giovedì, Agosto 5

Toni alti e colpi bassi L'irruenza senza precedenti della campagna elettorale

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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è in questi giorni in Svizzera per una visita ufficiale. Nel corso della serie di colloqui bilaterali condotti dal Presidente della Confederazione Didier Burkhalter, Napolitano ha dichiarato che «L’Italia attraversa una fase complessa e cruciale» di confronto al proprio interno per definire e avviare significative riforme strutturali; riforme che costituiscono il presupposto «di un futuro degno della nostra storia e delle nostre potenzialità». Riguardo la UE, il Presidente ha detto che «L’Europa solo ora inizia a mostrare ancora troppi timidi segnali di ripresa dopo 6 anni di crisi economica ed è attraversata da pulsioni e populismi che mettono in discussione struttura ed obiettivi della costruzione comune». Ha colpito, poi, il riferimento alle elezioni europee: «Vorrei assicurarvi che l’asprezza del confronto politico, e in questo momento dello scontro elettorale, non ci farà deviare dalla concentrazione delle nostre energie sul progetto dell’Unità europea nel senso più ampio e comprensivo dalla espressione».

Un accenno di rassicurazione abbastanza irrituale, che probabilmente risponde ai timori suscitati all’estero dall’irruenza senza precedenti che caratterizza la campagna in corso per le europee. Trasformata dai 3 maggiori partiti in una sorta di giorno del Giudizio per il Governo Renzi, per il M5S e per FI, nelle ultime settimane la campagna elettorale ha progressivamente cannibalizzato l’intero dibattito politico, arrivando perfino a coinvolgere – loro malgrado – figure dello scenario europeo: si pensi, a riguardo, alle polemiche di Silvio Berlusconi contro Martin Schultz, il candidato del PSE alla presidenza della Commissione Europea, e contro “burocrati” e governanti che avrebbero manovrato nell’ombra per far cadere il Governo dell’ex Cavaliere. L’intervista di Jeremy Paxman all’ex premier, che andrà in onda stasera sulla BBC, promette di aggiungere un altro gustoso tassello alla serie; basti dire che tra le domande rivolte dal giornalista britannico a Berlusconi c’è anche la seguente: «Ha un particolare problema rispetto ad Angela Merkel? È vero che le ha dato della ‘culona’?».

In trepida attesa di conoscere la fatidica risposta, spostiamo la nostra attenzione sulla cronaca politica italiana. Da Milano, Matteo Renzi ha detto: «Domenica c’è da fare un derby, non tra Inter e Milan, ma tra chi pensa che il futuro dell’Italia sia evocare terrore e giocare sulla sconfitta e chi pensa, abbiamo mille limiti compreso il presidente del Consiglio, ma ci mettiamo in gioco e proviamo a cambiare le cose». E ha aggiunto: «Se riusciamo a portare il nostro entusiasmo in Europa rivoltiamo l’Italia come un calzino». Snocciolando l’elenco di cose realizzate e messe in cantiere dal suo Governo durante i primi 80 giorni, ha sottolineato che l’obiettivo è creare un «percorso di profonda modifica strutturale del nostro Paese», cercando di coinvolgere tutti nel processo e valorizzando i contributi di ognuno, perché «Per le rivoluzioni si fa un passo alla volta». Il premier si è anche soffermato sul tema delle riforme: «Vogliamo semplificare l’Italia: meno passaggi obbligatori ci sono e più semplicità nel fisco, nella giustizia e anche nella rappresentanza e meglio è». «Ci vogliono far credere – ha concluso – che è tutto disperazione e distruzione, anche con un linguaggio di morte. Io credo che l’Italia abbia, indipendentemente dai colori politici, una occasione straordinaria di speranza e di ripartenza: c’è un allineamento astrale che vede le elezioni europee con l’elezione di nuovi vertici istituzionali europei e la possibilità di 180 miliardi di euro di fondi europei».

Il Silvio Berlusconi apparso questa mattina davanti alle telecamere di “L’aria che tira” (La7) ha giocato pesantemente all’attacco, arrivando a imbracciare il vessillo del giustizialismo più corrivo. Bersaglio pressoché esclusivo delle sue attenzioni è stato Beppe Grillo: «Lui è uno esperto sul non entrare in prigione con colpa ha ucciso 3 amici. È condannato per omicidio plurimo colposo è pregiudicato e assassino ha scampato la prigione e non dovrebbe tornare su questi argomenti. (…) Ha ucciso tre amici è entrato dentro una strada dove c’era un cartello che diceva strada impraticabile per lastre di ghiaccio. Lui è riuscito ad uscire dalla macchina le altre tre persone no e sono morte. Lui è stato condannato per omicidio plurimo colposo a 14 mesi di carcere». Non pago, l’ex Cavaliere ha aggiunto che «Tutti nel mondo dello spettacolo sapevano che questo signore non faceva spettacoli se non era pagato in nero. Poi è stato denunciato da un imprenditore, ed ora fa il moralista?»

La replica di Grillo al violento attacco dell’ex premier non si è fatta attendere: «È un pover’uomo che non crede nemmeno più in quello che dice. Sta zampettando da una televisione all’altra per salvare le sue aziende, non gli elettori».

Ancora oggi hanno risuonato sui media e sui social network gli echi dell’intervista di Bruno Vespa a Grillo, andata in onda ieri sera in seconda serata su Rai1: a 20 anni di distanza dalla sua ultima apparizione sulla Tv pubblica, l’ex comico ha preparato il suo “rientro” in maniera spettacolare, trasformando la puntata di Porta a Porta” in un rutilante one man show. Non meno del dibattito della trasmissione, hanno destato scalpore i dati record d’ascolto: la trasmissione è stata vista da ben 4.276.000 telespettatori. Mai puntata di “Porta a Porta” è sembrata più viva, un regalo che Vespa (altro che “fossile”) saprà capitalizzare, molto di più dei poco lusinghieri epiteti regalatigli dal suo ospite.

Oggi il leader 5Stelle era in piazza di Montecitorio con un assegno gigante per il Restitution day. Avvicinato dai cronisti, ha dichiarato: «Credo che Renzi abbia capito di aver perso. E per questo si attrezza per dire che questo voto non conta. Invece conta e questi sono gli ultimi giorni di Pompei». Dopo le elezioni, ha aggiunto, «andremo sotto il Quirinale per protestare: questo è un Presidente della Repubblica delegittimato. Non ha alcuna base politica e sociale». Sulla legge elettorale, poi, Grillo dice che «Vogliamo andare alle elezioni con la legge elettorale che c’è, non con quella nuova», perché l’Italicum la stanno facendo con «un condannato e massone».

Un articolo del tabloid tedesco “Bild” rende noto che il Vaticano avrebbe aperto un’inchiesta sul cardinale Tarcisio Bertone per appropriazione indebita di 15 milioni di euro. Il denaro di cui si sarebbe appropriato l’ex Segretario di Stato sarebbe stato versato a un produttore televisivo amico di Bertone. L’operazione sarebbe avvenuta nel mese di dicembre del dicembre 2012 «con una obbligazione convertibile», e sarebbe andata in porto nonostante alcune obiezioni sollevate dalla banca vaticana; per sbloccare il trasferimento sarebbe stata decisive le pressioni esercitate da Bertone. A quanto pare, il direttore dell’Autorità di Informazione Finanziaria del Vaticano, Renè Bruelhart, ha detto di non poter «né confermare né smentire‘» la notizia dell’indagine.

Il cardinal Bertone ha smentito la notizia, affermando che nel fatto «non c’è alcuna rilevanza penale», dal momento che si tratta di un’operazione regolare approvata anche dal «consiglio di sovrintendenza dello Ior il 4 dicembre 2013». Comunque stiano le cose, la stranezza più incomprensibile è legata al fatto che non siano circolate notizie prima dell’articolo della “Bild”. Non meno singolare è l’assenza di commenti in Italia dopo che la notizia è trapelata.

 

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