mercoledì, Settembre 22

Torturato nelle carceri di Assad 'Sono cittadini siriani, il loro lavoro è torturare la gente per conto di Assad'

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È morto qualcuno per le torture mentre tu eri lì?

Morire di tortura lì fa parte della routine del giorno lavorativo. È un esercizio quotidiano. Ho assistito all’uccisione di tanti prigionieri sotto tortura. Vedevo i loro corpi inanimi gettati nei corridoi che portavano alle celle o nei bagni o nelle celle di isolamento o nelle aule delle divisioni di intelligence. Alcune celle sono piccole e isolate. Piccole prigioni collettive. La maggioranza delle celle si trova sottoterra.

Chi ti torturava?

Ci sono diversi livelli di risposta a questa domanda. Partiamo dal livello più diretto: la nazionalità di coloro che sono responsabili di queste torture. Sono cittadini siriani e il loro lavoro è torturare la gente. Loro si danno nomi strani per diverse ragioni, non ultimo per suscitare terrore nei detenuti. Ma anche per nascondere il proprio vero nome. E per legare il proprio nome al ricordo dell’orrore che ciascun detenuto ha provato e di cui si ricorderà quando verrà rilasciato, per far sì che nessuno possa nemmeno pensare di tornare indietro più tardi dimostrando che il lavoro non è stato fatto bene e che il governo non deve essere soddisfatto di quanto compiuto.

C’è un livello di risposta che riguarda l’istruzione: la maggior parte degli aguzzini non ha alcuna istruzione, alcuni di loro hanno finito le scuole primarie o le secondarie. Alcuni hanno un passato da criminali e altri hanno una grande fama di fedeltà alla Siria. Alcuni credono nella fedeltà e nel sacrificio per il proprio Paese: si potrebbe definire gente molto diligente, ma fedeltà al Paese per loro significa solo fedeltà a Bashar al-Assad. Per quello che gli è stato insegnato e per il loro modo di pensare il Paese è il presidente della Siria: Bashar al-Assad. Per loro lealtà significa torturare tutti coloro che si oppongono a questo presidente: chi è all’opposizione è definito traditore del proprio Paese, traditore di Bashar al-Assad.

C’è un altro livello di risposta e riguarda chi è responsabile delle torture: Bashar al-Assad. Io lo so perché gli investigatori, mentre mi torturavano, mi dicevano: ‘dovresti dirci tutto quello che sai perché ho luce verde dai più alti livelli per fare tutto quello che voglio per strapparti le informazioni, anche se tu dovessi morire sotto tortura’. E lo facevano: subito dopo mi torturavano selvaggiamente.

Come sei uscito di lì?

Sono uscito tutte e due le volte per una ‘grazia presidenziale’. Nelle dittature, che si fondano sul volere di un solo uomo e sul potere di grandi famiglie, tribù, religioni o ceti militari, il rilascio dei prigionieri di coscienza avviene per cosiddetta ‘grazia presidenziale’. Il concetto è questo: come avveniva un tempo, il presidente diventa Dio o deputato di Dio ed emette i decreti di liquidazione, pena e amnistia.

 

Firas Fayyad oggi vive in Turchia. Una commissione investigativa indipendente, la CIJA (Commission for International Justice and Accountability) fondata nel 2012 dall’investigatore canadese Bill Wiley in risposta alla guerra civile siriana e presieduta dall’avvocato americano Chris Engels, ha recentemente presentato un rapporto legale di 400 pagine basato su migliaia di documenti top-secret sottratti all’intelligence siriana. Secondo il rapporto, la tortura sistematica e l’assassinio di centinaia di migliaia di siriani sono stati autorizzati per iscritto dal presidente Bashar al-Assad, coordinati dai suoi servizi segreti ed eseguiti da operativi del regime Questi ultimi hanno sistematicamente fatto rapporto delle proprie azioni ai loro superiori di Damasco.

 

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