mercoledì, Dicembre 1

Tombe musulmane del Medioevo scoperte nel Sud della Francia

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Che legame ci poteva essere tra musulmani e cristiani?

“Carcassone era una delle prime città conquistate e gli ostaggi erano mandati a Barcellona. Il secondo arrivo dei musulmani è stato a Nîmes, dove la popolazione avrebbe aperto le loro porte. Queste relazioni più pacifiche si possono spiegare perché i Francs che venivano dal Nord minacciavano i Visigoti ed erano protetti meglio dai musulmani. Per questo periodo storico non possiamo riflettere in termini di territorio francese”.

Yves Gleize vuole fare nuovi esperimenti per confrontare elementi nei denti e nelle ossa: “Questo permetterebbe di capire in quale ambito sono nati e usiamo i denti per sapere dove hanno trascorso gli ultimi anni delle loro vita”.

 

Perché questa è una scoperta importante?

La presenza musulmana in Spagna è confermata dopo la conquista della fine del VI secolo da molte tracce archeologiche. Ma non c’era nessuna prova fisica della loro presenza in Francia a quel tempo. Ci sono tombe musulmane dell’XI secolo a Marsiglia e Montpellier”, ha detto Yves Gleize “ma quelle di Nîmes sono le più antiche che abbiamo mai trovato. Queste informazioni unite a fonti storiche attestano della presenza musulmana a Nimes intorno al 720”.

Ma la scoperta di queste tombe solleva anche altre questioni. Questi tre uomini sono stati sepolti da altri che avevano familiarità con il rito musulmano”, spiega Yves Gleize. Ciò significa che ci fosse almeno un piccolo gruppo, che rimase alcuni anni a Nîmes. Un uomo è abbastanza vecchio, dimostra una cinquantina di anni, possiamo immaginare che sia rimasto abbastanza al lungo a Nîmes”.

Secondo elemento essenziale, la localizzazione delle tombe che si trovano all’interno della città antica vicino a una strada medievale e a dieci metri da tombe cristiane. “Non sono relegati in un luogo senza senso” ha detto Yves. Piuttosto, sono nella città antica: Questo significa che un gruppo di musulmani potrebbe aver vissuto con la comunità dei Visigoti di Nîmes, per alcuni anni, verso il 720. E’ difficile dire in quali condizioni, se si trattasse di una convivenza sofferta o no, se i rapporti fossero pacifici o no”, avverte Yves Gleize. Ma è certo che questa scoperta va piuttosto in questo senso” e potrebbe qualificare l’idea che i musulmani hanno fatto di più che ‘brevi incursioni’. Piuttosto, questa scoperta suggerisce che è stato possibile stabilire una relazione di convivenza con la popolazione locale.

La rapida espansione dell’impero arabo durante le conquiste musulmane ha portato alla formazione di uno degli imperi più significativi nella storia del mondo, che si estendeva dalla riva occidentale del fiume Indo fino alle coste dell’Oceano Atlantico. L’espansione arabo-musulmana ha rappresentato un importante scambio politico-religioso durante il Medioevo nella regione del Mediterraneo. Nella parte occidentale del Mediterraneo, gli eserciti arabi si sono espansi in tutto il Nordafrica e rapidamente incorporarono le numerose popolazioni berbere che rapidamente adottarono la religione islamica e rappresentarono il grosso delle truppe musulmane che conquistarono in seguito il Sud dell’Europa. L’esercito degli Omayyadi ha invaso la penisola iberica attraverso il Nordafrica nel 711 dC e rapidamente conquistò l’impero Visigoto. Dal IV al VII secolo dC, si diffuse in tutto ciò che ora è il sud-ovest della Francia e la penisola iberica. Il loro arrivo ha portato ad una trasformazione culturale e relazioni sostanzialmente modificate tra le società dell’Europa occidentale che erano in fase di riorganizzazione sociale dopo il crollo dell’Impero Romano d’Occidente.

Nel contesto funerario, gli archeologici hanno evidenziato pratiche di sepoltura che corrispondono a pratiche musulmane. “È interessante notare che queste pratiche specifiche (tra cui, ad esempio, il deposito sistematico dei corpi sul lato destro e orientati verso la Mecca) dimostrano che le tombe in stile islamico sembrano proseguire sin dal periodo medievale fino ai giorni nostri” precisa l’archeologo.

I dati di questo studio forniscono prove convincenti di un contributo africano in questo campione storico, un contributo genetico che è curiosamente ancora visibile nelle popolazioni esistenti nella Regione (a frequenze più basse, tuttavia).

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