mercoledì, Maggio 12

Too much information image

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SOLITUDINE

 

Un’affezionata Lettrice de ‘L’Indro‘ lanciava un paio di settimane fa un grido di dolore molto significativo, in relazione ai delitti e ai suicidi che costellano le pagine di cronaca nera dei nostri quotidiani.

E’ da presumere che non sia il nostro Paese a mantenere particolarmente alta la media mondiale di questo tipo di avvenimenti, salvo forse per gli ammazzamenti di mafia e camorra che sono un tratto caratteristico italiano, anche se ogni nazione ha la sua malavita organizzata in servizio permanente effettivo.

Ma l’ambito di cui vogliamo parlare oggi  non è quello delle morti violente maturate nei prevedibili  ambienti malavitosi, o durante una rapina a mano armata. Sono i delitti della porta accanto, le coppie, anche  avanti con gli anni, che si massacrano a vicenda, gli uomini che non accettano la fine di una storia sentimentale (per lo più clandestina) dando luogo a carneficine di donne innocenti, i nipoti che uccidono la nonna per pochi euro, i giovani e giovanissimi che si suicidano per paura di una  brutta pagella o perché la loro omosessualità non viene accettata nel proprio cerchio di relazioni.
O anche le tragedie non cruente ma portatrici di ferite psicologiche a lunghissimo termine, come la prostituzione delle ragazzine in cambio di beni materiali  non di prima necessità ma di consumo incredibilmente effimero e fatuo, come una ricarica telefonica.

Al di là deIle risposte sociologiche e antropologiche che gli specialisti tentano di dare studiando le cause e i meccanismi primari alla base di questi episodi, l’aspetto che aveva colpito, e giustamente, la nostra Lettrice riguarda un lato non meno inquietante, anche se collaterale alla questione: nessuno sa più niente di nessuno.  Mamme, papà, nonni, zii, amici, tutti  pronti a dichiarare al cronista di turno che no, mai avrebbero pensato che figli, nipoti, cugini, amici covassero quel malessere, quel disagio così insopportabilmente grande da sfociare in un atto estremo come togliere la vita al parente stretto, al partner di una vita o a se stessi.

La comunicazione, l’informazione.  Due totem della nostra epoca che hanno subito la metamorfosi più repentina mai registrata nella storia dell’evoluzione della società. L’evo contemporaneo ha basato la relazione indiretta tra esseri umani su un congegno fondamentale, il telefono. Il quale sembrava aver raggiunto il top, il periodo di massimo splendore negli anni novanta con la rivoluzione dei cellulari, apparecchi che a noi quarantenni di allora sembravano ammantati di un’aura magica per la prestazione, unica ma mirabolante, che consentivano.
Poi qualcuno inventò gli sms. E qualcun altro i social network. Mentre la tecnologia correva, inarrestabile come la Locomotiva di Guccini, verso il perfezionamento della rete internet, arrivata in tasca a tutti con gli smartphone di ultima generazione insieme alla condivisione globale, attuale ma certamente transitoria frontiera della comunicazione in tempo reale. Chissà cos’altro arriverà domani.                                                        

«Too much information is drivin’ me insane», cantavano profetici   The Police di Gordon Sumner, detto Sting, alla fine degli anni ottanta. La follia si sta compiendo, ora. Perfino l’atto di ascoltare una voce, di trasmettere oralmente, anche via telefono, un pensiero, è percepito  come un fastidio, una contaminazione della propria intangibile solitudine, valore sacro e condanna suprema di un tempo asettico, ormai refrattario all’empatia, al calore del dialogo verbale.

Ognuno sta solo, sul cuore della rete?

Ultima ora, ultima notazione: Mick Jagger si dice sconvolto dal suicidio di L’Wren Scott, stilista, sua compagna dal 2001. Dice il ‘New York Post’ che una sfilata molto importante era stata annullata per l’arrivo in ritardo di alcuni tessuti. «Era molto attiva su Instagram, mentre di recente si era calmata e non aveva postato così tanto», riferisce il quotidiano. Come non pensare che qualche tweet di meno e magari una chiacchierata in più con Mick, o con qualcun altro, avrebbero potuto salvarle la vita?

 

 

 

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