mercoledì, Maggio 12

Tornano disponibili i libri del passato

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In una recente intervista con Matteo Galiazzo abbiamo parlato del fatto che i suoi libri pubblicati negli anni ’90 e da tempo fuori catalogo sono tornati disponibili in formato ebook. L’artefice di questo ritorno è Marco Drago, direttore della collana Laurana Reloaded che si dedica al recupero in formato elettronico di opere di scrittori italiani scomparse dalla circolazione. Drago ha esordito come scrittore nel 1998 con ‘L’amico del pazzo’, pubblicando diversi altri libri per Feltrinelli e altri editori; ha scritto di libri, musica e altro su un gran numero di testate italiane; è conduttore radiofonico per la Radiotelevisione Svizzera Italiana, con trasmissioni come ‘Spiaggiati’; ma soprattutto è stato il fondatore di ‘Maltese Narrazioni’, artigianale e autorevole rivista letteraria su cui a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 scrisse gran parte degli autori più noti e apprezzati di allora. Gli abbiamo chiesto di parlarci degli obiettivi della sua collana.

 

Che cos’è Laurana Reloaded?

È una collana di recupero di testi tenuti fuori catalogo. Non è legata a un momento storico: non abbiamo paletti che riguardino l’anno di uscita. Finora ci siamo rivolti a libri usciti negli anni ’90 o all’inizio degli anni ’00, però ora sto cercando di andare un po’ più indietro: anche in precedenza in Italia si pubblicava narrativa, anzi, spesso gli autori esordivano per essere poi completamente dimenticati.

Come è nata la collana?

È davvero nata completamente in Rete: sul mio profilo Facebook, che di solito uso solo per il cazzeggio, avevo pubblicato un post in cui esortavo gli editori italiani a valorizzare il loro catalogo approfittando delle poche spese che l’immissione sul mercato di un ebook comporta. Se non hanno voglia, soldi, tempo di ristampare i loro libri di qualche anno fa, potrebbero pensare di pubblicarli tutti in ebook, a disposizione di chi li vuole comprare. Rimarrebbero per sempre lì, con una spesa minima e un vantaggio enorme per il lettore. Questa idea è stata letta da Gabriele Dadati di Laurana, che mi ha detto: parliamone, magari lo facciamo noi. E nel giro di un mese, era il 2013, abbiamo cominciato a lavorare a questo progetto. Mi ha dato praticamente carta bianca, e mi sono messo a fare il lavoro di contattare gli autori, verificare che i diritti siano tornati a loro o, in caso contrario, chiamare gli editori e chiedere se hanno intenzione di ripubblicare il testo. Va detto che in quasi tutti i casi i contratti originari non prevedono l’ipotesi dell’ebook, in quanto all’epoca non esisteva ancora, ma per educazione e opportunità ci si fa comunque vivi con l’editore cartaceo.

DI solito come vanno le cose?

Le situazioni sono state diverse per ogni autore. Alcuni erano tornati in possesso dei diritti. In altri casi i diritti erano ancora dell’editore originario, che ci ha detto: fate pure. Ci sono stati anche casi come quello di Matteo Galiazzo, che aveva già avuto una proposta da Einaudi per pubblicare in ebook i suoi tre libri, ma ha scelto comunque di farli uscire con noi. Si parla comunque di libri usciti dieci o anche vent’anni fa, e che gli editori originari di solito hanno comunque perso, perché la maggior parte dei contratti recita che se l’editore non mostra più interesse a ristampare il libro e a tenerlo in libreria, l’autore ha il diritto di riprenderselo e farne quello che vuole. E il caso è quasi sempre quello: l’editore fa la prima edizione e tutto finisce lì, quindi anche nel giro di soli tre o quattro anni l’autore può, in teoria, riprendersi i diritti senza che ci sia possibilità di rivalsa.

C’è stato qualcuno che ti ha detto di no?

Sì. Per esempio ci tenevo molto a fare ‘La buona e brava gente della nazione’ di Romolo Bugaro, uscito per Baldini & Castoldi nel 1998, però mi ha risposto che gli autori suoi corregionali, veneti, Tiziano Scarpa, Mauro Covacich e così via, stavano pensando di creare una specie di collettivo, una casa editrice autonoma e indipendente che si sarebbe occupata di riproporre in ebook i loro vecchi cataloghi. Io però dopo due anni non ho ancora visto sorgere il progetto, quindi forse tornerò alla carica.

Ero partito con l’idea di fare tantissimi libri introvabili, per esempio il primo di Sandro Veronesi, ‘Per dove parte questo treno allegro’, però molti autori, soprattutto quelli che vendono tanto, per una questione di opportunità preferiscono rimanere legati all’editore che li pubblica attualmente. Per esempio Marco Franzoso, di cui avrei voluto pubblicare ‘Westwood dee-jay”, ma che credo preferisca ripubblicarlo in ebook con la sua attuale casa editrice, Einaudi. E la stessa cosa vale per Michele Mari, di cui volentieri avrei ripubblicato molti libri che oggi non si trovano più.

Che risultati sta avendo la collana?

In termini assoluti non ti so dare delle cifre, ma si parla di qualche centinaio di download all’anno per ogni titolo, con quelli più popolari che vengono scaricati dieci volte tanto rispetto a quelli più difficili e sperimentali, che magari arrivano solo a 40-50 download. Il vantaggio è che questi libri non si esauriscono, e se si riesce a mantenerli vivi e a creare un po’ di attenzione sulla collana è facile che continuino a vendere costantemente. La cosa impagabile però è avere la possibilità di mettere i titoli a disposizione di qualunque lettore, praticamente per sempre. Lo si può fare senza guardare troppo all’aspetto economico: mettere online un ebook non costa troppo all’editore. Oggi, anche con i grandi editori, ci sono situazioni assurde: se un ragazzo di diciotto anni vuole leggersi ‘Le mille luci di New York” di Jay McInerney, per dire, non lo trova in formato elettronico. Al massimo riesce a trovare su Amazon qualche vecchia versione cartacea. Ci sono dei libri degli ultimi trent’anni che hanno avuto un’importanza storica ma non hanno avuto ristampe, e dovrebbero avere una versione elettronica perché non spariscano più dal catalogo. È una cosa che in Italia si fa ancora a fatica, o non si fa per nulla.

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