbe consegnato ai servizi segreti cinesi la cartella clinica di Papa Francesco. Falsa. In realtà della madre dello stesso Balda. Già a settembre 2015 gendarmi ed inquirenti vaticani che indagavano sull’ex segretario della ‘Commissione vaticana sulle finanze della Santa Sede’, la Cosea, gli avevano sequestrato cellulare e computer. Ed oltre a tutto il resto individuato i file di elettrocardiogramma ed analisi del sangue di sua mamma ultraottantenne, ma con sovraimpresso il nome di Jorge Mario Bergoglio. «Siamo andati a Dubai insieme per tre giorni tra dicembre 2014 e gennaio 2015» conferma De Donno, che dopo aver lasciato l’Arma ed i Servizi segreti è divenuto Amministratore delegato della ‘G-Risk’, agenzia di security ed intelligence con sede a Roma. Guidata per lungo tempo da Mario Mori, ex capo del Sisde, i Servizi segreti militari, i più importanti, e lui pure a processo per la ‘trattativa’: nella stessa società è stato assunto anche un ex Brigatista Rosso, e dei più rilevanti, Valerio Morucci. Giusto per non farci mancare proprio niente. «Conosco Balda dal 2014, è stata la Chaouqui a presentarmelo» continua a spiegare De Donno. «Dovevo andare a Dubai per lavoro, lui per incontrare persone legate all’associazione benefica ‘Messaggeri della Pace’ cui voleva chiedere finanziamenti. Balda girava con l’abito talare e un trolley, mi sembrava molto rilassato». Proprio in quei giorni avrebbe incontrato uno o più di quegli emissari cinesi cui consegnare la finta cartella clinica del Papa.

Intanto, ora, la signoramanontanto Chaouqui tra un turpiloquio e l’altro ha pensato bene di diffondere altro formidabile materiale da farsa. Erano già stati resi pubblici suoi messaggi telefonici in cui prometteva ‘sesso familiare’ al sacerdote, e lo ricattava neanche tanto velatamente. Ora ne escono altri in cui sostanzialmente alzava il livello di ricatto scrivendogli che se lui l’aveva registrata lei aveva fatto altrettanto. Nella propria memoria per il Tribunale, Balda affermava di avere trascorso una notte d’amore con lei in un albergo di Firenze (il 28 dicembre 2014 per la cronaca, forse per la Storia). Con un colpo di teatro, lunedì scorso è stata letta in aula una mail di Francesca del 27 maggio 2015, apparentemente molto compromettente per entrambi. Poi il livello sale. E, da eccellente sceneggiatrice, lei annuncia nuove sconvolgenti rivelazioni (assicurando tutti i particolari connessi), per l’udienza di venerdì 18 marzo. Ben sapendo che a causa delle sue condizioni di salute preparto l’appuntamento sarebbe stato quasi certamente rinviato di almeno una ventina di giorni come in effetti avvenuto. Così l’attenzione, e l’attesa, cresce e si prolunga indefinitamente.

Scrive dunque ben estesamente la Chaouqui su Facebook, e sintetizziamo per quanto possibile. «Oggi mi è tornato in mente un evento vissuto con Vallejo Balda tre anni fa. Era il 2 ottobre 2013, io e Corrado» Corrado Lanino, il marito «compivamo 10 anni di matrimonio. (…) Due anni dopo io e lui» nel senso di Balda «e sua madre a Firenze. Lei dormiva. Noi eravamo seduti ad un tavolino a due metri di distanza dalla stanza dal letto… Balda quasi piangeva, rimpianti, rimorsi (…). Mi fece una confidenza, qualcosa che mi disse sapevo solo io. Resto lì, ascolto. Piango insieme a lui. Ne capisco il dramma, di uomo e di sacerdote. Ma lui è mio amico. E gli amici lo sono sempre, qualsiasi cosa nasconda il loro passato. Ero sincera, non fingevo, come forse fece lui. Sincera nel dirgli che non importava chi aveva amato, che non importava di che sesso fosse quella persona, e cosa fosse derivato dai quei giochi, che qui a Roma, Astorga era lontana, nessuno sapeva. E se anche si fosse saputo un amore se rende felici vale forse la pena di essere vissuto. Pensai all’uomo e scordai il vestito che portava. (…) La certezza di confessare qualcosa di enorme che per me, da laica, era niente di eccezionale. Finì così quella notte… Fra lacrime e promesse che saremmo stati amici per sempre. Finì con la promessa di un segreto di un amico che avrei custodito fino alla morte, come ho fatto. Anche quando quella notte e quella confessione si sono trasformati in una notte di sesso con me, che stando alle parole di Balda sarebbe stata la prima con una donna in tutto l’arco della sua vita».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->