mercoledì, Settembre 22

Torino: viaggio tra i poveri, ultima fermata disperazione Un giorno alla mensa dei poveri del Cottolengo, povero tra i poveri in attesa di un pasto

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«Se vuoi vedere la bellezza delle stalattiti e delle stalagmiti devi scendere nelle profondità delle grotte». Inizia così il mio viaggio tra gli ultimi, i diseredati, gli invisibili, che mangiano e dormono presso le mense per i poveri e i dormitori pubblici di Torino. Un percorso tutt’altro che facile, ma necessario, per portare all’attenzione dei cittadini e dei lettori che molti di noi scivolano lentamente nell’abisso della povertà, della solitudine, della disperazione e dell’emarginazione, risucchiati da un sistema politico e finanziario per i quali siamo ‘numeri statistici accettabili’ e non persone alle quali sono state tolte dignità e speranza.

Ho scelto di pranzare alla mensa per i poveri del Cottolengo di Torino, nella zona Balon, coordinata da Fratel Domenico. Sono entrato nella mensa e sono stato accolto da Ivan, un volontario storico, al quale ho spiegato che desideravo stare in mezzo ai poveri per scrivere questo articolo e portare all’attenzione dei lettori, il dramma che quotidianamente si compie tra l’indifferenza della politica e dei cittadini, che esorcizzano la condizione di povertà come se non esistesse e non potrà mai toccarli direttamente.

Quanti sono i poveri in Italia: i cittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà e coloro che sono a reddito zero, ha toccato quota 6 milioni, il 10% della popolazione. Numeri enormi, che vengono letti come ‘percentuali statistiche accettabili’ dall’UE. Un dramma umano che ogni giorno si vive in tutte le strutture di volontariato che operano in Italia e che si occupano dei poveri, offrendo aiuto, sostegno ed il loro conforto …. con l’aiuto della Divina Provvidenza.

Quanti sono i poveri in Europa: le statistiche sono impressionanti, parlano di oltre 20 milioni di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà. Numeri che ricordano tragicamente la seconda guerra mondiale e le condizioni di vita della popolazione civile in quel periodo; mentre il Welfare europeo è incapace, o non vuole trovare soluzioni per alleviare la sofferenza quotidiana di queste persone, semplici cifre statistiche accettabili dai burocrati.

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